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Anni '30 in Palazzo Strozzi: a Firenze l'arte tra fascismo, innovazione e nuove tecnologie

  • Scritto da Enrico Zoi

Anni '30. Arti in Italia oltre il fascismo è la nuova mostra aperta a Firenze fino al 27 gennaio 2013 in Palazzo Strozzi, lo storico edificio che secondo la leggenda può essere contenuto, quanto a dimensioni, all'interno del cortile di Palazzo Pitti.
Entri e, tra quadri, sculture, oggetti e proiezioni, ti ritrovi in un'esposizione che si ammira e si legge un po' come un documentario o un cinegiornale cui si assiste con lo sguardo pseudovergine del David Bowman (Keir Dullea) di 2001 Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick, 1968), il quale, dopo essere andato oltre l'infinito, approda nell'appartamento stile impero, preludio alla scena finale, o in tempi più recenti, della Alice (Milla Jovovich) al suo risveglio nei laboratori della Umbrella Corporation all'inizio di Resident Evil: Apocalypse (Alexander Witt, 2004), quando ancora non ha recuperato del tutto la memoria. Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e curata da Antonello Negri, Silvia Bignami, Paolo Rusconi, Giorgio Zanchetti e Susanna Ragionieri, la mostra è infatti una sorprendente laica rappresentazione dell'agonismo culturale e creativo che pervade l’Italia degli anni '30, in pieno regime fascista, una battaglia senza esclusione di colpi, stili e tendenze: classicismo, futurismo, espressionismo, astrattismo, arte monumentale, pittura da salotto. Con il valore aggiunto delle progressive sorti in ascesa di nuovi linguaggi quali il design o la comunicazione di massa (manifesti, radio, cinema e primi rotocalchi). Anni '30, dunque, come laboratorio, palestra, cantiere e ring della modernità che vivremo nel secondo dopoguerra.
Nella prestigiosa sede fiorentina, alternati a testimonianze (tra cui ricordiamo quelle di Dario Fo e Franca Valeri), sono esposti 99 dipinti, 17 sculture e 20 oggetti di design di oltre 40 dei maggiori artisti di allora: Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Achille Funi, Carlo Carrà, Corrado Cagli, Arturo Nathan, Achille Lega, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Ram, Thayaht, Antonio Donghi, Marino Marini, Renato Guttuso, Carlo Levi, Filippo de Pisis, Scipione, Antonio Maraini, Lucio Fontana.
Un po' di fotogrammi della mostra a volo d'uccello, quelli rimasti impressi nella memoria visiva? La Donna al caffè di Antonio Donghi del 1931, icona della manifestazione, o Una contadina (Donna recante un piatto) di Ardengo Soffici del 1932, affresco strappato su tela che richiama alla tradizione di Masaccio. E poi il '400 sottinteso dei Muratori (Operai) di Ottone Rosai del 1933, l'affascinante centralità corporea di Amici nello studio (Ritratto di Guttuso, Franchina, Barbera nello studio di Corso Pisani a Palermo), di Renato Guttuso, del 1935, i bellissimi Zingari di Massimo Campigli del 1928 o l'inquietante Canzone meridionale di Giorgio de Chirico del 1930.
Molto interessante anche la sala dedicata all'arte pubblica, che ben documenta pure lo scorrere del tempo all'interno del decennio e i contrasti artistici e poetici via via sorgenti, nonché quelli politici: qui si trova il Caos di Renato Birolli del 1937, che viene pubblicato sulla pagina del Tevere del 24/25 novembre del 1938 come esempio del carattere degenerato di un'arte straniera, bolscevizzante e giudaica, pagina esposta in mostra accanto al dipinto. C'è pure un'opera ideologicamente ariana: I 4 elementi (terra e acqua, fuoco e aria) del 1937, di Adolf Ziegler, già consigliere artistico di Hitler. Segue la sala incentrata su design e arti applicate, dove è possibile assistere alla proiezione di un breve filmato di montaggio di lungometraggi della metà degli anni '30 (dalla Canzone dell'amore di Gennaro Righelli, del 1930, al Signor Max, del 1937, o a Grandi magazzini, del 1939, entrambi di Mario Camerini), che intende restituire gli ambienti della vita quotidiana del tempo, anche riproponendo la grazia di un Vittorio De Sica giovane e bello o la fresca coppia di Eduardo e Peppino De Filippo, ma soprattutto attraverso le ricostruzioni degli interni moderni visibili nelle pellicole.
Volge al termine il percorso quando si entra nella sala dedicata a Firenze: anni '30 d'oro i suoi, con il Maggio Musicale, Eugenio Montale al Gabinetto Vieusseux, le riviste letterarie, la Fiorentina che torna in serie A.
Una mostra da vedere con la saggia lentezza di chi desidera apprendere.

Anni '30. Arti in Italia oltre il fascismo
Dal 27 settembre 2012 al 27 gennaio 2013
Palazzo Strozzi, Firenze
Info

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