A+ A A-

[i] Angelo Savelli: “Ultimo Harem? Più che uno spettacolo è un'esperienza”.

  • Scritto da Enrico Zoi

Ottavo anno per Ultimo harem, di Angelo Savelli, in scena al Teatro di Rifredi di Firenze dal 19 gennaio al 5 febbraio 2012. Lo spettacolo-fenomeno è liberamente ispirato ai racconti delle Mille e una notte e di Nazli Eraye, nonché ai saggi di Ayse Saracgil e Fatema Mernissi, ed è interpretato da Serra Yilmaz, Valentina Chico e Riccardo Naldini.

La domanda è d'obbligo: Savelli, perché questo strepitoso successo?
C'è come un segno del destino. Si chiama Ultimo Harem, ma non è mai l'ultimo! Il successo fiorentino, come anche altrove, di questo spettacolo è un'alchimia. Il teatro grazie a Dio non è un'operazione fredda a tavolino, ma fatta di elementi vivi, a partire dagli attori. Qui l'alchimia è avere trovato l'attrice giusta e la storia giusta. Il sogno di partenza era raccontare il rapporto con la Turchia, un innamoramento nato più di dieci anni fa verso questa nazione meravigliosa dal punto di vista geografico, storico e umano, e di poter trasmettere attraverso il teatro questa sensazione di vicinanza a quella che noi pensiamo sia una cultura completamente diversa dalla nostra e invece ha con noi tanti legami. Tale innamoramento ha trovato un ulteriore innamoramento nella figura di Serra Yilmaz, attrice particolare, straordinaria, fuori dai normali canoni di giudizio. Serra è un'artista a tutto tondo, molto impegnata anche nel contemporaneo, capace di trasmettere non solo gli stereotipi di un Oriente che ci viene ad esempio dalle Mille e una Notte, ma pure le pulsioni vere di una donna all'interno di una cultura molto complessa, come quella turca. Anche nello spettacolo da una parte ci sono le seduzioni dell'esotismo e delle fiabe antiche, dall'altra la modernità, la contemporaneità di una situazione della donna nell'arco dall'antichità ad oggi. Ho trovato questa scrittrice bravissima, Nazli Eraye, che mi ha fornito il materiale per la seconda parte dello spettacolo, che è in bilico tra ieri e oggi. Forse è anche questa una delle ragioni del suo successo.

Sarebbe stato possibile Ultimo Harem senza Serra Yilmaz?
Assolutamente no. Sarebbe stata un'altra cosa. Non è tanto la presenza di un'attrice in uno spettacolo: Ultimo Harem è nato proprio dall'emozione di averla incontrata. Prima c'è stata Serra Yilmaz, poi lo spettacolo. La ricerca di cosa raccontare e di come farlo è stata determinata dallo stimolo e dalla seduzione che questo incontro mi ha provocato.

Descrivi Ultimo Harem a chi ancora non l'ha visto.
Chi non l'ha fatto è un distratto! Come lo descriverei? Vorrei che lo facessero le persone che l'hanno visto: la migliore pubblicità in assoluto per qualsiasi spettacolo. C'è chi vi ha assistito quattro volte, portando amici diversi: è il segno tangibile dell'emozione che Ultimo Harem riesce a creare e del contagio che avviene grazie ad essa. La gente che ne parla non lo fa nei termini della critica teatrale, ma esprimendo forti emozioni. Gioca a favore l'essere tutti insieme in palcoscenico, anche gli spettatori: tutti dentro la scenografia di questa specie di bagno turco/harem, in cui a due metri di distanza gli attori si muovono e raccontano guardandoti negli occhi. Siamo nel territorio dell'emozionale e definirei lo spettacolo un'esperienza in cui una donna racconta la condizione della donna nel passato e nel presente, con i suoi lati positivi di desiderio di libertà (ci sono donne che hanno le ali e volano via) e con le piccole schiavitù quotidiane di casalinghe che non riescono a rinunciare al loro ruolo protettivo e protetto.

Dalla prima all'ottava stagione è cambiato qualcosa?
Si dice: squadra vincente non si cambia. Non voglio sembrare presuntuoso, ma faccio l'esempio dell'Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler: è quarant'anni che è così e quando lo vai a vedere è sempre bellissimo ed emozionante. Non c'era motivo di cambiare Ultimo Harem: è il frutto di un tocco magico e tutto si è composto subito nella prima edizione, ha immediatamente avuto la sua pienezza di racconto e negli anni non c'è stato bisogno di cambiare niente”. Di Serra Yilmaz abbiamo detto. Parliamo ora degli altri due interpreti? “Diciamo intanto che non erano facili da trovare: dovevano stare vicini ad un'attrice dalla particolare caratura emozionale. Anche qui la fortuna mi ha aiutato. In uno spettacolo così ci abbiamo messo quanto avevamo a livello creativo, artistico e di intelligenza, ma c'è voluta pure un po' di fortuna. Valentina Chico è un'attrice brava, affascinante nel suo proporsi come modello femminile, con la sua altezza e una bellezza a volte aggressiva. Riccardo Naldini è uno dei nostri attori più preparati, intensissimo, capace di passare da spettacoli di inaudita violenza psicologica a commedie brillanti e divertenti, padroneggiando benissimo il mestiere. Anche nell'Ultimo Harem è chiamato ad alcune variazioni di interpretazione e risulta originale, non usurato né di routine, coinvolto in questa esperienza. Valentina e Riccardo sono i compagni di viaggio di un racconto al quale Serra dà il via ma spesso manda avanti loro a trainare i sogni sul palcoscenico.

Tu e la Turchia, un rapporto che va ben oltre Ultimo Harem.
Ho un ricco e complesso rapporto personale e come Teatro di Rifredi con la Turchia: uno scambio culturale che dura da dodici anni e che si è incarnato di volta in volta in tante iniziative di ospitalità delle nostre cose in Turchia e di produzioni turche qui, e di progetti comuni. Sono reduce da alcune settimane dal mio ultimo lavoro in Turchia, dove, con i bravissimi attori del Teatro di Stato, ho rimontato il mio Figaro o le disavventure di un barbiere napoletano, spettacolo che creai fra Parigi e Napoli in occasione del bicentenario della rivoluzione francese, molto divertente e musicale. Sta avendo un successo straordinario, come Don Giovanni tre anni fa: tutto esaurito per Figaro, più riprese e in cartellone ad Ankara anche durante le feste di Natale. Speriamo di portarlo qui con la collaborazione di Maurizio Scaparro, che ci terrebbe ad averlo a Firenze. Il teatro turco ha voglia di lavorare con gli artisti italiani, verso i quali hanno grande rispetto e considerazione. Io sono contento di essere un tassello di tali rapporti amichevoli fra Turchia e Italia e di riscontrare una grande vicinanza artistica a livello sia di attori che di pubblico.

Il prossimo passo di Angelo Savelli?
Se tutto va bene fare l'edizione di Ultimo Harem per la Turchia. Ci vorrà comunque un anno. 

Info su Ultimo Harem.

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".