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[i] Marco Masini: «"Niente d'importante": il mio disco è un viaggio all'interno dell'amore»

  • Scritto da Enrico Zoi

Marco Masini"Niente d'importante", contando raccolte e versioni in lingua straniera, pubblicato il 27 settembre, è il venticinquesimo disco di Marco Masini, cantante fiorentino dai tre "dischi di platino", tre "dischi d'oro" e un "disco d'argento", con oltre vent'anni di carriera musicale e un "Festival di Sanremo" vinto nel 2004 con "L'uomo volante": «per me questo è un momento di grande concertazione - racconta Masini - un ricominciare quasi da capo, e quando si ricomincia da capo l'umiltà deve stare alla base dei nostri princìpi e pensieri, se no il nostro percorso si fermerebbe sicuramente prima di raggiungere l'obiettivo o addirittura non inizierebbe neanche. Il titolo rispecchia un po' questo mio momento di riflessione, anche sotto l'aspetto umano, che va posizionato prima di quello musicale e professionale: siamo tutti uomini e da lì si parte».

Qual è il filo conduttore dell'album?
L'amore. Il disco è un viaggio all'interno dell'amore, inteso come unica ragione di vita, perché se non si riesce ad amare noi stessi non possiamo amare gli altri e quando non siamo amati la nostra vita viene molto condizionata. L'album è un viaggio attraverso varie sfaccettature e fasi dell'amore: storie diverse, in cui l'amore è anche soggetto. In una canzone, l'amore è addirittura un angelo che ti viene a salvare quando pensi di non avere più bisogno d'amore. A 47 anni è un percorso quasi obbligato: in passato sono stato attento a certi problemi e li ho urlati e denunciati nelle canzoni, oggi sono ancora attento, ma in altra maniera, con iniziative di sensibilizzazione, operando di più sul campo. Nella musica mi sono lasciato andare ad un filone più riflessivo e credo più importante: tutto parte da quanto riusciamo a stare in pace con noi stessi e ad amarci.

Una canzone da segnalare? 
Quando le canzoni sono così fresche, perché ho finito di scriverle poco tempo fa, è chiaro che sono affezionato un po' a tutte quante. Il singolo si intitola "Niente d'importante", come l'album. Poi c'è "Non ti amo più", una fase secondaria dell'amore, una rivincita virtuale sull'amore, virtuale perché di fronte all'amore perdi sempre: hai magari sconfitto una donna ma hai perso l'amore, quindi davanti all'amore siamo comunque molto piccoli.

Chi ha collaborato con te per questo disco?
E' un album di collaborazioni anche sperimentali. Oltre a Beppe Dati, che ha scritto due pezzi insieme a me, c'è l'arrivo inaspettato di Antonio Iammarino, il tastierista che lavora con me dal vivo, e Cesare Chiodo, che pure collabora con me da tantissimo tempo. Ci sono quindi produzioni nuove a livello sperimentale e direi fortunate, perché mi sono trovato benissimo immediatamente. Spero di portarle avanti anche domani!

Adesso partirà un tour?
Io lo spero, sicuramente partirà. Non sappiamo ancora quando, perché la tipologia è tutta da programmare. Bisogna prima promuovere il disco, farlo entrate nelle case, farlo ascoltare e poi decideremo come partire.

Dimensione studio, dimensione dal vivo: dove ti trovi meglio?
Mi piacciono entrambe le dimensioni. Dal vivo è chiaro che condividi subito l'emozione con il pubblico, in studio la crei e vuoi regalarla bene: comunque due momenti intensi.

Il pop italiano dove sta andando, se sta andando da qualche parte?
Non lo so, io vengo da una generazione troppo indietro, la musica è molto cambiata. Il pop oggi ha subìto un considerevole spostamento del baricentro: stanno uscendo tanti più gruppi, ma anche diversi artisti che durano una canzone e poi muoiono. L'errore è delle case discografiche, che non si dedicano più di tanto a un progetto artistico. Così sta morendo il cantautorato perché non ci sono più i cantautori impegnati: oggi tutto ciò che è impegnato viene considerato inutile per l'ascolto popolare.

Un sogno nel cassetto?
Per ora nel cassetto ho solo mutande!

@il_trillo

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