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Black Sea di Kevin Macdonald, con Jude Law, vince il 24° Leone nero al Noir in festival

  • Scritto da Il Trillo
Un'immagine da 'Black sea'E' "Black sea (Mare nero)" del regista scozzese "Premio Oscar" Kevin Macdonald, ad aggiudicarsi il "Leone nero" della 24esima edizione del "Noir in festival" di Courmayeur, con l'88,4 per cento dei consensi del pubblico che ha assistito alle proiezioni dei sette film in concorso. Il film, la cui uscita è prevista nel prossimo mese di febbraio, è prodotto dalla "Focus features", società della major americana "NbcUniversal". Sceneggiato da Dennis Kelly, noto per aver scritto la serie "Utopia" nel 2013, "Black sea" vede la partecipazione di Jude Law, Scoot McNairy, Karl Davies e Konstantin Khabensky e racconta la storia di di Robinson (Law), che dopo essere stato licenziato, dopo undici anni di lavoro, da una società di recupero relitti, non riesce a resistere al richiamo del mare, anche se questo, dopo trent'anni di viaggi, gli è costato l'amore di sua moglie e di suo figlio.
Dopo aver ascoltato la storia di un sottomarino tedesco risalente alla Seconda guerra mondiale, carico d'oro che giace sul fondo del Mar Nero in Georgia, decide di recuperalo, dopo aver rimediato un vecchio sottomarino russo e messo insieme un equipaggio di disadattati.
La spedizione si rivela più pericolosa del previsto, con l'avidità, la disperazione e la claustrofobia che prendono il sopravvento ed i vari componenti dell'equipaggio che finiscono per mettersi l'uno contro l'altro per sopravvivere: «volevo fare un film sul terrore di rimanere intrappolati sott'acqua - racconta Macdonald - ed ho pensato a quella generica paura che si attribuisce ai sottomarini, che per loro natura sono dei luoghi claustrofobici. Ho anche pensato a come le persone che vi lavorano diventino una famiglia, sono così abituati a stare insieme dentro i ristretti confini di un sottomarino che quando ne escono diventano individui abbastanza disfunzionali. Ci sono persone che sono più felici in mare, più felici in questo barattolo di latta, perché sono in grado di comprendere quel mezzo e il mondo che vi è intorno. Mentre nel mondo reale, sono persi. Tutto ciò è diventato fonte di ispirazione per i personaggi del film».
«Il voto del pubblico è un metodo semplice e diretto per sondare gli umori degli appassionati
- hanno commentato i direttori del festival, Giorgio Gosetti e Marina Fabbri - e ci piace che questo avvenga in un'annata in cui molti dei film selezionati arriveranno poi in sala con il marchio di qualità del Festival. La competizione per il "Leone nero" diventa così una sorta di test sul futuro dei film nelle sale».
Nel corso dell'ultima giornata del festival è stato premiato anche Gabriele Salvatores, è stata presentata la "prima" italiana di "Remember me" corto thriller a vocazione umanitaria di Federico Zampaglione e l'anteprima del restauro d'autore di "Blade runner - The final cut" di Ridley Scott che tornerà nelle sale europee la prossima primavera: «è stata un'edizione difficile quanto bella - aggiungono i due direttori - che resterà nel segno di grandi campioni del genere, da Jeffery Deaver a Carlo Lucarelli, da Dario Argento allo stesso Salvatores, fino a Gianrico Carofiglio e Roberto Costantini, trionfatori al "Premio Scerbanenco". Torneremo tra un anno dall'8 al 13 dicembre per festeggiare i nostri venticinque anni di vita, una festa per le nozze d'argento che ci auguriamo abbia ancora Courmayeur, la nostra casa d'elezione, come inimitabile palcoscenico. Torneremo con molte novità e una fisionomia profondamente rinnovata perché il nostro festival vive nel segno dei tempi e deve rinnovarsi e ringiovanire sempre. Sappiamo che il tema dei finanziamenti pubblici e degli investimenti privati rimane un tasto dolente, specie per la cultura e lo spettacolo. Ma abbiamo fiducia nella lungimiranza della politica e nell'intelligenza delle imprese. Per questo abbiamo voglia di nuove sfide e crediamo nella forza del nostro marchio di qualità».
 

@il_trillo

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