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Agli Uffizi la prima personale del pittore olandese Gherardo delle Notti

  • Scritto da Cecilia Barbieri
Il suonatore di liuto, di Gherardo delle NottiGerrit van Honthorst, conosciuto in Italia con il nome di Gherardo delle Notti (per via del suo talento per le scene notturne rischiarate da lucerne e candele), è al centro a Firenze di una mostra monografica alla Galleria degli Uffizi, che vara la stagione espositiva Firenze 2015 un anno ad arte. Inaugurata il 10 febbraio e visitabile fino al 24 maggio, la mostra fiorentina a cura di Gianni Papi, è la prima personale al mondo mai realizzata sul pittore olandese nato a Utrecht nel 1592.  E’ noto che all'inizio della sua carriera nel 1610 Gherardo visitò Roma, dove conobbe le opere dei maestri italiani, da cui fu influenzato e in special modo venne folgorato dal grande Caravaggio e dal suo stile innovativo e dirompente. Il maestro del bianco e della luce morì nello stesso anno che registra l’arrivo di van Honthorst a Firenze, ma il suo modo, unico e potente nel rendere il senso della luce attraverso l’uso del colore, aveva lasciato una profonda impronta nei pittori contemporanei. L’artista realizzerà a Roma alcune delle sue tele più importanti. Famosi collezionisti del suo tempo gli commissionarono importanti opere, tra cui spiccano il marchese Vincenzo Giustiniani a Roma e il Granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici.
Firenze è dunque una sede significativa per ambientare una mostra sull'attività italiana di Gherardo delle Notti, che è pittore ormai di assoluta rilevanza e d'interesse internazionale. L’ambasciatore mediceo a Roma, Piero Guicciardini nel 1619 commissionò a Gherardo delle Notti la tristemente nota pala d’altare che il nobiluomo fiorentino aveva voluto per adornare la sua cappella nella chiesa di Santa Felicita. Si tratta dell’Adorazione dei pastori, che fu vittima del tragico attentato mafioso agli Uffizi del 1993. A quest’opera è stata dedicata in mostra un’intera sala, all’interno della quale delle suggestive proiezioni di luce e dei video di repertorio svelano le immagini dell’opera prima dell’attentato e di oggi (straordinarie le immagini girate immediatamente dopo l’attentato dai Vigili del Fuoco), tentando di restituire alla tela terribilmente sfregiata la sua originaria bellezza. Il quadro divenuto simbolo di quella stagione buia per Firenze offesa e colpita al cuore e per l’Italia tutta, è oggi emblema di una rinascita orgogliosa, come spiega Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi: «La tela - non già lacerata (come successe ad altre in quella notte), bensì abrasa da un vento di tempesta - venne sulle prime reputata persa. E fu stesa sull’impiantito della sala di Leonardo coperta di veline, per salvare quel poco di colore che era rimasto. Fu poi trasportata nelle stanze della riserva del museo con la coscienza d’un guasto irrimediabile».
Gli Uffizi conservano un nucleo di opere di Gherardo delle Notti davvero prestigioso, che risulta tra l’altro essere il più cospicuo nel numero di tutti i musei italiani.
Dopo circa 10 anni di soggiorno italiano nel 1620, tornato nei Paesi Bassi, Gerrit van Honthorst divenne uno dei pittori di spicco del suo periodo e fondò a Utrecht una scuola di pittura e una a L’Aia. Morì nella sua città natale all'età di 65 anni nel 1656.
In occasione di questa mostra che si può considerare un vero evento, sono giunte a Firenze opere da alcuni dei più importanti musei al mondo: dalla National Gallery di Londra, dallo Staatliche Museen di Berlino, dall’Ermitage di San Pietroburgo, da Monaco, da Amsterdam, da Oxford, da Cleveland, Los Angeles e Minneapolis. In mostra tra le altre è presente anche la famosa opera di Caravaggio il Cavadenti della Galleria Palatina di Firenze, realizzato nel 1609, giunto a Firenze alla corte granducale intorno a quell’anno, che si presume sia stato visto da Gherardo delle Notti, influenzandone in parte la poetica.
La mostra che documenta sia la fase iniziale dell’attività del pittore olandese definita più nordica con opere come il Cristo morto con due angeli del Palazzo reale di Genova, sia quella più matura che lo hanno reso celebre per l’uso particolare della luce, come le tele conviviali fiorentine Cena con sponsali, Buona Ventura e Cena con suonatore di liuto, o l’eccezionale prestito Cristo dinanzi a Caifa dalla National Gallery di Londra.
 

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