A+ A A-

Dieci e lode per Morandini, primo trombone dell'Orchestra di Israele

  • Scritto da Elena Meynet
Daniele Morandini Aggiunge un dieci e lode alla sua già ottima formazione il senese Daniele Morandini, primo trombone dell'Orchestra di Israele, che ha inaugurato il biennio di specializzazione dei corsi di Alta formazione (Afam) dell'Istituto musicale pareggiato di Aosta. «Vista la ricca tradizione bandistica valdostana - spiega il direttore Florinda Bartolucci - e proseguendo l'idea di Lino Blanchod abbiamo investito molto nel biennio specialistico di trombone, che permette di conseguire il diploma accademico di II livello. Dopo insegnanti autorevoli, da Edvar Torsten a Christian Lindberg, iniziamo ad avere anche allievi di grande livello. Da quest'anno apriamo anche ai corsi per corno e per basso tuba».
Daniele Morandini è senese, classe 1983, diplomato con 10 e lode nel Pareggiato della propria città, e compie il grande salto nel 2006 quando inizia la collaborazione con Zubin Mehta e la Israel Philharmonic Orchestra. La tesi con cui Morandini si perfeziona è un metodo didattico dal titolo Approccio e psicologia della tecnica strumentale del trombone, di prossima edizione.

- Cosa ti porta a perfezionarti ad Aosta?
Il fattore ambientale è sempre un aspetto determinante quando si fanno scelte di questo genere: conoscere le persone con cui si dovrà rapportarsi è molto importante. Ad Aosta ho trovato da subito grande professionalità e disponibilità da parte di tutti, un team non solo di professionisti, ma cosa ben più importante, di persone che amano fare bene il proprio mestiere, il che rende tutto più facile e bello! In particolare vorrei ringraziare il responsabile del corso, professor Stefano Viola, e la direttrice Florinda Bartolucci che si sono mostrati di una serietà e disponibilità ineccepibili. Grazie di cuore!

- Qual è il tipo di suono che cerchi, ad esempio utilizzando i bocchini Romera Brass che portano il tuo nome, e cosa vuoi trasmettere con il tuo metodo?
L'idea del metodo è stata una forma per abbinare del lavoro di ricerca a qualcosa che mi coinvolge quotidianamente, ossia l'insegnamento e lo studio. La cosa più importante per me è riuscire a trasmettere dei concetti base, di poter esprimere chiaramente una solida idea di un sistema di studio, che personalmente ritengo essere molto efficace, attraverso il consolidamento delle nostre idee, piuttosto che la tecnica pura. Il suono deve essere dentro di noi! Tanto più riusciamo ad abbellire il nostro concetto di suono, tanto più il nostro suono reale si arricchirà.
Di conseguenza credo che il percorso di ogni musicista verso il suo suono si un percorso prettamente mentale e razionale! Certamente anche l'equipaggiamento è importante, di conseguenza i professionisti si affidano all'esperienza dei grandi artigiani per soddisfare al meglio le proprie esigenze e cercare sempre la via più facile per ottenere il risultato desiderato. In questo devo dire che Toni Romera, ovvero Mr. Romera Brass in persona è stato davvero un grande!

- Com'è la tua esperienza con The Israel Philharmonic Orchestra e la docenza alla Jerusalem Academy?
Descrivere interamente la mia esperienza alla Israel Philharmonic richiederebbe veramente molto tempo, perché è sicuramente un qualcosa di globale. Innanzitutto mi ritengo molto onestamente una persona molto fortunata, non solo perché faccio il mestiere che avrei voluto sempre fare, ma perché ho avuto la chance di poterlo fare ai massimi livelli in una compagine veramente straordinaria sia sotto il profilo artistico-professionale che su quello umano. L'orchestra è per me una seconda famiglia: tutti i miei migliori amici sono i miei più stretti colleghi e questo è un aspetto davvero speciale, perché non è affatto una cosa scontata! Devo assolutamente molto all'orchestra ed al suo direttore musicale li maestro Zubin Mehta, che hanno voluto investire su di me, un italiano di 22 anni fondamentalmente senza esperienza in orchestra sinfonica! E' sicuramente un sogno che si fa realtà, senza dubbi!
Riguardo all'insegnamento, anche qui si è trattato di una bella sorpresa, in quanto non pensavo di essere tagliato per fare il docente, invece piano piano mi sono appassionato sempre di più, capendo che è un cammino duro né più né meno di quello con lo strumento, che richiede tanta dedizione ed energie, ma che allo stesso tempo può dare grandi soddisfazioni, come quando questo luglio il mio primo "prodotto", Nir Erez (trombonista della Banda delle Forze Armate Israeliane di 19 anni) ha vinto il concorso per "Utility Trombone" nella nostra orchestra. Una grande sensazione difficile da spiegare, anche se il merito va assolutamente tutto a lui ed alla sua disciplina!

- Adesso a cosa stai lavorando?
Ci sono diversi progetti che sto cercando di portare avanti parallelamente anche se non ho tutto il tempo che vorrei o di cui avrei bisogno... Vorrei registrare un compact disc da solista, compilare un volume per lo studio dei passi d'orchestra da integrare al lavoro che ho svolto per la tesi, organizzare un quartetto di tromboni in Europa, e soprattutto ri-fondare l'associazione italiana dei trombonisti attraverso il nostro forum capitanato da Mirko Dalle Mulle.
Una cosa che vorrei precisare ed a cui tengo molto è sottolineare il fatto che in Italia c'è sempre un maggior numero di persone che vogliono alzare il livello dell'offerta formativa nelle scuole e che fanno di tutto per far divenire la realtà trombonistica italiana il più internazionale possibile, così come sta accadendo ad Aosta. Il mio sogno è quello che un giorno studenti stranieri vogliano venire a studiare in Italia, al contrario di quello che succede da 30 anni a questa parte, ossia che tutti gli italiani sono costretti a scappare all'estero. Più che un progetto è una missione!

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".