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Bezzo e Imperial: lettera dal Sudamerica - Montevideo

Il Mozarteum a Montevideo, in UruguayCiao Elena, ecco le ultime nuove.
Abbiamo appena finito il concerto di Montevideo, organizzato dall'Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Mozarteum.
Il concerto si è tenuto nell'auditorium della torre delle comunicazioni, in pratica il palazzo (bellissimo, un grattacielo che richiama la sagoma di una vela e che si staglia sul porto di Montevideo)della società telefonica uruguaiana.
La sala aveva una acustica buonissima e alle 20 non c'era un posto libero. Il concerto è piaciuto molto, almeno questa è stata la nostra impressione (di solito però chi suona sente se il pubblico è attento e partecipe oppure no...) e siamo già stati reinvitati per la prossima stagione di concerti.

Due parole su Montevideo, una città sia per me sia per Gilbert fra le più contradditorie mai visitate: alloggiamo in un lussuosissimo hotel nella piazza principale (con annesso ristorante al 26 piano e piscina al 6, sfruttati ambedue con grande piacere) e qui intorno ci sono un mucchio di locali alla moda pieni di giovani che assomigliano in tutto e per tutto a quelli di Aosta o di qualunque città italiana... eppure a pochissima distanza ecco farsi strada un altro mondo, di bambini (alle due di notte!!) che chiedono l'elemosina, di parcheggiatori improvvisati, di senzatetto che dormono sulle panchine e di gente che fruga nell'immondizia per dividere il cartone (che poi rivenderà per qualche peso la mattina seguente) dal resto. Non è facile vivere per noi questa contraddizione e credo sia impossibile, anche stando qui un mese intero, abituarcisi...
Imperial e Bezzo nella zona della montagna dai sette colori a  Purmamarca, vicino a JujuyDue parole anche sul concerto di qualche giorno fa a Jujuy, la provincia più a nord dell'Argentina. E' stato emozionante innanzitutto perché abbiamo suonato nel teatro più vecchio di tutta l'Argentina (Colon compreso!!), costruito nel 1901. Gilbert ha suonato da solo anche la sera prima in un museo di arte locale molto bello e davanti ad un pubblico numerosissimo (so che mi sto ripetendo, però qui la gente è veramente molto appassionata e segue i concerti con grande interesse). Fra le cose fantastiche di Jujuy voglio ricordarne almeno due: le montagne attorno alla città, verso il confine boliviano, con i loro colori e le loro forme (che sono qualcosa di incredibile anche per noi che di montagne ne abbiamo viste più di una) e un'orchestra di ragazzi che provavano nell'atrio del teatro prima del nostro concerto e che suonavano con una energia da fare invidia a molte nostre compagini. Speriamo di poter tornare in questa fantastica località anche per poter collaborare con questa realtà, che sopravvive solo per la forza di volontà di poche persone e non grazie a contributi pubblici.
Domani sera torniamo a Buenos Aires, dove siamo stati qualche giorno a goderci un meritato riposo, se così si può chiamare, ritornando da Jujuy e prima di venire qui a Montevideo.
E' una città per me incredibile, della quale mi sono innamorato dopo dieci minuti dall'arrivo all'aeroporto.
Ma ne parleremo in un'altra occasione, magari dopo il concerto di dopodomani a Conception de l'Uruguay (che si chiama così ma si trova in Argentina...).
Besos
Massimo y Gilbert