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Al "Calvello Music Contest" workshop con il talent scout Giancarlo Passarella

  • Scritto da Enrico Zoi

Tutto è pronto per la seconda edizione del Calvello Music Contest, che si terrà a Calvello (Potenza) il 12 e 13 agosto: una selezione durata mesi, dalla quale sono emersi nomi e sound di Sea House Band, Teorie Eliocentriche, Pulpsyco, Indiegesti, Le Note di Contrasto, PuntiNespansione e La Gatta Mammona, gruppi che si esibiranno in Piazza Falcone di fronte a una giuria di esperti, giornalisti e musicisti.

«Siamo un gruppo di giovani dai 18 ai 30 anni – spiega Giacinto Briamonte, promoter dell'iniziativa – e abbiamo fondato l'associazione Animus Musicorum, un trampolino di lancio per cominciare a inculcare la nostra passione per la musica al paese. Il Calvello Music Contest è la nostra prima iniziativa. Un lavoro iniziato nel 2010 e cresciuto quest'anno grazie anche all'aiuto di Musicalnews e di altri media partner, della gente e delle attività commerciali. C'è soddisfazione: è nata una festa utile anche a promuovere il nostro paese a livello turistico».
In programma, il 13 agosto, anche il workshop/seminario Marketing moderno nel rockbiz italiano e nuove strategie promozionali: esiste una questione meridionale anche nel movimento rock attuale?, a cura di Giancarlo Passarella, il primo talent scout radiofonico (nel 1986/87 a Rai Stereo Uno programmava brani tratti da demo su cassetta, scoprendo Ligabue, Bandabardò, Irene Grandi), fiorentino e calvellese di origine. Nel workshop si parlerà di Siae, Enpals, della burocrazia di chi fa musica e di case discografiche, management, festival, booking (come raggiungerli e dove trovarli), si dirà a chi spedire un proprio demo o cd e come interessare un produttore discografico.
«Il workshop – spiega Passarella - è riservato ai musicisti e a tutti quelli che ne hanno fatto richiesta in anticipo. Questo perché, essendo strutturato a moduli, può tentare di dare qualche risposta, a condizione che si conosca almeno la tipologia delle persone che si hanno davanti. Parlare di come si affronta il mondo della comunicazione in àmbito musicale italiano è diverso se davanti a me la maggior parte delle persone sono musicisti esordienti o interessati al gossip sanremese o sono invece promoter o discografici».

Che significa essere il primo talent scout radiofonico italiano? Quante le tue scoperte? Com'erano gli anni '80 dal punto di vista musicale?
Allora avevamo fame di notizie oggi invece viviamo la saturazione di pseudo notizie e spesso veniamo travolti da uno tsunami di informazione: il dubbio è se questo sia veramente comunicazione o solo una sua esasperazione. Nel 1986 ho cominciato a trasmettere a Rai Stereo Uno in compagnia di Luca De Gennaro (attuale direttore artistico di Mtv Italia) e Serena Dandini: nei mesi precedenti avevo mandato ogni mese notizie fresche sui Dire Straits (visto che dall'ottobre 1983 ne gestisco il fan club) e queste hanno interessato: mi hanno invitato una volta ospite in trasmissione e poi mi sono ritrovato (per due anni) a parlare di fan club, fanzine e ad avere la grande opportunità di mandare in onda dei demo su cassetta. Per questo sui libri di storia risulto il primo in assoluto ad avere programmato degli esordienti, privi di contratto discografico. Ho dato il via al fenomeno dei talent show senza rendermene conto: tramite il mio show (che si chiamava Ululati dall'Underground) ho fatto ascoltare per la prima volta degli imberbi Ligabue e Bandabardò, ma anche una già grintosa (anche se allora minorenne) Irene Grandi.
Tu dirigi la testata online Musical News, il cui motto è: le notizie che gli altri non hanno. Il tuo giudizio sull'informazione musicale oggi in Italia?
Giudizio pessimo, se no non si spiegherebbe il successo clamoroso di MusicalNews.Com: infatti in redazione ho inizialmente messo i responsabili dei vari fan club che ho frequentato in questi decenni e nessuno meglio di loro può parlare dell'artista di cui sa tutto. Noi siamo questo: un manipolo di esperti (pazzi, collezionisti, fans) che però sono cresciuti e nell'animo nutrono un profondo rispetto per l'artista che seguono. Gli altri (giornali, siti, uffici stampa, case discografiche, promoter) sono molto più bravi di noi ed hanno budget: noi abbiamo la passione ed il contatto diretto con l'artista e quindi arriviamo prima di tutti gli altri.
Dagli '80 ad oggi, decennio per decennio, l'artista o il disco che porteresti sull'isola deserta e perché.
Impossibile rispondere in modo certosino, perché la mia collezione conta circa 15mila dischi (tra vinile, cd e dvd), più un 9mila demo: dovrei farti almeno un centinaio di nomi. Tra gli italiani però è facile risponderti: Mina in assoluto. E se proprio devo farti qualche nome fra gli stranieri direi sicuramente i Dire Straits. Poi come fare a scordarsi dei Queen o dei Pink Floyd? Tre nomi sopra tutti gli altri e con due di questi ho avuto la fortuna di lavorare assieme, curando le loro tournée italiane di qualche anno fa: Dire Straits e Pink Floyd.
Dove sta andando la musica oggi?
Sta andando verso la globalizzazione, toccando sia gli aspetti negativi che quelli positivi: ora è più facile convincere il mondo della tua arte, anche se non vivi a Londra, Milano o New York. Purtroppo la concomitanza di altri aspetti della globalizzazione sta snaturando lo showbiz, rendendolo sempre più predigerito, sintetico e alla stregua di un qualsiasi prodotto commerciale.
Intanto, a Calvello vive da due anni una nuova vetrina per i giovani artisti, che merita seria attenzione.
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