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Tre fiabe di La Fontaine in musica, danzate dalla 'Petite fabrique', da Torino a Lyon [it/fr]

  • Scritto da Michela Pontonio

2 febbraio 2005, ore 21
Piccolo Regio Laboratorio 2004-2005
Teatro Piccolo Regio Puccini
Piazza Castello
TORINO

Les Fables à la Fontaine

www.maisondelamusique.comTrittico di fiabe danzate, prodotto dalla compagnia parigina Petite Fabrique

Va in scena al Piccolo Regio in prima rappresentazione italiana Les Fables à la Fontaine, trittico di fiabe danzate prodotto dalla compagnia parigina Petite Fabrique e ispirato all’opera dello scrittore Jean de la Fontaine con le coreografie di Mourad Merzouki, Dominique Boivin e Dominique Hervieu.

La favola, si sa, è un genere antichissimo, che ha radici dalle radici della civiltà umana. È una forma popolare di filosofia, una precettistica alla mano, un antecedente (di qualche secolo) delle parabole evangeliche. Jean de La Fontaine – il poeta più amato della Francia, che il prossimo marzo lo onorerà infatti con inesauribile affetto a trecentodieci anni dalla morte – è da considerarsi come l’Ariosto della fiaba, che ha reinventato in dodici libri e con preziosi ricami fantastici, attingendo a storie preesistenti (da Esopo, da Fedro, dal Romulus medioevale, dai favolisti rinascimentali e persino dall’indiano Libro dei lumi), attento forse più alla forma che allo scopo morale peculiare della fiaba: quello di smascherare, tra i cani servili e i fieri lupi, le poche virtù e i molti vizi del mondo.
E «poiché il mondo è vecchio, ma sempre ancora lo si dovrà divertire come un bambino» (come ha scritto proprio La Fontaine nel Potere delle favole), sarà un’incommensurabile piacere gustare tre delle più deliziose fiabe di tutti i tempi – Il corvo e la volpe, Il leone e il topo, La canna e la quercia – trasformate in coreografie da altrettanti giovani autori francesi contemporanei.
Lo spettacolo, fin dal debutto, un anno fa, al Théâtre National de Chaillot a Parigi, ha riscosso un successo incredibile: dopo più di duecentocinquanta rappresentazioni in tutto il mondo, compreso il Giappone, in patria è stato ospite di riguardo dell’ultima Biennale de la Danse di Lione e, nelle vacanze di Natale, della blasonata Opéra Bastille di Parigi.
Nella vastissima Comédie animalière di La Fontaine, tra le sue tante pagine amabili e argute in cui brillano con singolare anarchismo generosità e bellezza, giustizia e pietà, accadde che Mourad Merzouki (direttore della compagnia Käfig) si sentisse baciato in fronte dalla morale de La canna e la quercia, che esalta l’apparente fragilità del cedevole e umile arbusto e fa volare via, con le radici e le fronde imponenti, l’albero-simbolo della solidità più massiccia e orgogliosa di sé. Dominique Boivin, dal canto suo, ha reinterpretato Il leone e il topo utilizzando il registro della commedia e del burlesco per narrare la fiaba del topo che salva il leone (che non lo ha mangiato) rosicchiando pazientemente la rete che a tradimento lo ha intrappolato. La scelta della danzatrice e coreografa Dominique Hervieu è invece caduta su Il corvo e la volpe, che le ha suggerito – in ossequio alla polifonia del mondo, da sempre globalizzato nella vanità e nell’adulazione – di tradurre in quindici lingue i versi nobili e brillanti, volgendoli in danza alla sua maniera, ludica, immaginifica e cesellata.

Biglietti: 7,50 euro (biglietteria del Teatro Regio, piazza Castello 215 - Tel. 011.8815.241/242/270 - da martedì a venerdì 10.30-18; sabato 10.30-16).
Lo spettacolo fa inoltre parte del progetto Al Regio in famiglia, che prevede l’ingresso gratuito per ogni giovane fino a 16 accompagnato da una o due persone adulte alle quali è riconosciuta una riduzione del 10% circa.
Informazioni: tel. 011.8815.557

[français] www.maisondelamusique.com

du 24 au 28 mai 2005, 19h30
matinées jeune public les 24, 26 et 27
matinées complices les 25 et 28
Maison de la Danse
LYON (France)

Pour la troisième saison, la Maison de la Danse invite La Petite Fabrique à présenter ses Fables à La Fontaine. Trois nouvelles pièces, trois commandes passées à des chorégraphes étrangers. Tous ont la même règle du jeu : partager le plateau avec des pièces courtes, destinées à un public familial, libres inspirations de nos chères fables de Jean de La Fontaine. Le continent africain est représenté par un chorégraphe sud-africain : Boyzie Cekwana. Du Brésil nous vient une version écrite par Lia Rodrigues, attachante personnalité de la danse brésilienne, présente par deux fois dans la programmation de la Biennale et de la Maison.
Quant à la troisième fable, elle est européenne et encore en devenir. Gageons que les animaux sortis de l'imaginaire de ces créateurs nous surprennent par leurs couleurs exotiques. Dans tous les cas, ces créateurs se distinguent par une belle énergie à se positionner de façon sincère et engagée dans des pays aux charmes certains, mais douloureux par bien des aspects.

Billet: de 10 à 12 euros

@il_trillo

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