A+ A A-

Riccardo Marasco: Tutto Spadaro, il nuovo spettacolo debutta a Firenze

  • Scritto da Enrico Zoi

Il nuovo spettacolo dello chansonnier Riccardo Marasco omaggia la vita e la musica di Odoardo Spadaro e si intitola, con efficace semplicità, Tutto Spadaro. Il debutto è fissato dall'8 all'11 novembre al Teatro Lumiere di Firenze, che festeggia quest'anno la sua terza stagione. «L'artista fiorentino vissuto tra i monumenti della antica grande Firenze e i vivificanti fermenti culturali dell’ultima grande Firenze, quella dei primi decenni del ‘900 - spiega Marasco - sarà in realtà un pretesto per illustrare una 'mia Firenze', questa città così 'piccola e povera', ma di cui il mondo non potrà mai più farne a meno! Una città nata da mercanti innamorati delle arti e cultori delle verità, una città dove l’avidità e la scienza mercantile fu seconda solo all’amore per la sapienza e alla genialità del pensiero».
Ma noi sappiamo e ci aspettiamo di più. Conosciamo la verve scenica di Marasco e la grandezza di chi oggi lo ispira, Odoardo Spadaro. Classe 1895,  l'autore di evergreen quali La porti un bacione a Firenze (1938), ripresa con successo anche da Nada nella Canzonissima del 1971, e Firenze (1940), viene considerato il secondo cantautore puro italiano, preceduto solo dal napoletano Armando Gill, nato nel 1877. Spadaro vede la luce nel quartiere fiorentino di Santo Spirito, uno dei cuori più veri dell'Oltrarno, ma all'inizio degli anni '20 del '900 è già in Francia, dove lavora al Moulin Rouge. Accanto a lui, agli inizi della carriera, Jean Gabin e Viviane Romance. L'artista toscano viene paragonato, per eleganza e simpatia, a Maurice Chevalier, e certo, dello chansonnier francese, ha la dimensione internazionale: in Italia infatti Spadaro non torna che negli anni '30, dopo il lungo e fortunato tour nelle due Americhe e nell'Africa del Nord del 1932. Al suo rientro in patria viene accolto come un'autentica star e fra gli altri lavora con Paola Borboni, Dina Galli ed Enrico Viarisio.
Dice di lui lo storico della canzone italiana Gianni Borgna: “Aveva un timbro della voce morbido ed elastico, un'inconfondibile dizione liquida ed elusiva, adatta ai colori del sentimento come a quelli di una canzonatura, e una vena e uno spirito crepuscolari, con una nota di toscanità fra vernacolare e palazzeschiana”. Un Maestro, insomma.
Un campione della canzone che, prima di salutare questo mondo nel 1965 nella sua Firenze, transita in giuria a Sanremo nel 1955 e conquista un suo posto anche nella storia del cinema. Diciannove i film al suo attivo come attore, fra i quali ricordiamo, in ordine cronologico, La carrozza d'oro (Jean Renoir, 1952), Porta un bacione a Firenze (Camillo Mastrocinque, 1956), Divorzio all'italiana (Pietro Germi, 1961) e lo sceneggiato televisivo Il giornalino di Gian Burrasca (Lina Wertmüller, 1964-65).
Info

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".