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[i] Elisabetta Cavallotti: “Nel 2012 una sceneggiatura tutta mia e un bel film nel cassetto”

  • Scritto da Enrico Zoi

Elisabetta Cavallotti, attrice bolognese, si divide tra fiction tv molto famose (Capri, Don Matteo, Un posto al sole) e il cinema: l'abbiamo conosciuta come Nina in Guardami (Davide Ferrario, 1999), nel non facile ruolo di una pornostar che deve affrontare la battaglia con la malattia. Poi è stata, fra gli altri personaggi, Caterina in Dazeroadieci (Luciano Ligabue, 2002) e Otilia di Cattive inclinazioni (Pierfrancesco Campanella. 2003).

Quale dei due schermi preferisci? Piccolo o grande?
Non è un problema di schermo, ma di prodotto. Ho fatto cose più che dignitose in tv e altre orribili al cinema. È più una questione di personaggio, di regia e sceneggiatura, anche perché oggi c'è del cinema che scimmiotta la tv e in quei casi non c'è molta differenza. Ho fatto una fiction bellissima, che si chiamava Briciole: girata e realizzata da dio! Come film, continua a rimanere Guardami il migliore. Adesso ho fatto un film di Paolo Franchi: davvero bravo, mi è piaciuto moltissimo lavorare con lui.

Però sei partita dal teatro di Pirandello.
Mi sono avvicinata a questo mestiere per fare teatro: non pensavo ad altro, poi l'ho fatto solo fino al 1993. È nata mia figlia: finché era molto piccola portavo tutta la carovana con me, quando è andata a scuola mi sono dovuta allontanare dal teatro, ma non è stata una scelta, solo un fatto di praticità. Mi concedevo inizialmente piccole cose romane, poi ho smesso quasi completamente. Anche perché, ogni volta che mi è venuta la voglia anche lì mi guardo intorno e mi viene la tristezza: il teatro ormai lo fanno proprio tutti, senza offendere nessuno. Forse è mutato anche il gusto degli spettatori: ci vanno di più se c'è una soubrette. La tipologia del lavoro è cambiata: già è faticoso fare tutto, così evito di darmi da fare per qualcosa che mi dà i nervi.

Hai un modello di attrice a cui ti ispiri?
Ogni tanto rubacchio, osservo tante attrici differenti, ma non mi ispiro. Diciamo che osservo le persone che mi interessano, attori o non attori: ognuno ti può dare un'espressione o un magnetismo che ti fa pensare a qualcosa, poi lo fai tuo.

Bilancio del 2011 appena concluso e progetti per il 2012?
Il 2011 è stato un bell'anno, io sto bene e sono contenta, questa è la cosa più importante con mia figlia, Poi ti guardi intorno, anche a livello sociale e politico e non c'è da ridere. Nel 2012 cerco un lavoro piacevole, che mi dia energia, e ho un paio di sogno nel cassetto: ultimamente mi sono cimentata nella scrittura di sceneggiature, scoprendomi un 'talento', e ho un'idea che sto diffondendo, per cui forse il primo sogno nel cassetto è portare a compimento questa cosa che funziona e mi piace molto. Poi nel cassetto c'è il film dell'anno! Vorrei forse lavorare con Sorrentino, ma soprattutto vorrei girare un bel film di grande soddisfazione, da vedermi in sala e dire: questo è proprio bello. Se non è nel 2012, va bene anche nel 2013!

Elisabetta Cavallotti nel tempo libero: hobby, letture, sport.
Leggo, medito, faccio Tai-chi e grandi camminate. Quando posso vado in piscina perché sono un ex nuotatrice: ho fatto nuoto agonistico fino a 14 anni e per me la piscina è un elemento naturale.

Infine, cosa significa essere una discendente di Felice Cavallotti?
Non significa niente, nel senso che mio padre è un comunistaccio e ho scoperto la discendenza da una mia cugina a 6/7 anni. Da allora ho studiato il soggetto e Felice Cavallotti era un soggetto divertentissimo, un talento surreale che scriveva delle insopportabili tragedie in otto atti, un personaggio buffo. Nella mia famiglia c'è questa caratteristica ancora di prendersi in giro e di non fare sul serio con noi stessi. Quando lo seppi mi piacque anche perché con lui scoprivo un pezzo di storia d'Italia che mi riguardava, una cosa mi ha ulteriormente stimolato.

@il_trillo

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