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Giovanni Allevi: Cioccolato, fumetti e le note in testa

  • Scritto da Elena Meynet

Giovanni AlleviAl "Blue note" di New York, il tempio del jazz, è di casa, anche se non vorrebbe. E' capace di essere assalito da una crisi di panico, da ospedale, e trarne un inno alla vita, il suo ultimo album "Joy". Giovanni Allevi, classe 1969, una famiglia di musicisti, cocciuto all'estremo, possiede l'umiltà di chi, semplicemente, mette tutto se stesso in una attività che lo appassiona. «Sono un compositore - racconta - la forza di tutto quanto sta accadendo sta lì, nel fatto che faccio una musica nuova che poi vede nel pianoforte il mio mezzo di espressione privilegiato. E' la combinazione delle note e il modo in cui queste sono state composte che ha fatto in modo di trovare un punto di contatto così efficace e così intenso con le nuove generazioni di ragazzi». "Joy" nasce al termine di un lungo tour e si prospetta altrettanto impegnativo, con più di 80 date nel 2007. «Ho registrato "Joy" a conclusione di una lunga ed intensa tournée internazionale - racconta Allevi - dove ho scoperto, con mia grande sorpresa, di essere un "Pifferaio magico"». In otto mesi il suo ultimo lavoro vende 70mila copie e una delle canzoni, "Back to life" viene scelta come colonna sonora della nuova pubblicità della "500". Molte foto lo ritraggono in pose scherzose sopra - dentro - attorno ad un pianoforte, ma lui non ne tiene più uno a casa: «non mi metto davanti alla tastiera - spiega - non ho a casa il pianoforte e non uso il pianoforte per la composizione. Non voglio che la manualità vada ad influire sul discorso musicale. Il suono che cerco è nella mia mente e in quel caso sono avvantaggiato, perché si presenta già con le sue caratteristiche complete di timbro, di intensità e di durata».
La copertina del compact disc 
Nato ad Ascoli Piceno, ottiene il diploma in pianoforte a Perugia, quello di composizione a Milano e la laurea in filosofia a Macerata, sempre con il massimo dei voti. «Nei miei 20 anni di studio accademico durissimo - sottolinea a proposito del suo improvvisare sui nomi, come un tempo si usava fare sul nome Bach, che diventava la sequenza di note si bemolle -la-do-si naturale - ho acquisito tutte le tecniche compositive possibili. Magari io sceglievo alcune piuttosto che altre, un po' per gioco, un po' per divertimento. Ma sicuramente l'improvvisazione non rientra nelle mie tecniche preferite. Amo trasformare i nomi delle persone in note attraverso un procedimento rigorosamente matematico, che lascia davvero pochissimo all'improvvisazione. Non credo che la creatività debba esprimersi soltanto in termini di improvvisazione: deve accadere anche in termini di costruzione intellettuale. Sicuramente non suono mai neanche una sola nota se non ci ho pensato per settimane, addirittura per anni». Nonostante la corte serrata dei jazzisti, Allevi sembra più simile a Bach che ad un Amstrong o un Coleman: «Assolutamente! - risponde - io e il jazz siamo agli antipodi. Il mondo del jazz in questo momento mi ha spalancato le porte: sono l'unico artista italiano ad essere ospite al "Blue note" di New York, nel tempio americano del jazz. Il jazz vede nella mia musica, così mi hanno detto loro, una possibile evoluzione» Sta ispirando un genere nuovo? «Sono molto umile ma... sì! Diciamo che mi sono impegnato per tanto tempo. Una delle mie caratteristiche - aggiunge Allevi - è quella di avere una coerenza suicida: ho sempre portato avanti la mia idea senza cedere a nessun compromesso, con il rischio di non riuscire a pagare l'affitto alla fine del mese».
Gli studi filosofici lo hanno portato a studiare, al termine del percorso universitario, "Il vuoto nella Fisica contemporanea": «La filosofia in generale - spiega il compositore - è stata fondamentale nel mio percorso, perché la forza intellettuale che viene dagli studi filosofici mi ha dato la possibilità di prendere le distanze dall'accademia: poteva fare di me l'ennesimo compositore dodecafonico e invece così ho avuto appunto la forza intellettuale di compiere una sorta di simpatico "parricidio" nei confronti dei grandi del passato e dell'accademia che rischiava appunto di schiacciare la mia creatività. La mia tesi non è altro che la dimostrazione filosofica dell'inesistenza del vuoto: nell'universo non c'è un solo punto, un solo micron che non sia pervaso da una straordinaria energia creativa, in cui particelle elementari emergono dal vuoto e nel vuoto tornano secondo un comportamento imprevedibile. Quindi il vuoto non esiste e l'universo è un ribollire di attività». La filosofia ti rende libero? «Sì, assolutamente».
Negli utlimi anni, però, le abitudini intellettuali di Giovanni Allevi stanno cambiando: «Attraverso la filosofia - spiega - mi sono avvicinato alle vette più rarefatte del pensiero e per questo motivo, per una sorta di reazione, le mie letture preferite sono in questo momento Dylan Dog e Topolino».
Un altro dei suoi tratti celebri è la passione per la torta al cioccolato: «Avevo fatto mettere la torta al cioccolato nel contratto - spiega - perché ne avevo bisogno prima del concerto. Ma nel "Joy tour" farò circa 80 concerti, una fetta di torta al cioccolato ogni sera rischia di farmi disamorare di questo meraviglioso alimento. Se ci sono alternative non mi tiro indietro».



Giovanni Allevi e le tegole valdostaneAbbiamo colto l'occasione in una delle date più suggestive di Allevi: mercoledì 11 luglio nella Piazza d'Armi del Forte di Bard, il telefono per le prenotazioni è diventato incandescente. Il primo concerto valdostano, quasi 900 persone perché di più non ce ne stavano, ha emozionato Giovanni Allevi, che ha suonato "Joy" sullo ormai storico Steinway di Giorgio Costa ed ha regalato commenti spiritosi ad ogni brano. Gli applausi ad ogni sua mossa sono stati preludio alla standing ovation finale. Naturalmente gli abbiamo portato le tegole, sottile golosità tradizionale della Valle d'Aosta a base di nocciole: abbiamo scelto quelle di Giorgi, nella classica forma rotonda, ma anche ritagliate sul profilo della regione. Visti i risultati in concerto, l'alternativa alla torta al cioccolato pare aver funzionato molto bene!


Le date del Joy Tour 2007.

@il_trillo

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