A+ A A-

Sequestrato a Lugano un dipinto attribuito a Leonardo Da Vinci: stava per essere venduto per 120 milioni di euro

  • Scritto da Angelo Musumarra
Il 'Ritratto di Isabella D'Este' sequestrato a LuganoIl dipinto "Ritratto di Isabella D'Este", attribuito a Leonardo Da Vinci, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Pesaro e dai Carabinieri di Ancona, lunedì 9 febbraio, a Lugano, in Svizzera, nel caveau di un istituto fiduciario, dove era stato depositato durante la trattativa per la vendita, la quale, partita dalla somma di 95 milioni di euro, era arrivata a 120 milioni di euro. Il quadro, risalente al sedicesimo secolo, di dimensioni 61 per 46,5 centimetri, è stato attribuito a Leonardo da Vinci dallo storico dell'arte Carlo Pedretti, sulla base di pareri e di perizie effettuate con la fluorescenza, che lo ritengono pienamente compatibile, quanto a datazione, con la pittura dei primi decenni del sedicesimo secolo.
I Finanzieri si sono messi sulle tracce dell'opera d'arte il 27 agosto 2013, quando era loro pervenuta una segnalazione riguardante l'incarico ad un avvocato di Pesaro per un mandato a vendere relativo al dipinto che era depositato presso un caveau di una banca svizzera: «da accertamenti esperiti dai Carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio artistico di Ancona - spiegano gli inquirenti - era emerso che il quadro in questione era stato esportato clandestinamente e, pertanto, la Procura di Pesaro ha formalizzato una richiesta urgente di assistenza giudiziaria internazionale per il sequestro del dipinto. L'autorità giudiziaria di Lugano ha quindi eseguito la richiesta di rogatoria internazionale, ma si era constatato che il dipinto era stato prelevato dalla proprietà e portato altrove».
Un anno dopo, nell'ambito di indagini svolte sempre dalla Guardia di Finanza di Pesaro, riguardanti reati fiscali e truffe verso compagnie di assicurazione, sono state acquisite nuove notizie, utili alla localizzazione del dipinto: «da quel momento le indagini sui reati fiscali e le truffe assicurative e quelle sul dipinto in pratica si sono sovrapposte - aggiungono i Finanzieri - e venivano congiuntamente condotte da noi e dai Carabinieri, coordinate dai sostituti procuratori Maria Letizia Fucci, Monica Garulli e Valeria Cigliola. Dopo che era emerso che il dipinto era custodito presso il caveau di una banca privata di Lugano, è stata emessa una nuova richiesta urgente di assistenza giudiziaria che nel pomeriggio del 9 febbraio, ha portato al sequestro del quadro e del contenuto di una cassetta di sicurezza».
Il sequestro è stato effettuato dalla Polizia svizzera ed ha visto la partecipazione degli ufficiali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, ed è avvenuto dopo avanzate trattative di vendita dell'opera: i reati contestati sono l'associazione per delinquere finalizzata all'illecita esportazione di opere d'arte, in assenza di licenza di esportazione, e per altra associazione per delinquere, in parte costituita dalle stesse persone, finalizzata alla commissione di truffe in danno di società di assicurazione.
Le indagini sono ancora in corso: quando il "Ritratto di Isabella D'Este" rientrerà in Italia verranno eseguite altre perizie per confermarne la paternità.

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".