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Verso Oriente e Ritorno: l'Islam e l'Est del mondo tra ceramiche e pittura

  • Scritto da Enrico Zoi

Montelupo Fiorentino, Palazzo Podestarile: fino al 14 ottobre è aperta la mostra Verso Oriente e Ritorno. L'arte orientalistica e gli scambi di modelli decorativi nel bacino del Mediterraneo, curata da Marilena Pasquali e organizzata nell’àmbito del progetto Il Mare tra le Genti. Rotte di cultura, arte e ceramica tra Islam e Toscana. Cento opere a cavallo tra '800 e '900: ceramiche, quadri, sculture, illustrazioni, libri, riviste, mobili, arredi, disegni, fotografie.

 Tre le sezioni: Alla ricerca del vero si concentra sul periodo 1860-1880 e rappresenta la fase conoscitiva di un mondo islamico ancora 'altro' da noi; Alla ricerca del sogno (1880-primo '900) è la rielaborazione fantastica, la 'digestione' dell'idea dell'Oriente, la reinterpretazione simbolica di un universo culturale che si ritiene acquisito o quasi; Alla ricerca dell'incontro è il rinnovato desiderio di conoscenza di un oggi più consapevole e le opere che essa presenta sono contemporanee.
Tre punti di vista cronologicamente consequenziali, ma poeticamente indipendenti. Diciamo che funzionano due su tre. L'approccio all'Oriente della mostra di Montelupo emoziona quando si ammirano il caldo e profumato Bazar di tappeti al Cairo di Uberto Dell'Orto, olio su tela del 1882, o si respira il fascino sempre aleggiante di Salomè e dei colori dell'Oriente, o entra nel nostro campo visivo la fiasca con ornati arabeggianti a rilievo del 1890, maiolica policroma della Manifattura di Doccia, quasi accompagnata dalle melodie della colonna sonora di Mediterraneo di Gabriele Salvatores o dalle ipnotiche sonorità di certo Franco Battiato, i cui quadri non stonerebbero affatto in questa esposizione. È bello l'angolo dedicato alle creazioni di Galileo Chini, così elegante nelle sue piastrelle, nei suoi vasi, nei suoi pavoni, ed è evocativa la vetrina con ben cinque romanzi di Emilio Salgari, nelle edizioni originali illustrate del 1903. E poi i mobili di Roberto Guastalla, che hanno un secolo e mezzo di età ma sembrano freschi di fattura, e le varie ceramiche, di casa in questa parte di Toscana, dalle più rare a quelle di impiego quotidiano.
Il coinvolgimento sentimentale del visitatore purtroppo cala allorché si addentra nella sezione della mostra dedicata ai contemporanei: le loro opere non danno il brivido, non toccano le corde del cuore o lo fanno solo per pochi secondi e a intermittenza. E probabilmente non è neanche colpa loro. Artisti, ceramisti e scrittori di centocinquanta anni fa o godevano dell'immediatezza del contatto diretto con l'Oriente e quindi, viaggiando, ne avevano annusato gli odori, sentito le voci, accarezzato i paesaggi, oppure, rimanendo sempre nel proprio studio, come Salgari, dovevano e potevano dare il via libera alla pura e semplice fantasia, con gli esiti emozionanti che sappiano. Al contrario, gli artisti operanti tra secondo e terzo millennio, indipendentemente dal loro valore, sono immersi nell'epoca di internet e della televisione, quella in cui per un'immagine basta un mouse o un telecomando: contatto diretto e potente immaginazione possono anche passare in secondo piano o in ogni caso non essere i soli itinerari di poesia. E i risultati sinceramente non sempre appassionano. Affascinante e utile invece, sebbene un po' brusco nel finale, il filmato Lo schermo esotico, prodotto per l'occasione dal Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Conclusa la visita, si esce dal bel Palazzo Podestarile e cuore e mente si aprono al centro storico di Montelupo Fiorentino, salotto elegante della ceramica.

Enti promotori: Comune di Montelupo Fiorentino e Fondazione Museo Montelupo. Con il contributo della Regione Toscana e la collaborazione di un Comitato scientifico composto da Jale Erzen, Giovanni Godi, Pietro Lenzini, Vincenzo Lucchese Salati, Raffaele Milani, Giordano Montecchi, Nicola Muschitello, Paola Pallottino, Eugenio Riccòmini, Oliva Rucellai e Marilena Pasquali.

o dal 22 giugno al 14 ottobre 2012
Palazzo Podestarile
MONTELUPO FIORENTINO (FI)

Verso Oriente e Ritorno. L'arte orientalistica e gli scambi di modelli decorativi nel bacino del Mediterrane

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