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[t] A marzo 2010 si gusterà il vino della montagna di Torino

  • Scritto da m.boc

Nella vigna della storica Villa della Regina a Torino
cresce la vite e si produce vino

"Dei vini che nella montagna di Torino si fanno". All’insegna di quel che potrebbe diventare un nuovo slogan per Torino, una delle poche città del mondo a produrre vino, si è svolto venerdì 2 ottobre 2009 l’incontro organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte e dalla Rivista Donna Sommelier Europa di Maria Luisa Alberico, presso la Villa della Regina in Strada S.Margherita. Incontro ideale, ma neanche tanto, con Giovanni Battista Croce, autore nel 1606 del volume Della eccellenza e diversità dei vini che nella montagna di Torino si fanno e del modo di farli, conservato alla Biblioteca Nazionale Universitaria e ripubblicato di recente in ristampa anastatica a cura dell’Assemblea legislativa piemontese. Il volume è frutto della passione dell’autore, gioielliere della Corte ducale per il vino e la vite, coltivata nel 600 alle falde della “montagna" (collina) torinese, oltre la città di allora.

Quel vigneto che allora misurava un ettaro e mezzo, ed ora la metà, reinstallato a fianco della Villa, tornata agli antichi splendori dopo un ignominioso degrado. «L’incontro – ha detto il presidente dell’Assemblea regionale Davide Gariglio – è un’occasione per riparlare della storia non solo enologica di questo territorio».
Il complesso, costruito dal principe cardinale Maurizio di Savoia all’inizio del ‘600, passò nel 1692 ad Anna d'Orléans, moglie di Vittorio Amedeo II, duca di Savoia che dispose importanti interventi in quella che verrà poi chiamata Villa della Regina. L’unitarietà del suo mpianto architettonico, ispirato dallo Juvarra e da Giovanni Pietro Baroni di Tavigliano, con villa al centro, giardini all'italiana, padiglioni aulici, grotte, giochi d'acqua e completata da orti, bosco e vigneto, venne mantenuta anche nell’800  con il passaggio (1868) all'Istituto per le Figlie dei Militari per dono di Vittorio Emanuele II. La sua soppressione determinò l’abbandono di edifici e giardini fino al 1994 allorchè la Soprintendenza per i Beni Storici avviò un restauro architettonico, storico-artistico e botanico che l’ha nuovamente resa fruibile dal pubblico a partire dal 2006. Due anni dopo, a cura della Azienda Balbiano di Andezeno, è stata effettuata la prima vendemmia (40 quintali) di vitigni Fresia reintrodotti con il restauro.
Il primo vino della “montagna di Torino” si gusterà a marzo 2010.

m.boc.

@il_trillo

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