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[i] Gianluigi Tosto: l'Iliade e l'Odissea per l'Estate fiesolana, poi a Livorno per Effetto Venezia

  • Scritto da Enrico Zoi

Gianluigi Tosto, attore pugliese, da anni trapiantato a Firenze, è interprete sensibile e attento alle sfaccettature della parola, al suo potere evocativo e rappresentativo, alla sua energia sonora. Il 26 e il 29 giugno prossimi sarà ospite dell'Estate Fiesolana al Teatro Romano di Fiesole con Iliade e Odissea per voce e strumenti.

Come mai questa doppia presenza?
Sono due spettacoli che hanno ormai una certa storia. Iliade ha debuttato a febbraio 2001 e Odissea nel 2002. Feci poi anche Eneide, a completare la trilogia che presentai nel 2005 al Teatro di Antella in due fine settimana con molto pubblico che tornò a vedere tutti e tre gli spettacoli: un'esperienza davvero bella. Oggi, grazie all'entusiasmo di Mario Setti e dell'associazione Nuovi Eventi Musicali, arrivo a Fiesole nella meravigliosa cornice del Teatro Romano: è come il coronamento di un percorso di dieci anni. È un po' il luogo deputato per questi spettacoli basati sulla parola narrata, che però è una parola poetica: niente a che vedere con la narrazione molto di moda da tanti anni in teatro, per la quale ho il massimo rispetto. Io faccio un grande lavoro sulla parola poetica, sul ritmo, sulla musicalità. Sia Iliade sia Odissea sono accompagnati da strumenti musicali suonati da me dal vivo. Strumenti semplici, ad effetto, capaci di creare ambientazioni sonore molto evocative. Infatti, il termine chiave è evocazione: evocazione della parola e del suono che riesce a far vedere allo spettatore ciò che gli occhi non vedono, ma gli occhi interiori sognano.

In dieci anni questi spettacoli sono cambiati e che differenza c'è tra rappresentarli in un piccolo spazio quale quello di Antella o in un grande teatro come Fiesole?
La struttura dei due spettacoli è rimasta sostanzialmente la stessa. Certo, negli anni è stato tolto qualcosa e sono state fatte delle limature, ma non di più. Ovviamente sono estremamente maturati dal punto di vista di recitazione e interpretazione, poiché hanno avuto numerose repliche, duecento sia per Iliade che per Odissea, moltissime nelle scuole medie inferiori e superiori di Firenze, Toscana, Piemonte, Puglia. Anche a Milano, dove fui chiamato da una vicepreside che mi aveva visto a Velia Teatro, in Campania, l'antica Elea. Quindi, per rispondere alla seconda parte della domanda, gli spettacoli sono già stati fatti all'aperto e in siti molto ampi: a Velia c'erano 450 spettatori. Il Teatro Romano è ancora più grande, però è più raccolto rispetto al sito campano dove c'è un pratone sotto l'acropoli, e questo dovrebbe aiutare. In teoria sono comunque 2000 posti!

Tra uno spazio piccolo e chiuso e uno molto più grande e aperto come cambia l'uso della voce?
All'aperto è inevitabile usare l'amplificazione, non tanto per la voce, quanto per gli strumenti. Ho fatto una prova al Teatro Romano e la voce si sentiva benissimo, come è normale in spazi costruiti in modo magnifico. Invece, gli strumenti non hanno la direzionalità della voce e la sua duttilità a seconda degli ambienti, così usiamo un'amplificazione molto leggera, delicata e naturale, quanto basta perché i suoni degli strumenti avvolgano il pubblico.

La tua attività inizia nel 1977 e festeggia dunque 35 anni: nel mezzo del cammino raccontane le fasi salienti.
Nel 1977 avevo 13 anni. Era la mia fase amatoriale. Già a 14 anni però mi iscrissi ai corsi di Orazio Costa, al Gruppo Mim, e a 15, in quell'ambiente, cominciai a lavorare professionalmente. Passai con Mim e Costa dieci anni, una formazione fondamentale, insieme a quella che mi dette la danza contemporanea con il glorioso studio Faggioni, dove hanno studiato Virgilio Sieni e Alessandro Certini. Mi piace ricordare anche Jerome Andrews, altro mio grande maestro. Poi ho lavorato con tutte le principali situazioni fiorentine: il Laboratorio Nove di Barbara Nativi, a Rifredi con Angelo Savelli, insieme a Franco Di Francescantonio in Amato Mostro. Quindi, nel 1992, l'approdo a Pontedera, una sorta di capovolgimento prospettico rispetto a come avevo lavorato fino ad allora che mi ha insegnato tantissime cose. Citerei poi due compagnie importanti: il Teatro di Castalia, con sede all'epoca a Carrara, oggi a Torino, con cui ho fatto vari spettacoli con la regia di Andrea Battistini; e, a Firenze, Occupazioni Farsesche, con Riccardo Sottili, Alessandra Bedino, Amerigo Fontani, Marco Natalucci, tutti carissimi amici e grandi colleghi. L'altra grande tappa mia è più o meno intorno al 2000, quando iniziai a fare i miei lavori, la strada avviata con Iliade, Odissea ed Eneide, cui si è aggiunta una seconda trilogia, pure presentata al Teatro di Antella, con l'Ultimo Viaggio di Giovanni Pascoli, l'Ode Marittima di Fernando Pessoa e la Goletta Flight di Derek Walcott.

La tua formazione è quanto mai eterogenea. Come hai messo insieme musica, danza, parola, poesia?
C'è una parola a me molto cara anche nella mia attività didattica, che svolgo fin dai tempi di Orazio Costa. Lui parlava della capacità mimesica dell'attore, a me piace il termine 'risonanza'. Il processo fondamentale che consente ad un attore di accedere a qualsiasi meandro espressivo e, quindi, la qualità alla quale egli si deve allenare è la capacità di entrare in risonanza con gli eventi, la vita, le sue manifestazioni, una risonanza che avviene sul piano interiore e fisico, che è emotiva e psichica e plasma le varie tensioni. La proteiformità di un attore è molto basata su questo concetto, che, volendo, è l'equivalente della capacità mimesica di Orazio Costa.

Dopo Fiesole?
Quest'estate sono stato chiamato a fare Iliade e Odissea, ma in una forma diversa al Festival Effetto Venezia di Livorno. Odissea sarà ambientato per più sere nei canali della città: gli spettatori staranno su un barcone, che farà più approdi negli scalandroni del quartiere Venezia, incontrando le varie situazioni del poema. Iliade sarà fatto invece in una piazza da 500 persone, con la collaborazione di musicisti, danzatori e comparse, che ci saranno anche nell'Odissea. Sarà uno sviluppo di questi spettacoli, un sogno che ho da tempo.

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