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I tesori del Tibet in mostra a Treviso mentre il cinema si lascia affascinare

  • Scritto da Enrico Zoi

Due anni di sopralluoghi e 300 reperti. Così si raccontano a Treviso (Casa dei Carraresi) storia, arte e religione del Tibet nella mostra Tibet, Tesori dal Tetto del Mondo. Adriano Màdaro, curatore dell'esposizione insieme a una commissione scientifica composta dai maggiori tibetologi cinesi, ha scandagliato in lungo e in largo le città Lhasa, Shigatze e Gyantze, il Museo delle Nazionalità di Pechino e le collezioni imperiali della Città Proibita. Ne è nato un itinerario che illustra a tutto tondo il Tibet e il suo popolo.

Il visitatore entrerà nella storia dell’altopiano fin dai tempi di Gengis Khan, anche grazie ai doni presentati dai vari Dalai Lama alla Corte imperiale di Pechino e alle antiche statue del Buddismo tantrico, quelle delle conversioni degli imperatori Ming e Qing. Conoscerà le numerosissime divinità tibetane e le relative statue e dipinti, con particolare attenzione alla setta dei Berretti Gialli, cui appartengono da sempre i Dalai Lama. Ci saranno anche gli oggetti realizzati da ossa umane, come gli strumenti musicali, la tazza sacra, ovvero un cranio rivestito d’oro, e le Tangke, i celebri dipinti sacri che, rappresentando le storie del principe Siddharta, celebrano la ritualità in monasteri e templi con la raffigurazione dei Dalai Lama e dei monaci nelle loro attività religiose. Una visione particolarmente rara la loro ed eccezionale per un Paese estero, accompagnata dalla possibilità di apprezzare le maschere divinatorie che i monaci usano nelle danze rituali. La mostra darà un occhio pure alla quotidianità del Tibet, spiegando, con abiti, ornamenti, gioielli e oggetti vari, la vita dei pastori, da secoli immutata, testimonianza vivente della grande spiritualità del cosiddetto Popolo delle Nevi.
Il Tibet è un universo geografico e di pensiero che ha affascinato anche molti cineasti. Scorrendo le pagine delle filmografie più recenti, in pole position troviamo Milarepa (Liliana Cavani, 1974), che racconta la vita del famoso monaco tibetano attraverso un giovane degli anni '70, ricostruendo il Tibet sull'Appennino abruzzese, per l'esattezza a Corfinio, in provincia dell'Aquila. Un altro Milarepa, sulla prima parte dell'esistenza del monaco, risale al 2006 ed è opera del regista bhutanese Neten Chokling.
D'obbligo la menzione per Piccolo Buddha (Bernardo Bertolucci, 1993), dall'omonimo romanzo di Gordon McGill, girato tra Bhutan, Nepal e la Seattle dei Nirvana, con  Keanu Reeves nel ruolo di Siddharta. Del 1997 è Sette anni in Tibet, di Jean-Jacques Annaud, ispirato a un libro autobiografico del 1953 di Heinrich Harrer, che nel film ha il volto di Brad Pitt. Nello stesso anno anche Martin Scorsese fa i conti con il Tibet, girando Kundun, altra pellicola che parte da un libro autobiografico, che in questo caso è La libertà nell'esilio, del Quattordicesimo Dalai Lama, Tenzin Gyatso, girato tra Marocco, India, Idaho e Canada. Del 2001 è Samsara, di Pan Nalin, che tocca il tema dei rapporti tra spiritualità e sessualità. Due, infine, le pellicole 'tibetane' da segnalare per il 2003: l'avventuroso viaggio all'interno della cultura buddista del Bhutan di Maghi e viaggiatori, di Khyentse Norbu, e il documentario Kalachakra, del regista tedesco Werner Herzog, dedicato al rito di iniziazione buddhista, appunto il Kalachakra, ovvero 'la ruota del tempo'.


dal 20 ottobre 2012 al 2 giugno 2013.
Casa dei Carraresi
TREVISO

Tibet. Tesori dal tetto del mondo


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