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Siamo chi siamo: Ligabue e il pellicciotto della discordia

  • Scritto da Il Trillo
Ligabue: video Siamo chi siamoLigabue gira un video spiritoso, ma non tutti apprezzano il suo abbigliamento. In particolare, il gioco di cambi rapidi e citazioni anni '90, "tamarre" come dice lui, infiammano gli animalisti contro un pellicciotto indossato per pochi frame. Ecco la risposta pubblica del Liga.
Un po’ di chiarezza sulla questione pellicciotto.
Più di tre mesi fa abbiamo deciso di girare un video sulla canzone “Siamo chi siamo”.
Volevamo un filmato leggero, che fosse capace di strappare un sorriso e allora ho deciso di mettermi in gioco, chiedendo alla costumista di trovare gli abbigliamenti più balordi e assurdi che avrebbe potuto.
E così, per la prima volta in vita mia, ho indossato boa di struzzo, salopette, giacche fluorescenti, cappelli, occhiali colorati anni sessanta e, per l’appunto, un pellicciotto.
L’unico capo già indossato, a ricordare la mia tamarraggine primi anni ’90, era un gilet tailandese.
Il risultato voleva essere “volutamente buffo”.
Il video è piaciuto a tantissimi.
Soprattutto perché, conoscendomi, ognuno ha capito la giocosità di quella situazione.
Penso che se qualcuno avesse mai la malsana idea di comprare un pellicciotto, vedendo quanto ridicolo risulti addosso a me, se ne guarderebbe bene dal farlo.
Detto questo, per lo stesso motivo per cui non ne ho mai indossato uno in passato (se non per il gioco di questo video), è evidente che non lo farò mai in futuro.
Non fosse altro perché il mio (eventuale) cattivo gusto non arriva a tanto.
Luciano Ligabue

A integrazione della lettera aperta di Luciano voglio precisare, viste le insinuazioni di questi giorni, che Ligabue non ha nessun contratto commerciale o di sponsorizzazione con alcuno stilista.
Claudio Maioli, manager di Ligabue

@il_trillo

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