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Primo ministro del Pachistan: perché no? Malala Yousafzay riceve il Nobel per la Pace

  • Scritto da Elena Meynet
Malala Yousafzai con il 'Premio Nobel'Ha diciassette anni e mercoledì 10 dicembre ha ritirato il "Premio Nobel" per la Pace, la più giovane di tutti i tempi: Malala Yousafzay ha confermato anche a Oslo il suo impegno perché tutti i bambini possano andare a scuola.  Il premio è stato ritirano dalla giovane pachistana assieme ad un altro difensore per i diritti dei bambini, l'indiano Kailash Satyarthi, attivista contro la schiavitù dei minori.
«Una ragazza e un uomo più anziano, una musulmana e un hindù - ha sottolineato Thorbjoern Jagland, presidente del comitato per il "Nobel" - entrambi simbolo di ciò di cui il mondo ha bisogno: maggiore unità, fraternità tra nazioni».
Malala guarda lontano e mette in conto anche un impegno politico: «se posso servire meglio il mio Paese - ha detto in una intervista televisiva - attraverso la politica o diventando primo ministro, allora sceglierei senz'altro questa strada».
Il premio è stato assegnato alla Yousafzay ed a Satyarthi "per la loro battaglia contro la repressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'educazione". Malala Yousafzay è la più giovane a ricevere il Premio e la prima pachistana: aveva riportato gravi ferite alla testa da colpi d'arma da fuoco dopo essere stata attaccata nell'ottobre del 2012 da un gruppo di talebani, arrestati nello scorso settembre dall'esercito, perché aveva rifiutato di accettare il divieto di andare a scuola, che era stato imposto dai militanti integralisti alle bambine perché "promuoveva il pensiero occidentale".
Malala, che aveva quindici anni, riportò gravi ferite e venne trasferita a Birmingham, nel Regno Unito, dove subì un delicato intervento e venne dimessa solo l'8 febbraio 2013 per poi tornare a scuola poco più di un mese dopo, in un Istituto superiore per ragazze: "nonostante la sua giovane età - hanno evidenziato i membri del "Comitato per il Nobel" della Norvegia, formato da cinque componenti scelti dal Parlamento norvegese - combatte già da anni per il diritto delle bambine all'istruzione, ed ha mostrato anche che bambini e giovani possono contribuire a migliorare la loro stessa situazione. E lo ha fatto con una lotta eroica in un contesto di grande pericolo".
Malala Yousafzai balzò agli onori delle cronache anche per il suo discorso all'Onu, nel 2013: «oggi non è il mio giorno - aveva detto i Capi di Stato e di Governo di tutto il mondo - è il giorno di tutti coloro che combattono per i propri diritti. I talebani non mi ridurranno mai al silenzio e non uccideranno i miei sogni. Capiamo l'importanza della luce quando vediamo l'oscurità, della voce quando veniamo messi a tacere. La penna è più forte della spada. Gli estremisti hanno paura del cambiamento, dell'uguaglianza all'interno della nostra società».
 
Il discorso di Malala Yousafzai all'Onu:

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