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Firenze: in Biblioteca Nazionale una mostra con un Pinocchio mai visto prima

  • Scritto da Enrico Zoi

Pinocchio 131 anniUn Pinocchio così non l'abbiamo mai visto. È quello della mostra Pinocchio compie 131 anni, aperta fino al prossimo 27 ottobre nella Biblioteca Nazionale di Firenze, dove sono esposte le tavole originali degli illustratori di Pinocchio di proprietà dell'Archivio Storico Giunti: Enrico Mazzanti (sua la prima edizione in volume del libro di Carlo Collodi), Giuseppe Magni, Carlo Chiostri, Attilio Mussino, Giorgio Mannini, Piero Bernardini, Futiqua (Giocondo Faggioni) e Attilio Cassinelli.

I magnifici otto di questa mostra curata da Silvia Alessandri, Roberto Maini e Francesca Socci, sono presenti con le relative edizioni italiane conservate proprio nella Biblioteca Nazionale.
La Sala Galileo e i corridoi vicini ospitano le tavole dedicate al mitico duo del Gatto e la Volpe, felicemente immortalato con l'intera epopea collodiana da Edoardo Bennato nell'indimenticabile long playing Burattino senza fili (1977), e poi la Collezione Montblanc Writer Editions, dedicata interamente all'inventore di Pinocchio, e la Collezione di Gianni Greco. Al centro di questo primo spazio, l'emozionante chicca di una pagina manoscritta di Collodi. La Sala Dante, al piano superiore, accoglie, come in un film, la sequenza delle 36 tavole di Attilio Mussino dell'edizione Bemporad 1911, nonché un autoritratto dell'artista.
L'esposizione è certo indicata per gli amanti di Pinocchio, che vi ritroveranno il loro beniamino in proteiformica e strepitosa gara di varianti illustrative, ma anche per quanti desiderino rivedere, attraverso la lente di ingrandimento di un grande eroe dei nostri tempi, splendidi disegni di un'epoca che fu, eleganti e briosi, ingenui e plastici nella loro morbida linea e nel loro cromatismo autenticamente manuale. Davvero tante le incarnazioni e reincarnazioni di Pinocchio di una mostra solo apparentemente di nicchia, in realtà nazionalpopolare nella migliore accezione del doppio termine.
Tante quasi quanti gli adattamenti cinematografici del personaggio collodiano, con la cui trasposizione per il grande schermo si sono cimentati in molti, senza peraltro raggiungere quasi mai risultati di rilievo. Troppo più bello l'originale, probabilmente.
Decine e decine comunque le versioni per il grande e piccolo schermo del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, scritto fra 1880 e 1883. La prima è il mitico Pinocchio (Giulio Antamoro, 1911) di Polydor. Tra le altre ricordiamo il Pinocchio televisivo del 1957, di Hanya Holm, con Mickey Rooney nel ruolo del burattino, e Le avventure di Pinocchio, girato nel 1972 per la tv da Luigi Comencini, uno dei più belli in assoluto, con Nino Manfredi, Andrea Balestri, Gina Lollobrigida, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Vittorio De Sica, Lionel Stander e tanti altri. Dagli anni '80 scegliamo il Pinocchio del 1983 di Peter Medak, con James Belushi, James Coburn e, nella parte del burattino, Paul Reubens. Per il decennio successivo citiamo il barocco e solo parzialmente riuscito (più no che sì) OcchioPinocchio (1994), di e con Francesco Nuti.
Il terzo millennio si apre con il Pinocchio (2002), di Roberto Benigni, bellissimo quanto a scenografie e musiche (di Nicola Piovani), più incerto proprio nel protagonista: un burattino un po' troppo piagnucolante quello dell'attore e regista toscano. Meritevole e da menzionare assolutamente il Pinocchio, una storia di Carlo Lorenzini (2004, Barbara Corti e Claudio Teo Baldelli, in cui un centinaio di giovani diversamente abili mentali affrontano la macchina da presa nei panni di Pinocchio, Geppetto, della Fata Turchina, del Grillo Parlante, di Lucignolo e del Gatto e la Volpe, mentre gli interpreti toscani Carlo Monni, Alessandro Benvenuti e Brunetto Salvini recitano accanto a loro in parti secondarie.
Dopo aver ricordato il Pinocchio a cartoni animati di Enzo D'Alò, che tanto è piaciuto all'ultimo Festival di Venezia, con le canzoni di Lucio Dalla, non secondo neanche al celeberrimo Pinocchio di Walt Disney del 1940, diretto da Ben Sharpsteen e Hamilton Luske, e quello che dovrebbe uscire nel 2014, per la regia di Guillermo del Toro, sempre di animazione, chiudiamo con un po' di trash. Il primo film spazzatura è Le avventure erotiche di Pinocchio (1971, Corey Allen) il secondo è un significativo (nel titolo) Penocchio (2004, Franco Lo Cascio), il terzo e ultimo è lo spin-off Lucignolo (1999), diretto da Massimo Ceccherini. Un tris cinematografico che è tutto un programma! Meglio, decisamente meglio tornare alla bella mostra fiorentina. E farlo in fretta!


dal 7 luglio al 27 ottobre 2012
Biblioteca Nazionale, Piazza Cavalleggeri 1
FIRENZE


Pinocchio compie 131 anni

Orario di apertura: dal lunedì al venerdì ore 10-12.30 e 15.30-18, il sabato ore 10-12.30
Ingresso gratuito
Informazioni: tel. 055.24.91.92.01

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