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[i] Stefania Valbonesi: “Il mio Barone Gravina dimostra che siamo tutti sull'orlo del baratro”

  • Scritto da Enrico Zoi

È da aprile in libreria Lo strano caso del Barone Gravina, romanzo di Stefania Valbonesi, giornalista e scrittrice, ravennate di nascita, ma da anni fiorentina di adozione. Un libro per il quale sono stati citati Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri, il fantastico come il thriller.

Ma qual è l'obiettivo originario di Stefania Valbonesi?
Con questo libro ho voluto rappresentare la linea d'ombra che esiste in tutti noi e che molto spesso chi fa il mio mestiere incontra. Il giornalismo insegna a guardare oltre le parole delle persone, devi capire se il loro parere è obiettivo o se cercano di sfuggire alle domande, cioè cosa c'è al di là di quello che ognuno mostra. Così, del Barone Gravina, signore siciliano dalla personalità singolare, abitudinario, senza lavoro, che vive in un mondo suo (e ciò in teoria dovrebbe facilitarlo), ma dalla mente molto attiva e autoreferenziale, mi ha affascinato il contrasto fra la sua razionalità sempre allerta e le azioni che compie. A esemplificare come tutti, anche i più inoffensivi fra noi, pure chi sta bene, possono smarrirsi ed entrare in una lucida follia che conduce senza traumi ad azioni inenarrabili. È un rischio che corriamo tutti. Il testo è tranquillo e classico, ma la storia è esasperata ed esagerata, paradigmatica di quanto ognuno di noi cammini sempre sull'orlo del baratro. Seguendo la logica, come fa il Barone, si arriva all'abisso per il sentiero più breve. C'è un richiamo al mondo classico: se un sofista riesce a dimostrare che una tartaruga corre più veloce di Achille, Gravina diventa un perfetto assassino e va oltre, usando la logica. Siamo nel nocciolo della cultura occidentale: prima la priorità era la fede, nel secolo dei lumi, scontrandosi essa con logica e razionalità, abbiamo la riscossa della ragione contro l'istinto, l'irrazionalità. Però i lumi hanno prodotto Voltaire, ma pure De Sade: e proprio seguendo la logica. Io adoro la logica, la pratico, tuttavia so che il più grande logico è il contraddittore, in ebraico Satana.

Cosa ti aspetti da questo libro?
Che la gente ricominci a comprendere che prima di giudicare gli eventi e gli altri, bisogna guardare noi stessi. Spero che chi legge il mio libro pensi che ognuno di noi può cadere nell'abisso del male. È bene quindi sospendere i giudizi.

Non è il primo libro per te, ci sono tue storie fantastiche come L'anello di Miss Scarlett: tu nasci come fantasy?
L'anello di Miss Scarlett è un fantasy sempre con tinte abbastanza dark. Io ho sempre scritto, fin da piccola. A 8/9 anni ho scritto un racconto sull'uomo lupo! Perché sono romagnola: la Romagna è vista come una terra cordiale e che si diverte, ma è pure famosa fin dal Medioevo come fornitrice di buona parte del braccio armato delle compagnie di ventura e ha una cultura profondamente legata a schemi dark. Mia nonna, come me, era di Ravenna e quando ero piccola mi raccontava ad esempio di aver incontrato per la strada una volta un cane nero che ululava e che aveva immaginato che fosse morto qualcuno. Tornata a casa, seppe che era morta la zia. La Romagna è sprofondata in questa atmosfera, che ha impostato anche me: io cerco al di là, sono attenta a simboli, luci, colori. Tutto ciò, nello strano caso del Barone Gravina, si è sposato benissimo con l'ambientazione siciliana: c'è di simile il dato storico (Romagna e Sicilia sono state ambedue parte dell'Impero Romano d'Oriente) e quello ambientale, essendo due terre affondate in un paganesimo che tuttora persiste.

Oltre che scrittrice, sei anche giornalista in un'epoca in cui non è facile esserlo.
Il giornalismo come l'abbiamo conosciuto non esiste più: fino a dieci anni fa era la capacità di essere testimoni delle vicende e di esporre dei fatti. Oggi, essendo cambiati i mezzi, possiamo parlare di ciò che non vediamo: è un'altra cosa.

Se tua figlia volesse seguire le tue orme cosa le consiglieresti?
Mia figlia è sicura di poche cose, una è che non farà mai la giornalista, né la scrittrice! A un giovane consiglierei di fare il comunicatore.

Idee nuove dopo questo libro?
Ho in mente un'altra storia ma, da scaramantica romagnola, ne parlerò più in là. Comunque, sarà sempre narrativa e dark.

Un sogno nel cassetto?
Avere tanta terra mia, come la mia famiglia secoli fa, andarvi a stare e morire lì in pace

Lo strano caso del Barone Gravina sarà presentato lunedì 25 giugno 2012, dalle ore 20, alla Limonaia di Villa Strozzi 77, in Via Pisana, a Firenze.

Stefania Valbonesi ha lavorato presso il settimanale Metropoli e nelle redazioni dei quotidiani Il Corriere di Firenze e Il Corriere di Lucca. Attualmente collabora a StampToscana.it. Negli anni si è occupata di temi a sfondo sociale dedicando particolare attenzione alle problematiche abitative. Nata a Ravenna, si è laureata in Scienze Politiche con lode alla facoltà Cesare Alfieri di Firenze, con una tesi sulla multiproprietà. Ha frequentato il Seminario di Studi Parlamentari Silvano Tosi.

Stefania Valbonesi: Lo strano caso del Barone Gravina
Romano Editore, Collana Narrativa, Firenze 2012
139 pagine, 13 euro

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