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[i] Francesca Gonzato Quirolpe: Reflections, un libro per regalare una rosa al fantasy

  • Scritto da Enrico Zoi

Francesca Gonzato QuirolpeFrancesca Gonzato Quirolpe, scrittrice dai natali bresciani, ma dalla residenza da sempre nel vicentino, con una laurea in economia e commercio e un lavoro in azienda, ha una passione per la lettura (classici, fantasy, Agatha Christie, i sudamericani) che l'ha portata a scrivere Reflections, il primo Romantasy italiano.

Cosa è il Romantasy e quali sono i temi del libro?
Romantasy è il termine coniato dalla mia casa editrice, la Pendragon Edizioni, che sentiva il bisogno di collocare il mio romanzo all’interno di un nuovo genere letterario. Questo perché in Reflections i temi classici dei romanzi rosa si mescolano a quelli del genere fantasy, creando un’atmosfera del tutto nuova per chi lo legge. L’Amore, quello con la A maiuscola, è il vero protagonista del libro, ma le avventure dei personaggi, inevitabilmente travolti dalla forza più irrazionale dell’universo, si evolvono e si intrecciano su due dimensioni diverse e parallele: una umana, l’altra completamente fantastica. Così, esperienze e sensazioni tipiche dell’innamoramento si sviluppano in due mondi ben distinti, per fattezza e costumi, a seconda di come due ragazze, un’umana insicura ed una guerriera aliena, decidono di affrontarle. Passione, paura, amicizia: la terrestre mirror e la sua lover, unite dalla nascita senza saperlo, vivono ogni sentimento in maniera personale e, facendo ciò, si condizionano reciprocamente. La struttura di Reflections è complessa e gioca sul ruolo del doppio, poiché il libro è narrato in prima persona dalle protagoniste, i cui racconti si alternano dall’inizio alla fine: trovo che anche questo aspetto renda la storia particolarmente intrigante e singolare.

Una prima vita di lavoro in azienda con studi di economia, una seconda vita di fiabe narrate, letteratura e scrittura: mondi paralleli? Complementari? Una fuga dalla realtà?
Non ho bisogno di fuggire dalla mia realtà: mi piace molto, esattamente com’è. Direi piuttosto che la vita di tutti giorni, anche quella lavorativa, alimenta la mia fantasia di spunti sempre nuovi. Quindi, se di mondi paralleli dobbiamo parlare, sono convinta che la Francesca lavoratrice dia idee alla scrittrice della notte, mentre quest’ultima garantisce un’alternativa a quella che lavora. Perché adesso? Perché un giorno mi sono svegliata adulta, moglie, madre e laureata e ho deciso di scrivere? Non ne ho idea! La voglia di scrivere e la passione per le fiabe ci sono sempre state (già da bambina ero un’ottima cantastorie), ma forse mancava il coraggio di mettersi in gioco: quello deve essere venuto con l’età. In ogni caso, credo che saper sognare ad occhi aperti, tenendo i pieni ben saldi a terra, sia un buon modo di affrontare la vita.

Come si concilia lavoro e passione letteraria?
Il lavoro occupa gran parte della mia giornata, ma la sera è dedicata alla famiglia e a me stessa. Nelle ore notturne riesco a ritagliare il tempo per leggere e scrivere. Ho scritto Reflections in quattro mesi, destinandogli tutte le serate, dopo la fiaba della buona notte ai miei bambini. Certo, non è facile far conciliare tutto, ma poiché non considero la scrittura un obbligo, quanto piuttosto una bellissima passione, mi viene facile riservarle qualche ora, qua e là. Anzi, per me scrivere è un vero spasso e adesso che ho acquisito la consapevolezza di saperlo fare, non ho alcuna intenzione di rinunciarvi!

I suoi autori preferiti?
Non sono appassionata di un genere in particolare, quindi leggo un po’ di tutto, purché sia narrativa: classici, autori attuali, thriller, fantasy, fino al semplice romanzo di formazione. Tuttavia prediligo gli autori sudamericani, Gabriel Garcia Márquez su tutti. Amo il loro stile narrativo, le leggende e l’amore per la vita che trapela dalle righe. Ultimamente sono rimasta colpita dal linguaggio fresco e spontaneo di Stephanie Meyer, che a mio giudizio è stata in grado di dare a una storia scritta il ritmo e la schiettezza tipici del cinema. Fra gli italiani, Isabella Bossi Fedrigotti è la mia preferita.

Qual è il libro che più degli altri l'ha emozionata?
Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Márquez: un romanzo che consiglio a tutti. Da ragazzina, La Storia Infinita di Michael Ende, mentre quello che più mi è piaciuto ultimamente è Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh. Bellissima l’idea di abbinare il significato dei fiori allo stato d’animo delle persone.

Quello che avrebbe voluto scrivere?
Non ho dubbi: l’intera saga di Harry Potter. La Rowling ha creato un mito guadagnandosi un posto d’onore nella letteratura di sempre, con una storia fantasy!

Il suo prossimo libro?
Sto già completando il sequel del mio Reflections, perché mi sono irrimediabilmente innamorata dei miei protagonisti e credo valga ancora la pena di parlare dell’inedito universo di lover e mirror. Ho anche maturato l’idea bizzarra per un nuovo romanzo, del tutto diverso, sul quale mi butterò a breve.

Sogni nel cassetto?
La soddisfazione più grande sarebbe sapere che ciò che scrivo riesce a emozionare chi mi legge. Quando scrivi ti esponi, personalmente, ma ne vale la pena se poi il lettore apprezza e condivide le tue sensazioni. Se a questo seguirà altro … ben venga!

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