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Quattro Oscar per Birdman di Iñárritu. Alla Moore ed a Redmayne la statuetta per i migliori attori

  • Scritto da Il Trillo
Alejandro González Iñárritu con due dei quattro 'Oscar'E' "Birdman" di Alejandro González Iñárritu il vincitore della 87esima edizione degli "Oscar". La commedia, a tratti noir, del regista messicano, che racconta di una star, interpretata da Michael Keaton che, dopo il successo mondiale nel ruolo del supereroe "Birdman", vuole provare anche di essere un bravo attore e coinvolge la figlia, l'amante ed un amico nell'avventurosa impresa di scrivere e mandare in scena a Broadway un adattamento di un racconto di Raymond Carver: ha ottenuto quattro statuette, miglior film, migliore sceneggiatura originale (scritta da Iñárritu insieme a Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris ed Armando Bo), migliore regia e migliore fotografia di Emmanuel Lubezki. Anche l'Italia si è aggiudicata un "Oscar", grazie ai costumi di "Grand Budapest Hotel" dalla torinese Milena Canonero, alla sua quarta statuetta, che ha ricevuto i complimenti del premier Matteo Renzi, che su "Twitter" ha scritto: «E quattro! congratulazioni a Milena Canonero, eleganza, grazia e talento italiano agli Oscar» e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha espresso «le più vive congratulazioni per un riconoscimento che costituisce motivo di orgoglio anche per il prezioso contributo dato all'affermazione della creatività e alla diffusione dell'immagine dell'Italia nel mondo». Il coloratissimo film di Wes Anderson si è aggiudicato quattro premi in tutto, oltre a quello italiano, la migliore colonna sonora di Alexandre Desplat, la scenografia ed il trucco e parrucco.
Vittoria per Julianne Moore, che ha finalmente conquistato il suo primo "Oscar" come miglior attrice protagonista per il ruolo di una professoressa malata di una forma precoce del "morbo di Alzheimer" in "Still Alice", mentre in campo maschile ha vinto Eddie Redmayne per l'interpretazione di Stephen Hawking in "La teoria del tutto" : ritirando il premio, lo ha dedicato alla famiglia dell'astrofisico ed a tutti i malati di "Sla". L'attore londinese ha ricevuto i complimenti di Hawking: «ben fatto Eddie, sono orgogliosissimo di te - ha scritto lo scienziato - congratulazioni ad Eddie Redmayne per aver vinto un "Oscar" interpretando me».
La "Academy of motion picture arts and sciences", che decide le nomination ed i premi, ha votato come migliore opera straniera "Ida" del polacco Pawel Pawlikowski, film in bianco e nero ambientato nella Polonia comunista, che racconta il cammino di una giovane novizia alla ricerca delle sue origini e della fede, premio che ha sconfessato le previsioni della vittoria del film anti-jihad "Timbuktu" di Abderrahmane Sissako o del dramma russo "Leviathan" di Andrei Zvyagintsev.
Delusione per "The imitation game", che si è dovuto accontentare della migliore sceneggiatura non originale di Graham Moore. Come migliori attori non protagonisti si sono imposti il favorito J.K. Simmons per "Whiplash" (film che ha vinto i premi per il miglior montaggio e il miglior sonoro), e Patricia Arquette per "Boyhood", dove interpreta una madre divorziata, ed ha scelto di usare il suo discorso a favore dell'uguaglianza di retribuzione per tutte le donne: «ci siamo battuti per il diritto all'uguaglianza di tutti gli altri - ha ricordato dal palco del "Dolby Theatre" di Los Angeles - è ora che ci sia anche uguaglianza di retribuzione, una volta per tutte, l'uguaglianza dei diritti per tutte le donne d'America».
"Selma, la strada per la libertà" ha vinto con la miglior canzone, "Glory" di John Stephens e Lonnie Lynn, mentre "American sniper" di Clint Eastwood, da molti dato come il possibile outsider candidato alla statuetta più importante, ha conquistato solo quella per il miglior montaggio sonoro. Migliori effetti speciali ad "Interstellar" per Paul Franklin, Andrew Lockley, Ian Hunter e Scott Fisher mentre il miglior film di animazione è stato "Big Hero 6" di Don Hall e Chris Williams.
Il premio per il miglior documentario è andato a "Citizenfour" diretto da Laura Poitras, quello per il miglior cortometraggio a "The phone call" di Mat Kirkby, quello per il miglior cortometraggio di animazione a "Winston (Feast)" di Patrick Osborne e quello per il miglior cortometraggio documentario a "Crisis hotline: veterans press 1" di Ellen Goosenberg Kent.
Tre "Oscar" onorari sono stati attribuiti al regista, sceneggiatore, animatore, fumettista e produttore giapponese Hayao Miyazaki, allo sceneggiatore francese Jean-Claude Carrière ed all'attrice statunitense Maureen O'Hara. Il premio umanitario "Jean Hersholt" è stato assegnato al musicista Harry Belafonte.
Clamorosa gaffe accaduta durante la celebrazioni dei personaggi del cinema scomparsi nell'ultimo anno, quando accanto a Virna Lisi, Robin Williams, Philip Seymour Hoffman e tanti altri, si è notata l'assenza di Francesco Rosi, mancato il 10 gennaio scorso: «è stata una gaffe doppia - ha commentato la figlia Carolina - perché non solo mio padre è conosciuto e stimato da molti cineasti statunitensi ma, avendo ricevuto una nomination all'Oscar per il suo "Tre fratelli" del 1981, era anche tra i giurati dell'Academy. Comunque, più del ricordo di una sera, per me è molto più importante che grandi registi di fama mondiale come Martin Scorsese, Oliver Stone e Stanley Kubrick, per citarne alcuni, abbiano sempre espresso pubblicamente la loro stima per il lavoro di mio padre, dichiarando di esserne stati influenzati. E poi, si sa, Hollywood è cinica e dimentica velocemente».
 
Il trailer italiano di "Birdman"

@il_trillo

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