A+ A A-

Il Leone d'Oro di Venezia 70 a Gianfranco Rosi per Sacro GRA, un italiano dopo 15 anni

  • Scritto da Leonardo Pasquinelli

Un'immagine da 'Sacro GRA'Sono le 19.45 quando il presidente di giuria Bernardo Bertolucci dal palco della Sala Grande spegne le candeline ai 70 anni della Biennale d’Arte Cinematografica, consegnando il Leone d’Oro nelle mani di Gianfranco Rosi per il suo “Sacro GRA”, documentario sulle vite ai margini del Grande Raccordo Anulare romano. Piuttosto convenzionale forse, ma efficace nel convincere la giuria  ad assegnare per la prima volta il Leone d’Oro a un lungometraggio non di finzione.

Dopo 15 anni (Gianni Amelio, “Cosi ridevano”), il primo premio ritorna in Italia, quale modo migliore di celebrare il settantesimo compleanno del festival cinematografico più longevo del mondo?
Un’edizione che pubblico e critica hanno comunque giudicato di buon livello medio, senza grandi sorprese ma anche con poche delusioni. Almeno nel concorso ufficiale. Le eccellenze di “Die Andere Heimat” (Edgar Reitz) e “Locke” (Steven Knight), presentate fuori concorso, avrebbero sicuramente orientato diversamente la giuria. Altro passaggio che ha lasciato il segno e riempito le sale in ogni replica, il vincitore 2012 in Orizzonti, Wang Bing, tornato quest’anno fuori concorso con “Feng Ai”. Esperienza magnetica: quattro ore dentro un ospedale psichiatrico municipale cinese, girate con una microtelecamera in bassa definizione.
Proseguendo con gli altri riconoscimenti, Gran Premio della Giuria a “Jiaoyou”, di Tsai Ming-liang uno dei pochi film orientali in programma quest’anno al Lido. Contrariamente a quanto avveniva nei sette anni di direzione Muller, che vedevano ampia presenza di cinema asiatico in tutte le sezioni. Già trionfatore al Lido nell’edizione memorabile del 1994 quando il suo “Vive l’Amour” vinse ex-aequo con “Prima della Pioggia” di Milcho Manchevski, il regista malese ha da tempo detto che questo sarà il suo ultimo film, scatenando illazioni sul suo stato di salute. Sicuramente, la sua opera maggiormente visiva: due ore di immagine pura, inseguendo la povertà ai margini della moderna Taipei. Per molti, il vero Leone d’Oro 2013.
Leone d’Argento per la migliore regia a “Miss Violence”, di Alexandros Avranas, che ha colpito il pubblico e giuria con il suo lento crescendo di orrori familiari.
Premio Speciale della Giuria, “Die Frau des Polizisten” di Philip Gröning. Ritratto della disgregazione familiare nella Germania contemporanea.
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Elena Cotta, svariati gradini sopra agli altri interpreti di “Via Castellana Bandiera”.
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Themis Panou, agghiacciante capofamiglia in “Miss Violence”.
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente, conferito a Tye Sheridan, unica nota lieta di “Joe”.
Premio per la miglior sceneggiatura a Steve Coogan e Jeff Pope per “Philomena”. Una “Magdalene” dei giorni nostri, interpretata senza troppo sforzo da Judi Dench.
Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” a “White Shadows” di Noaz Deshe, che tratta della persecuzione di cui sono vittime gli albini in alcune zone dell’Africa, dove antiche superstizioni gli attribuiscono la causa di ogni sfortuna.
Premio della sezione Orizzonti per il miglior film a “Eastern Boys” di Robin Campillo, storia cruda sui ragazzi di strada che arrivati dall’Est Europa si prostituiscono nei dintorni della Gare du Nord parigina.
Premio Speciale della Giuria Orizzonti all’iraniano “Fish and Cat”, di Shahram Mokri, inquietante vicenda di cannibalismo girato in un unico piano sequenza.
Premio Orizzonti per la migliore regia al commovente “Still Life”, di Uberto Pasolini.
Primo premio della sezione Settimana Internazionale della Critica a “Zoran, il mio nipote scemo”,opera prima di Matteo Oleotto.
Primo premio della sezione Giornate degli Autori a “Kill your darlings”, di John Krokidas, la genesi dei padri della beat generation, ben interpretato, fra gli altri, da Daniel Radcliffe.


@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".