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Tir di Alberto Fasulo vince a sorpresa l'ottavo Festival del Film di Roma

  • Scritto da Leonardo Pasquinelli

Alberto Fasulo con il premioL'onda lunga di Venezia arriva nella capitale. Dopo il “Sacro G.R.A.” di Gianfranco Rosi, primo documentario nella storia a vincere in laguna  la Biennale d'Arte Cinematografica, a Roma il Marc'Aurelio d'Oro dell'ottavo Festival del Film va a  Alberto Fasulo per “Tir”, coproduzione italocroata con partecipazione, fra gli altri, della Film Commission Vallée d'Aoste.

Opera seconda del regista friulano, dopo il debutto di cinque anni fa con l'interessante “Rumore Bianco”, documentario girato nelle sue terre lungo le sponde del fiume Tagliamento. “Tir” invece si mantiene sul confine fra finzione e realtà. Frutto di un lavoro lungo cinque anni in cui Fasulo ha seguito e raccontato la vita di Branko, camionista croato, una carriera di insegnante alle spalle, abbandonata per salire su un Tir e girare le strade di mezza Europa. La distribuzione Tucker Film non ha ancora reso nota la data di uscita in sala, ma il clamore suscitato nelle sale dell'Auditorium romano lo porterà presto sugli schermi di tutto il paese.
Il voto popolare ha invece premiato “Dallas Buyers Club”, di Jean-Marc Vallée, che si è portato a casa anche il premio per miglior attore (Mattew McConaughey).
A Scarlett Johansson il premio come miglior attrice “in contumacia”, dato che in “Her” (Spike Jonze) recita dando solo la voce al sistema operativo, ma rendendolo talmente sensuale da far innamorare il protagonista (Joaquin Phoenix).
Miglior Regia a Kiyoshi Kurosawa, per la sua attanagliante spy-story “Seventh Code”, vincitrice anche del premio per la miglior fotografia.
Miglior sceneggiatura a Tayfun Pirselimoğlu per “I am not Him” (Turchia), storia d'amore dalle tinte morbose.
Per gli attori emergenti, si è scelto l'emergente cinema iraniano, con l'assegnazione di un premio collettivo al cast di “Acrid”, di Kiarash Asadizadeh, drammatico intreccio di storie di coppia nell'Iran moderno.
Un festival dalle cifre importanti: 150 mila spettatori, un aumento del 20 per cento di biglietti venduti così come di accrediti ritirati da studenti, ne ribadiscono il forte indirizzo “popolare”. Che non si è fatto mancare momenti mainstream, vedi la proiezione del sequel di “Hunger Games”, “La ragazza del fuoco”, con annessa passerella di Jennifer Lawrence che ha mobilitato dalla notte prima centinaia di adolescenti all'accampamento notturno ai piedi del red carpet.
Giovanissimi che come sempre hanno invaso l'Auditorium (quest'anno i 23mila) soprattutto per seguire Alice nelle città, la sezione a loro dedicata, che quest'anno ha premiato il finlandese “The Disciple”, di Ulrika Bengts, peraltro in corsa per l'Oscar come miglior film straniero.


@il_trillo

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