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Il visitatore di Schmitt: note di regia di Valerio Binasco e le date con Alessandro Haber e Alessio Boni

  • Scritto da Il Trillo
Da molto tempo la drammaturgia contemporanea ci ha abituati a pensare che le parole non servono più a niente. Che l’umanità è immersa in un buio silenzioso e che nessun dialogo è più capace di ‘dire’ veramente qualcosa. Per strano che possa sembrare, il Teatro per lungo tempo si è fatto ‘portavoce’ di quel silenzio e lo ha trasformato in poesia, grazie a grandi commedie classificate dell’ ‘incomunicabilità’. Autori come Schmitt, invece, sono andati fieramente in tutt’altra direzione. Hanno continuato coraggiosamente a testimoniare una cieca fiducia nelle parole e una specie di devozione per l’umana dote del dialogo. In questa commedia, come accadeva nel teatro di tanto tempo fa, le parole sono importanti e l’autore sembra coltivare la speranza che quando gli uomini si incontrano e si parlano possono, forse, cambiare il mondo. C’è una fiducia buona, dentro questa scrittura. C’è un grande ‘Sì’, così come nella drammaturgia contemporanea, di solito, c’è un grande ‘ No’. Questo ‘Sì’ è la prima cosa che mi ha colpito del ‘ Visitatore’. È un testo coraggioso, che non ha timore di riportare in Teatro temi di discussione importanti come la Religione, la Storia, il Senso della Vita... Schmitt affronta questi temi in modo diretto, con l’innocenza di una ‘sit com’, quasi. Eliminando qualsiasi enfasi filosofica, i suoi personaggi riescono ad arrivare dritti al cuore di problemi enormi e a portare con molta dolcezza, in questo viaggio, anche gli spettatori.
Il protagonista di questo viaggio è Sigmund Freud; lo vediamo vecchio, stanco, malato. È arrivato al capolinea della vita. Per le strade della sua adorata Vienna marciano i Nazisti e lui si prepara ad andare in esilio perché ebreo. E’ un uomo che si scopre disperato, dopo aver lottato tutta la vita contro la disperazione degli altri uomini. Questo povero vecchio che, sebbene sia Freud, ci sembra in vero un povero vecchio qualsiasi e ci ispira una tenera pietà, riceve la visita di un inquietante signore: è un pazzo che dice di essere Dio in persona? O è Dio, che gioca a sembrare un pazzo? Oppure il mondo è in mano a un Dio che non è niente di più e niente di meno di un povero pazzo? E ancora: il Male, che qui è interpretato da uno dei suoi migliori rappresentanti (il Nazismo), è opera di questo visitatore che dice di essere Dio o è opera dell’Uomo? Eccetera eccetera. Ecco le domande cruciali, i dubbi sanguinosi che animano questa strana commedia. Si potrebbe pensare, a questo punto, che l’autore ci abbia regalato uno dei tanti inutili e tediosi drammi filosofici; ma non è così. Ci ha regalato invece una commedia brillante, che con eleganza conduce spesso al sorriso o al riso; che offre spunti di pensiero e di commozione con sorprendente leggerezza. 
La casa di Freud è una casa qualsiasi, assediata dal buio e dalla follia del mondo. Quasi quasi, sembra casa nostra. Tutto si svolge in una triste notte di tanti anni fa, ma potrebbe essere, quasi quasi, anche stanotte. Niente è quel che sembra, questa notte: i canti nazisti a volte sembrano quasi belli, Dio sembra un matto
qualunque e perfino Sigmund Freud sembra disperatamente ingenuo, come ciascuno di noi. ‘Il Visitatore’ è una rara commedia per attori, a patto che siano attori capaci di sprofondare totalmente nell’umanità fragile dei loro personaggi e capaci di evitare le insidie della retorica. Anche Dio, qui, è in fondo un “povero Diavolo”; e le domande vertiginose che questa commedia ci pone, sono da lasciare tutte, umilmente, senza risposta; tranne una, forse… Una risposta importante, a ben vedere, c’è, ed è questa: ‘ Sì ’. La domanda, però, dovrete farvela da soli. 
Buon divertimento,
Valerio Binasco.

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Il visitatore
di Éric-Emmanuel Schmitt
traduzione, adattamento e regia Valerio Binasco 
con Alessandro Haber e Alessio Boni
e con Nicoletta Robello Bracciforti, Alessandro Tedeschi 
musiche Arturo Annecchino 
scene Carlo De Marino 
costumi Sandra Cardini
Goldenart Production
 
Le date principali: 
Dal 6 al 9 novembre 2014 - Ferrara, Teatro Comunale
11 novembre 2014 - Alba, Teatro Sociale G.Busca
12 novembre 2014 - Ivrea, Teatro Giacosa
Dal 14 al 16 novembre 2014 - Bologna, Teatro Duse
Dal 25 novembre al 7 dicembre 2014 - Roma, Teatro Quirino
9 dicembre 2014 - La Spezia, Teatro Civico
Dal 12 al 14 dicembre 2014 - Pavia, Teatro Fraschini
16-17 dicembre 2014 - Casale Monferrato, Teatro Municipale
Dal 18 al 21 dicembre 2014 - Cesena, Teatro Bonci 
6-7 gennaio 2015 - Ascoli, Teatro Ventidio Basso
Dal 9 all’ 11 gennaio 2015 - Udine, Teatro Nuovo Giovanni da Udine
13 e 14 gennaio 2015 - Piacenza, Teatro Municipale
15-16 gennaio 2015 - Locarno, Teatro di Locarno
17-18 gennaio 2015 - Lovere, Cinema Teatro Crystal
21- 22 gennaio 2015 - Monfalcone, Teatro Municipale
23-24 -25 gennaio 2015 - Trento 
27-28 gennaio 2015 - Aosta, Teatro Splendor
29-30-31 gennaio 1 febbraio 2015 - Ravenna, Teatro Alighieri
4 febbraio 2015 - Castelfiorentino, Teatro del Popolo
5 febbraio 2015 - Santa Croce sull’Arno, Teatro Comunale Verdi
Dal 6 all’ 8 febbraio 2015 - Lucca, Teatro del Giglio
Dal 10 al 15 febbraio 2015 - Verona, Teatro Nuovo
Dal 24 febbraio al 1 marzo 2015 - Firenze, Teatro La Pergola

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