A+ A A-

La pittura personale e metafisica di Luca Vernizzi nella galleria milanese VS Arte

  • Scritto da Il Trillo
Luca Vernizzi, Anna (2013)A pochi mesi di distanza dalla mostra allestita alla Triennale di Milano, nell'autunno 2016, il pittore Luca Vernizzi ("Luca") torna con un nuovo percorso dedicato al tema dell'oggetto dipinto. Fra l'iconografia classica della natura morta e la rilettura in chiave concettuale dell'immagine, spicca una selezione di circa venti lavori recenti accanto a un nucleo di carte, piccoli disegni, studi preparatori e schizzi autonomi in cui l'oggetto rappresenta l'alibi per una indagine sullo spazio che ruota intorno.  Costruttore di forme uniche, maestro della sintesi e della linea pura che incornicia ogni elemento con geometrico rigore, memore della lezione di Cézanne, Vernizzi guarda alla realtà in cerca di una regola che disciplina il visibile; un sistema cartesiano, uno schema metrico, una griglia impalpabile su cui costellazioni di mele o pesche si posizionano come astri in una galassia domestica. 
Lo sguardo alla vita feriale, all'esistenza quotidiana; le allusioni alla sospensione del tempo nelle stanze della memoria, sono macro-temi che coronano la sua necessità primaria di dare ordine e valore alla forma pura. Ogni "prelievo" rubato agli scaffali di una cucina, alle mensole di un sottoscala, è proiettato in una dimensione assoluta. Scatole di cartone, ombrelli aperti, sedie, panni, camicie diventano presenze astratte, ritagliate nello spazio vuoto, rarefatto, abbacinante di una tela o di una tavola bianca. 
«La sintassi della composizione è dominata da corpi iconici - commenta Chiara Gatti nel catalogo - mai didascalici, mai narrativi. Vernizzi non insegue il racconto. Ma l'essenza delle cose nella loro eterna solitudine. E ragiona sui meccanismi della visione, sulla natura dello sguardo che vaga in lontananza, affonda in profondità; riflette sul respiro ampio, sull'aria che gira attorno alla materia. Ha bisogno di quest'aria nel suo procede algido, come se il peso dell'oggetto, la sua presenza fisica, acuisse la propria statura in proporzione allo spazio e al silenzio che lo avvolge. Più spazio, più solennità».
In questo si percepisce l'eredità della pittura metafisica italiana, sposata a un certo culto dell'oggetto stesso, che fa pensare alla pop art inglese, ai tavoli o alle sedie di David Hockney (Giovanni Testori ha parlato anche di Peter Blake) cui lo avvicinano altresì i ritratti, alcuni esposti in mostra. Condotti con lo stesso lessico rigoroso degli oggetti, sono universi paralleli, entità sospese nell'attesa, figure ipnotiche e isolate nella loro solitudine. 
Accompagna la mostra un catalogo in italiano e inglese con il testo critico di Chiara Gatti. 

dal 5 maggio al 4 giugno 2017
Orari: dal martedì al sabato 15,30 - 19,30
VS Arte, via Appiani 1 
MILANO

Luca Vernizzi. Spazio e solitudine
A cura di Chiara Gatti

Inaugurazione giovedì 4 maggio, ore 18.30

Ingresso libero
Informazioni: tel.+39 335 8004220   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">email  

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".