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[r] La vita di Adele, di Abdel Kechiche

  • Scritto da Enrico Zoi

Una scena del filmObiettivo puntato su Adele (Adele Exarchopoulos), adolescente affamata di cibo e vita, accanita lettrice di libri, soprattutto della Vita di Marianna di Pierre de Marivaux. La ragazza incontra il coetaneo Thomas (Jeremie Laheurte), con il quale ha un flirt poco fortunato, finché non cade vittima del colpo di fulmine con Emma (Lea Seydoux), una giovane pittrice dalla chioma azzurra che incontra casualmente per la strada e poi ritrova in un locale gay. Inizia così una storia d'amore che travolgerà entrambe, ma principalmente Adele, traghettandola verso l'età adulta e verso la sua professione di maestra, due momenti della sua crescita grazie ai quali comprenderà che il tempo delle mele, se mai c'è stato, è irrimediabilmente terminato.

Nell'accenno della trama non abbiamo citato incidentalmente il film di Claude Pinoteau: la vicenda narrata dal cinquantatreenne regista tunisino Abdel Kechiche, pur essendo egli un fan dichiarato del maestro giapponese Yasujiro Ozu, è in sostanza un tempo delle mele trasportato nella più disinibita ed aperta comunità sociale e culturale degli anni Duemila.
Non è una critica, piuttosto una constatazione. Rispetto alla leggera e commerciale pellicola interpretata da Sophie Marceau nel 1980, La vita di Adele, in un'ipotetica scala di qualità e profondità di analisi e di racconto, si attesta su vari gradini più in alto. C'è stoffa nella tecnica e nella resa cinematografica e psicologica della passione esplosiva fra Adele ed Emma: quasi tre ore non di azione ma di sentimenti adeguatamente rappresentati scorrono bene e avvincono lo spettatore, portando alla luce delle grandi platee internazionali un tema, quale l'amore fra due donne, più spesso lasciato alla cinematografia di nicchia. Un film importante e da vedere, dunque, che abbonda in primi piani dei corpi avvinti delle due amanti, ma anche dei fluidi del naso, delle lacrime, della bocca, del bere, del cibo, in particolar modo gli spaghetti, e che forse, con la Palma d'Oro di Cannes, ha raccolto qualcosa in più del suo effettivo valore.
Il lungometraggio di Kechiche prova a narrare l'amore con i modi e la classe di François Truffaut e in parte vi riesce, dimostrando di conoscere il maestro, guarda caso la coincidenza, di Adele H, una storia d'amore, senza peraltro arrivare alle sue vette, armonizzando comunque con abilità alcuni squilibri narrativi fra la prima e la seconda parte, l'una più dilatata, l'altra più frettolosa, e la grande bravura delle due protagoniste.

La vita di Adele, di Abdel Kechiche.
Con Lea Seydoux, Adele Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte. Alma Jodorowski, Aurelien Recingo, Caterinette Sale, Fanno Murino, Beniamino Sinuoso, Sandro Funte.
Titolo originale La Vie d'Adele.
Drammatico, durata 179 mi. Francia 2013.
Distribuzione: Lucky Red.


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