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Isleworth Mona Lisa: la Gioconda dieci anni prima

  • Scritto da Laura Agostino

La Monna Lisa anterioreEsiste una Monna Lisa più antica di quella esposta al Louvre, realizzata anch’essa da Leonardo da Vinci? Forse sì. O meglio: esiste un ritratto estremamente simile alla Gioconda, nel quale la protagonista è affiancata da colonne, ma l’attribuzione non è ancora certa.
Il ritratto è stato esposto al pubblico, per la prima volta in Europa, giovedì 27 settembre, a Ginevra, a cura della Mona Lisa Foundation. Questo organismo ha anche pubblicato un’opera di 320 pagine per spiegare le ragioni scientifiche che giustificherebbero l’attribuzione del dipinto a Leonardo, dopo 35 anni di ricerche.

Alessandro Vezzosi intervistato da bobine.tv Le ricerche non sono però ancora concluse e, attualmente, sono condotte da Alessandro Vezzosi (direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci) e Carlo Pedretti (direttore del californiano Armand Hammer Center for Leonardo studies).
La “Monna Lisa anteriore” (Isleworth Mona Lisa) richiama, sotto molti aspetti, la Gioconda  esposta a Parigi: l’insieme della composizione, le mani, il paesaggio di sfondo. Ma, secondo la Mona Lisa Foundation, suffragata da fonti documentali, si tratterebbe di un’opera anteriore di 10 anni (e, infatti, la dama ritratta – Monna Lisa Gherardini - sembra più giovane) oltre che incompiuta, tranne il capo. La prima versione risalirebbe al 1503; la seconda, quella commissionata da Giuliano de’ Medici, al 1517.
La storia di questo ritratto è conosciuta: di proprietà di un nobile inglese, fu inviato in America per sicurezza durante la Prima Guerra Mondiale. Al suo rientro in Europa, fu trasferita in Italia, per essere studiata da numerosi studiosi. Riconosciutane l’autenticità, fu portata in Svizzera da Henri Pulitzer e lì rinchiusa in cassaforte per 40 anni. Nel 2008, l’opera è stata acquistata da un consorzio internazionale che l’ha affidata alla Mona Lisa Fondation per l’effettuazione di un’ulteriore serie di ricerche e analisi.

C’è chi non ha dubbi e chi non ha ancora certezze. «Mi auguro che molti altri specialisti analizzino l’opera – afferma Vezzosi – per ampliare e accrescere il livello del dibattito».

Guarda il servizio su bobine.tv

 

@il_trillo

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