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Firenze, 19 settembre 2014: tornado e grandine sul centro storico

  • Scritto da Enrico Zoi

I problemi causati dal maltempo a FirenzeQuando la grandine fa... più danni della grandine. Accade a Firenze venerdì 19 settembre 2014, ore 12,45. Dieci minuti dieci di tornado e, appunto, di grandine in copiosa quantità e la città simbolo mondiale dell'arte si ritrova a leccarsi ferite laceranti, fin dall'inizio stimate in oltre due milioni e mezzo di euro di danni, ma saranno sicuramente di più. In grave sofferenza il patrimonio museale, artistico, librario e botanico della patria di Dante.


Il Polo Museale fiorentinoUffizi, Boboli, San Marco, Palazzo Davanzati, Palazzo Pitti, Bargello e Accademia – è sferzato e viene chiuso. Riaprono in serata gli ultimi tre, ma per gli altri c'è da attendere.
Il Museo di San Marco è tornato visitabile il 1° ottobre, senza però i due dipinti del Beato Angelico maggiormente danneggiati, la Pala di Annalena e il Compianto sul Cristo morto, che hanno davanti mesi di restauro e, purtroppo in via definitiva, senza l’antico cedro del Libano del chiostro di Sant’Antonino, per il quale si è reso necessario l'abbattimento.
Particolarmente colpito Palazzo Pitti: vetri rotti nella Galleria Palatina e nella Galleria d'Arte Moderna e allagati una sala della Galleria del Costume e il salottino cinese.
Anche gli Uffizi hanno avuto i loro problemi, benché più lievi (spalancate alcune finestre, danneggiate le cornici di un paio di quadri e qualche tegola sul tetto sopra San Piero Scheraggio, allagato il Corridoio Vasariano): nella Galleria vanto di Firenze, a tremare sono stati soprattutto i turisti!
Nella basilica di San Miniato, quella che domina la città dall'alto della collina di Piazzale Michelangelo, a fare le spese della furia meteorologica sono stati alcuni affreschi di Paolo Uccello nella navata destra e accanto all'ingresso della sagrestia, che si sono bagnati.
Al Museo dell'Antica Casa Fiorentina di Palazzo Davanzati è stata invasa dall'acqua la Sala dei Merletti, con conseguenze per l'intera collezione.
Gravemente ferito anche il patrimonio botanico: un cedro del Libano e un ippocastano caduti nel Giardino di Boboli (che riaprirà parzialmente solo il 4 ottobre: ancora interdetta la zona più a sud del giardino granducale, quella con il Prato dei Castagni, il Viale dei Cipressi, l'Isola e il Prato delle Colonne), più vari smottamenti, e danni irreversibili per il Giardino dei Semplici, secondo orto botanico più antico d'Italia dopo Padova ed epicentro del disastro. Troppo lungo per trascriverlo, nel suo caso, l'elenco delle piante colpite e distrutte: basti dire che se ne prevede la riapertura a gennaio inoltrato e che la stima dei danni è di almeno mezzo milione di euro.
Allagata anche la Biblioteca Nazionale con gravi danni strutturali pari a un milione di euro, ma per fortuna il patrimonio librario è stato salvato.
Oltre a chiedere aiuto allo Stato, Orto botanico e biblioteca hanno dato vita ad un appello per la raccolta di fondi e, come in una favola già vista ai tempi dell'alluvione del 1966, i fiorentini stanno rispondendo bene.
Dalla Biblioteca Nazionale arriva invece la richiesta di una donazione di un euro a testa e l’occasione per rispondere potrebbe essere sabato 4 ottobre, quando ci sarà l’apertura straordinaria per la Domenica di carta 2014: la voce della storia e dei libri, l'evento promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo per incentivare e valorizzare il patrimonio culturale e letterario di Archivi di Stato, Soprintendenze archivistiche e Biblioteche pubbliche statali.
Insomma, la vita e la cultura continuano, come ottime Fenici che, colpite ma sempre vive, risorgono comunque dalle proprie ceneri, anche se queste sono fatte d'acqua piovana e grandine.

È possibile offrire un contributo per la rinascita dell’Orto Botanico effettuando un versamento con bonifico bancario (Iban IT88A0200802837000041126939) con la causale “Per Orto Botanico”. 

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