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Costantino 313 d.C.: la patria dell'imperatore è Milano. ma anche Roma

  • Scritto da Enrico Zoi

Milano, 1700 anni fa l'Editto di Costantino, con cui, dichiarato lecito il Cristianesimo dopo secoli di persecuzioni, si inaugura un periodo di tolleranza religiosa e innovazione politica e culturale. Milano, Palazzo Reale, dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013, la grande mostra Costantino 313 d.C., a cura di Gemma Sena Chiesa e Paolo Biscottini, celebra l’anniversario dell'emanazione dell’Editto.

Il percorso espositivo si articola in sei sezioni e oltre 200 opere, tra reperti e preziosi oggetti d’arte e archeologia, e si addentra nella Milano città di provincia che diviene capitale imperiale, alla pari di Nicomedia, Treviri e Sirmio, presentando la conversione di Costantino e i simboli del suo trionfo, con tutto il contesto epocale e cortigiano, e andando così oltre il noto testo dell'Editto: «Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità».
Un ruolo importante lo riveste anche Elena, la madre imperatrice e santa.
Sarà bello scoprire una Milano imperiale all'interno della quale si potrà viaggiare idealmente, come in una ricostruzione virtuale fatta di archeologia concreta, piuttosto che di effetti speciali.
Una parte rilevante della mostra sarà poi dedicata alla rivoluzione politica e religiosa di Costantino, puntando l'obiettivo sul Krismon, il simbolo grafico che unisce le due lettere iniziali greche del nome di Cristo, adottato dall'imperatore nella battaglia di Ponte Milvio del 312, quella in cui ha la meglio su Massenzio, suo rivale per il titolo di Augusto d’Occidente.
Dalla storia alla leggenda il passo è spesso breve: Eusebio di Cesarea, Lattanzio, i Panegirici sono alcuni dei molti che, descrivendo la visione di Costantino, paragonano la vittoria del 312 al passaggio del Mar Rosso di Mosè. Ma l’esposizione, la cui essenza è quella della storia che vive, dà anche il giusto risalto alle tre istituzioni protagoniste dell’età (esercito, chiesa e corte imperiale) e all'evoluzione (o involuzione?) del cristianesimo del IV secolo da devozione lecita privata a una dimensione pubblica e ufficiale e infine a unica religione dell’Impero.
Oggetti su oggetti. Preziosi su preziosi. Cose, sintomi di contenuti e di filosofie, di passaggi civili, culturali e sociali. Il tutto, con alcuni approfondimenti, come quello sul ritrovamento della Vera Croce di Cristo da parte di Elena, alla quale è dedicata la parte finale della mostra, con molti documenti e dipinti di straordinario pregio che ne celebrano la vicenda e l'iconografia dall’età bizantina al Rinascimento, dalle pergamene del IX secolo ai quadri dei grandi del Rinascimento, prova 'vivente' del culto trionfale della Croce, legato alle scelte dell'Editto.
Concorre alla grandiosa esposizione milanese un'autentica Nazionale dei Musei, fra i quali: Kunsthistorisches Museum di Vienna, Victoria & Albert Museum di Londra, Musei Capitolini di Roma, British Museum di Londra, Bibliothèque Nationale di Parigi, National Gallery di Washington.
Dopo Milano, la mostra non si fermerà, ma proseguirà a Roma (Colosseo e Curia Iulia) dal 27 marzo al 15 settembre 2013. Celebrazioni dell’Editto di Costantino si svolgeranno pure ad Aquileia, sempre nel 2013, e saranno promosse dalla Fondazione Aquileia: il loro centro sarà l’antica Basilica della città, uno dei luoghi di culto costantiniani meglio conservati.

dal 25 ottobre 2012 al 17 marzo 2013
Palazzo Reale
MILANO

dal 27 marzo al 15 settembre 2013
Colosseo e Curia Iulia
ROMA

Costantino 313 d.C.

Progetto e idea: Museo Diocesano di Milano. Promozione e produzione: Comune di Milano – Cultura, Moda, Design, Palazzo Reale, Museo Diocesano di Milano, Electa. In collaborazione con: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, Fondazione Aquileia, Arcidiocesi di Milano, Università degli Studi di Milano. Con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e della Segreteria di Stato del Vaticano, il Patrocinio dei Ministeri degli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Patronato della Regione Lombardia e il Patrocinio della Provincia di Milano. Main Partner: Fondazione Bracco. Main Sponsor: Gruppo bancario Credito Valtellinese. Media Partner: Corriere della Sera. Sostenitori: Intesa Sanpaolo, Restituzioni, Poste Italiane, Poste Vita, Open Care – Servizi per l’arte.

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