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Passione verticale: a Courmayeur, tra le evoluzioni di le Ménéstrel e le imprese di Joyeusaz, Civra Dano, Ondra e Barmasse

  • Scritto da Elena Meynet

Scendere con gli sci a quattromila metri di altezza, tra rocce e guglie, immersi nei ghiacci perenni. Un’impresa che resterà nella storia del Monte Bianco, portata a termine in condizioni proibitive da Edmond Joyeusaz e Francesco Civra Dano, guide alpine di Courmayeur, che hanno cominciato la discesa con gli sci del canale sud delle Dames Anglaises il 29 maggio. Saranno proprio le due guide che domenica 29 luglio apriranno la rassegna di cinque appuntamenti "La passione verticale" organizzata a Courmayeur (Aosta) tra la fine di luglio e agosto, al Jardin de l’Ange, alle ore 21.15.

Edmond e Francesco saliranno sul palco per trasmettere al pubblico l’emozione e l’adrenalina che si prova in una sfida alla natura estrema ma, allo stesso tempo, rispettosa delle dinamiche e dei ritmi che la contraddistinguono. Per illustrare l’exploit e restituire l’emozione della discesa le due guide proietteranno le foto e le videoriprese effettuate quel giorno. La fatica per ore, se non per giorni, su pareti di roccia, neve o ghiaccio, superando ogni ostacolo. Vuole essere questo il senso della rassegna "Passione Verticale ".
Dal Monte Bianco alla Groenlandia il passo non è breve, ma il gusto per l’esplorazione è lo stesso ad ogni latitudine. Martedì 7 agosto, i fratelli Nicolas e Olivier Favresse, leggende dell’alpinismo e musicisti provetti – capaci di improvvisare una jam session musicale a qualsiasi quota e nel bel mezzo di una spedizione - racconteranno l’impresa con cui, assieme a Seán Villanueva O’Driscoll, Ben Ditto e lo skipper Bob Shepton, hanno vinto il prestigioso Piolet d’Or 2011, premio assegnato dai Comuni di Courmayeur e Chamonix. Il gruppo nel 2010 si è imbarcato su una barca a vela alla volta della Groenlandia, alla conquista delle Big Wall, pareti di ghiaccio ancora inviolate. I due fratelli belgi racconteranno lo straordinario viaggio, a parole e per immagini, proiettando il film documentario "Vertical Sailing".
Il 12 agosto il testimone passa al giovanissimo Adam Ondra, classe 1993, che incanterà il pubblico di Courmayeur con il suo entusiasmo. In pochi anni Adam ha già conquistato un posto nella storia dell’arrampicata, grazie a delle performance superlative sia sulle falesie rocciose che sui boulder, e sicuramente rappresenta il futuro del climbing mondiale. Ondra è uno stimolo ed un esempio per tutti i giovani che si accostano a questa disciplina con il desiderio di superare sé stessi e mettersi alla prova. Nella sua breve carriera ha vinto il premio "Salewa Rock Award" tre volte, negli anni 2008, 2010 e 2011. L’ultima volta, con questa motivazione: "Per la capacità di alzare continuamente il livello dell'arrampicata superando se stesso e facendo sognare tutti i climbers". Arrampicare è un’arte, è come danzare tra terra e cielo.
La dimensione creativa di questa disciplina è al centro dell’appuntamento del 19 agosto con il poliedrico Antoine le Menestrel e il suo singolare universo poetico. Grande scalatore, dopo avere aperto nuove vie in mezza Europa, Antoine ha deciso di dedicarsi alla riscoperta degli spazi urbani. La sera, alle ore 21.00, al Jardin de l’Ange, il pubblico potrà conoscere l’artista, assistendo ad un’intervista e alla proiezione del film documentario "Un Menestrel". L’incontro serale sarà però preceduto dallo spettacolo itinerante "L’Aimant", alle ore 18.00. Teatro dell’esibizione saranno le strade del centro. Giocando con la verticalità degli edifici di Courmayeur, interagendo con gli abitanti, il funambolico artista francese, come un novello Romeo, cercherà la sua Giulietta scalando ogni genere di superficie. Chiude la rassegna "Passione Verticale", il 26 agosto, una celebrità di casa ed internazionale, Hervé Barmasse. Cresciuto all’ombra del Cervino, Hervé discende da quattro generazioni di guide alpine, ed è entrato a pieno titolo nel novero dei più validi alpinisti del mondo. Amante dello stile alpino, senza ossigeno, portatori o equipaggiamenti ingombranti, è convinto sostenitore di un modello di alpinismo inteso come percorso etico, estetico e culturale. Al Jardin de l’Ange Hervé presenterà il suo cortometraggio "Non così lontano", portato con successo al 60° TrentoFilmFestival. La pellicola racconta le tre nuove vie da lui aperte nel 2011 tra le "montagne di casa", sulla Punta Gnifetti (Monte Rosa), col padre, sul Brouillard (Monte Bianco), con i fratelli Iker ed Eneko Pou, e in solitaria, sul Picco Muzio (Cervino).


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