A+ A A-

Ernesto Orsi: nella pittrice Rita Paola le forme magmatiche dell'impulso primario

  • Scritto da Il Trillo

Rita Paola, un’artista che si appropria originalmente del linguaggio astratto per comunicare una serie di emozioni che pare venga da molto lontano. Protagonisti sono i colori in tutta la loro drammaticità e bellezza e così intensi e talvolta materici da lasciare il fruitore sorprendentemente stupefatto: colpi di spatola taglienti come rasoi e scolature sottili di tinte pastello che scivolano via lungo la tela come nostalgie di sentimenti sbiaditi che sembra funzionino come epifanie proustiane o, meglio ancora, come intermittenza del cuore di natura Joyciana.
C’è in Rita Paola l’urgenza di trasmettere, senza aggettivi e inutili formalismi, una complessità di visioni che insorge prepotentemente nella sua anima in perfetta sintonia con le forze primarie e sconosciute che attraversano il mondo; non ha tempo per soffermarsi sulla bella calligrafia, l’immediatezza detta il suo ritmo e la velocità si appropria della sua mano che in rapide azioni costruisce immagini su immagini che convergono tra loro per poi esplodere in forme magmatiche che sembra conservino tutto il calore dell’impulso primigenio che le ha create.
Precisamente, Rita Paola dipinge la luce, cattura la sua dinamicità e mediante essa attraversa l’universo della materia, dello spazio per puntare verso dimensioni abitate da realtà che presuppongono altre coordinate. Nella sua opera complessiva si può individuare non solo la dimensione verticale, ma anche qualcosa di orizzontale, di più umano: è ciò, che definisco, citando Proust e Joyce, nostalgia; nostalgia rarefatta, evocata da contrappunti di colore che vorrebbero essere suoni, sinfonie, partiture di natura dodecafonica, note perdute di jazz freddo.
Ernesto D’Orsi

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".