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Da Mario a Gianmaria Buccellati, i tesori della Fondazione a Palazzo Pitti

  • Scritto da Cecilia Barbieri
Una creazione di Buccellati in esposizioneNelle monumentali sale del Museo degli Argenti a Firenze sono esposte per la prima volta oltre cento opere, tra gioielli, lavori di oreficeria e di argenteria disegnati da Mario e Gianmaria Buccellati. La mostra "I Tesori della Fondazione Buccellati", che rimarrà visitabile a Palazzo Pitti fino al 22 febbraio 2015, racconta la storia di cento anni della nota casa di alta gioielleria fondata a Milano nel 1919 da sempre sinonimo di creazioni uniche ed eleganza. Mario e Gianmaria Buccellati, che sono due tra i nomi più significativi del panorama orafo mondiale, eredi della illustre tradizione italiana, sono rappresentati in questa mostra con alcuni veri capolavori. Per la prima volta infatti viene presentata al grande pubblico la Coppa Florentia, un omaggio di Gianmaria Buccellati alla città di Firenze. La mostra celebra inoltre la nascita di una sala nella sezione del gioiello contemporaneo del Museo degli Argenti, allestita con un nucleo di 32 capolavori concessi in comodato dalla Fondazione Gianmaria Buccellati.
Seguendo i canoni rinascimentali della tradizione orafa fiorentina, che ha avuto il suo maggiore fulgore con Benvenuto Cellini, Mario Buccellati il fondatore della maison, affina la sua arte nei primi anni venti del ‘900. Definito da Gabriele d’Annunzio, suo grande cliente e amico, il "Principe degli orafi", Mario Buccellati creava le sue opere, reinterpretandole in modo assolutamente personale, unico e facilmente riconoscibile, il famoso "stile Buccellati" a cui la mostra rende omaggio, partendo proprio da alcuni tra i pezzi più preziosi ideati dal fondatore del marchio, come i bracciali, le spille o la tiara, lavorati a "tulle" o a "nido d’ape" (vero segno distintivo di Casa Buccellati), in cui la finezza del traforo è esaltata dall’incastonatura dei brillanti e delle pietre preziose. Il suo legame di complicità con il D'Annunzio è testimoniato da gioielli unici come un bracciale in argento ritorto decorato con cinque lapislazzuli, contenuto in un astuccio firmato personalmente dal poeta, una collana in oro giallo decorata con un berillo e rubini offerta a Eleonora Duse come gioiello "prezioso, ancorché bizzarro" da indossare come "serto ombelicale", e oggetti quali portagioie e portasigarette con incisi motti e immagini cari al poeta, un portapillole recante l’iscrizione di una delle espressioni preferite da d’Annunzio, "Io ho quel che ho donato".
Il percorso della mostra, che racconta la storia dell’arte orafa di un’intera famiglia, prosegue con la riproduzione fedele di 8 coppe create da Mario Buccellati, di quelle del Tesoro di Boscoreale, sito archeologico vicino Pompei, dove sorgeva la "Villa della Pisanella", sepolta dalla lava in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d. C. A lui va assegnato il merito di aver fatto conoscere lo "stile Buccellati" capace di diventare un mito dell'arte orafa, apprezzato dai membri delle case regnanti, da pontefici e uomini di cultura.
Il percorso procede poi con la sezione dedicata a Gianmaria Buccellati, il cui talento precoce (disegnò il primo gioiello a dodici anni) fu incoraggiato dal padre per continuare la tradizione di famiglia. Fu proprio visitando, nel 1968 il Museo degli Argenti, dove sono conservati i celebri vasi in pietre dure di Lorenzo de’ Medici e i gioielli dell’Elettrice Palatina, oltre agli splendidi lavori di oreficeria del tesoro della famiglia Medici, che Gianmaria colse l’ispirazione per cimentarsi nella realizzazione di opere che, pur rivaleggiando per ricchezza e splendore con quelle medicee, fossero espressione delle sue personali ricerche tecniche e formali. Gianmaria quindi disegna e crea quelli che lui chiama "oggetti preziosi", ovvero pezzi unici come coppe, vasi e scatole, appartenenti oggi alla sua collezione personale ed esposti per l’occasione. 
Tra gli oggetti più preziosi della mostra, frutto della collaborazione tra la Fondazione Gianmaria Buccellati, la Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico e per il Polo Museale di Firenze, spiccano la "Coppa dell'Amore" ispirata da un motivo rococò che, con l'eleganza delle forme femminili, sottolinea l'immagine più alta dello spirito dell'amore; lo "Scrigno mediceo", un prezioso manufatto di forma decagonale, primo oggetto pensato e realizzato da Gianmaria Buccellati per la sua collezione; il "Cratere delle Muse" una coppa di giada che celebra il mito delle nove divinità delle arti nella tradizione greca. 

 
dal 2 dicembre 2014 al 22 febbraio 2015 Palazzo Pitti, Museo degli Argenti
FIRENZE

I Tesori della Fondazione Buccellati. Da Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte orafa

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