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Venezia 72: a sorpresa il Leone d'Oro al venezuelano Lorenzo Vigas. Quella di Pablo Trapero la migliore regia

  • Scritto da Leonardo Pasquinelli
Lorenzo Vigas con il 'Leone d'Oro' di Venezia 72Sono le ore 19 in punto quanto l’impacciata madrina Elisa Sednaoui apre la cerimonia di chiusura della 72esima "Biennale d’Arte Cinematgrafica" di Venezia. L'edizione 2015 ha visto un incremento di spettatori, assicura il presidente della "Biennale", Paolo Baratta, in scadenza di contratto (nel cassetto il probabile rinnovo) così come il direttore della sezione "Cinema", Alberto Barbera. Può darsi, anche se negli ultimi giorni il Lido si è desertificato più del solito. Certo è che durante il suo doppio mandato le strutture sono migliorate: sale rimesse a nuovo, wi-fi finalmente efficiente, aumento delle proiezioni così da far accedere tutti gli accreditati (inclusi i bistrattati "verdi", non professionali, che a Venezia vengono per pura passione). L’ultimo gradino sarebbe chiudere finalmente la voragine aperta da cinque anni, dove giace il progetto del nuovo "Palazzo del cinema". La ciliegina, arricchire la qualità della selezione ufficiale, negli ultimi due anni non eccelsa per il prestigio del più antico festival cinematografico al mondo. Con particolare attenzione ai film italiani in concorso, il cui paragone con le opere estere è a tratti imbarazzante. Cerimonia snellissima, quella 2015: nessuna introduzione di Baratta e Barbera, si passa alla rapida successione dei premiati. Così, è passata poco più di un’ora quando un emozionato (ma sicuramente ancor più sorpreso) Lorenzo Vigas ritira il "Leone d'Oro" 2015 dalle mani del presidente della "Biennale". Una giuria dal forte taglio registico (sei membri su nove stanno abitualmente dietro alla macchina da presa), che ha tenuto in gran conto la forte impronta autoriale presente in "Desde Alla", opera prima del film-maker venezuelano.
La sorpresa è generale dove sono Jerzy Skolimowski e Aleksandr Sokurov? E sorprese, anche se in tono minore, ve ne sono anche fra gli altri riconoscimenti. Leone d’Argento per la migliore regia a "El Clan", ruvida saga familiar-criminale di Pablo Trapero, gran premio della Giuria ad "Anomalisa", sorprendente cartoon "VM18" di Charlie Kaufman, premio speciale della Giuria ad "Abluka – Frenzy", del turco Ermin Alper, storia del disagio di due fratelli appena usciti dal carcere nella moderna Istanbul.
La "Coppa Volpi" per la "migliore interpretazione femminile" è andata a Valeria Golino, protagonista in "Per amor vostro" di Giuseppe Gaudino, quella per la "migliore interpretazione maschile"Fabrice Luchini, istrionico giudice in "L’Hermine" di Christian Vincent.
"Premio Marcello Mastroianni" ad un giovane attore o attrice emergente, Abraham Attah, tredicenne interprete di "Beasts of no nation" di Cary Fukunaga. Premio per la migliore sceneggiatura a "L’hermine" di Christian Vincent.
Questi i  premi della sezione "Orizzonti", con Jonathan Demme, presidente di Giuria: premio per il miglior film a "Free in deed" di Jack Mahaffy, per la migliore regia a "The childhood of a leader" di Brady Corbet, premio speciale della Giuria a "Boi Neon" di Gabriel Mascaro, per la "miglior interpretazione maschile o femminile"Dominique Leborne per "Tempête" di Samuel Collardey e per il miglior cortometraggio a "Belladonna" di Dubravka Turić.
 
Per quanto riguarda gli altri premi, il "Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima - Luigi De Laurentiis" è andato a "The childhood of a leader" di Brady Corbet ed il "Premio Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema" a "The 1000 eyes of Dr. Maddin" di Yves Montmayeur.
Infine, per le sezioni autonome, il miglior film per la "Settimana della Critica" è stato "Tanna" di Bentley Dean e Martin Butler, dove gli attori sono aborigeni appartenenti alla tribù Yakel, arcipelago di Vanuatu, in Australia mentre per le "Giornate degli Autori" il miglior film è stato "Early Winter", di Michael Rowe.
 
La cerimonia di chiusura della 72esima "Biennale d’Arte Cinematgrafica" di Venezia

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