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La storia di Ninì Pietrasanta è il miglior film di alpinismo al Trento Film Festival 2015

  • Scritto da Elena Meynet
Doppio riconoscimento al Trento Film Festival 2015 per il film "Ninì" di Gigi Giustiniani e Raffaele Rezzonico. Prodotto da La Fournaise di Jovençan e sostenuto dal Doc-FF Film Fund della Film Commission Valle d'Aosta, riceve infatti la Genziana d'oro per il miglior film di alpinismo e anche il Premio Città di Imola per il Miglior film italiano presente al Festival, dalla giuria presieduta da Reinhold Messner e che vede giurati anche l'alpinista Hervé Barmasse e il regista italiano Alessandro Rossetto. «"Ninì" racconta la storia di Ninì Pietrasanta e del marito Gabriele Boccalatte, compagni di cordata e nella vita e vere e proprie star dell’alpinismo degli anni ’30 - spiegano i produttori, che hanno lanciato una campagna di finanziamento dal basso, cui hanno contribuito decine di sostenitori internazionali - Si ripercorrono le vicende personali e atletiche accadute ai due protagonisti tra il 1932 e il 1938, quando la morte tragica di Gabriele in un incidente sul Monte Bianco, interruppe prematuramente una straordinaria storia di amore e di passione per la montagna. Il documentario ricostruisce le vicende private e pubbliche della coppia, attraverso le immagini inedite del loro l’archivio privato, composto da oltre 2000 fotografie e pellicole 16 mm girate dalla Pietrasanta».
La ricerca da parte degli autori del documentario hanno portato a riscoprire il materiale che Ninì, una delle prime donne alpiniste e pioniera delle riprese in montagna, aveva tenuto nascosto allo stesso figlio Lorenzo. «Riscopriamo una vicenda che era rimasta in gran parte sconosciuta per oltre 70 anni - continuano gli autori - Ninì aveva completamente abbandonato la montagna dopo la morte di Boccalatte e aveva nascosto le sue imprese di gioventù al figlio. Donna forte tra gli uomini, le sue immagini testimoniano le centinaia di scalate che l'hanno vista protagonista insieme con il marito e con altri storici alpinisti suoi compagni di cordata tra i quali Renato Chabod, Giusto Gervasutti, Piero Zanetti e altri».
Oltre ad Hervé Barmasse, in giuria, con lo spettacolo "Hervé Barmasse racconta il suo Cervino" e con la mostra "Oltre il Cervino", la Valle d'Aosta è stata presente al 63esimo Trento Film Festival con la mostra dal titolo “Quintino Sella alpinista e la battaglia del Cervino", a cura di Pietro Crivellaro e Lodovico Sella, e con la proiezione speciale di "Sui miei passi. Viaggio nell’altro Afghanistan" dell’alpinista e viaggiatrice Eloise Barbieri, racconto di due mesi trascorsi nella regione del Wakhan, in Afghanistan, insieme agli ultimi nomadi kirghizi. Eloise Barbieri ha vissuto nei loro accampamenti durante l’inverno, trovando una chiave d’accesso all’universo segreto delle donne e raccontando le paure e le speranze di un popolo ignorato dal mondo moderno. Anche questo film è sostenuto dalla Film Commission Vallée d’Aoste.

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