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[t] Eclogite Conference: quando sulle Alpi c'erano il mare e i diamanti

  • Scritto da Il Trillo

In Valle d'Aosta le rocce raccontano di mare e di diamanti: queste ed altre particolarità saranno oggetto delle escursioni previste per la decima "Conferenza internazionale sulle Eclogiti", che si svolgerà a Courmayeur dal 2 al 10 settembre 2013, per la seconda volta in Italia dopo l'edizione del 1993 che si era svolta in Calabria. L'Eclogite Conference è organizzata con cadenza biennale, in questa edizione dall'Università di Torino in collaborazione con l'Università di Berna, ed ha lo scopo di "illustrare  le nuove scoperte effettuate sulle rocce metamorfiche che si sono formate a grande profondità (e quindi ad alta pressione) nelle cosiddette Zone di Subduzione, dove le zolle crostali sprofondano nel Mantello terrestre".
Durante l'escursione di pre-conferenza, il 2 e 3 settembre, i ricercatori, circa 120 provenienti da 20 diversi Paesi del mondo, visiteranno le aree del Lago di Cignana sopra Valtournenche, dove affiorano rocce di altissima pressione, nelle quali sono stati recentemente scoperti micro diamanti, e del Colle del Piccolo San Bernardo, dove è stata spiegata la giustapposizione di rocce di fondo oceanico (serpentiniti) con rocce tipicamente continentali (graniti). «Dal punto di vista del metamorfismo di alta pressione - spiegano gli organizzatori - le Alpi Occidentali sono un vero museo mineralogico e petrografico e, da anni, continuano a offrire agli specialisti di tutto il mondo sempre nuovi dati di grande interesse scientifico».
Le altre escursioni in programma condurranno i partecipanti  nella Zona Sesia affiorante in bassa Valle d’Aosta, dove si può osservare e uno dei pochi gneiss a giadeite conosciuti al mondo; poi in Piemonte nel Saluzzese dove, con partenza e arrivo a piedi al Pian del Re, saranno illustrati il Massiccio del Monviso, uno dei migliori esempi di rocce di fondo oceanico subdotto; e, infine, le rocce dell’Unità di Brossasco-Isasca, compresa tra Val Varaita e Valle Po e divenuta famosa tra i geologi di tutto il mondo dopo la scoperta (nella prima metà degli anni ’80) dei piropi, granati che possono raggiungere dimensioni di un melone e indicano altissime pressioni di formazione, compatibili con il campo di stabilità del diamante.

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