A+ A A-

Carlo Chatrian nuovo direttore artistico del Festival Film Locarno

  • Scritto da Leonardo Pasquinelli

Con un consiglio d’amministrazione straordinario, il 4 settembre il presidente del Festival del Film Locarno Marco Solari ha annunciato la nomina di Carlo Chatrian a nuovo Direttore artistico. Succederà a Olivier Père, alla guida delle ultime tre edizioni, in carica fino al 31 ottobre.

Chatrian, Locarno la conosce bene, dato che collabora al Festival dal 2002 curando la sezione delle retrospettive: Moretti, Lubitsch, Minnelli, Preminger. A suo dire, durante l’edizione 2012 conclusasi neppure un mese fa, nessun sentore del nuovo incarico in arrivo. Possibile?
«osso assicurare che è così. Al di là della retrospettiva su Preminger e della consueta attività all’interno del Festival, in quei giorni non mi è stato comunicato niente. Il passaggio alla direzione artistica è stata una decisione presa successivamente e autonomamente dal Consiglio di amministrazione, in primis dal Presidente Marco Solari, che mi ha conferito un incarico di due anni.

Il direttore uscente, Olivier Père, è suo coetaneo, quarantuno anni. Un chiaro segnale di continuità nel mantenere una rassegna molto attenta al cinema giovane e per i giovani.
Olivier Père ha lavorato molto bene in questi tre anni, lasciando una propria chiara impronta. Senza dubbio alcune cose verranno portate avanti, così come l’attenzione al cinema emergente. In questo senso, è un’ottima cosa che l’avvicendamento avvenga a novembre, in modo da poter operare il passaggio di consegne in maniera più accurata. Per adesso, posso solo dire che di certo parto avvantaggiato rispetto a quando arrivò lui, per il semplice fatto di vivere il Festival di Locarno da dieci anni (Père nel 2009 giungeva dal Festival di Cannes, ndr).

Lei presiede anche la Film Commission Vallée d’Aoste. Ha in mente collaborazioni o sinergie particolari con il Festival?
Si tratta di due realtà ben diverse. Una lavora su indotto e promozione, l’altra su ricerca e qualità. Certamente le collaborazioni saranno molto importanti per Locarno, penso in particolare alle cineteche con cui lavoriamo già da anni (svizzera e francese), ma anche all’ingresso di nuove, fra cui quella italiana potrebbe essere sicuramente coinvolta.

A Venezia, quest’anno si sta registrando un calo del pubblico, già preventivato dal Direttore Barbera che di contro ha potenziato lo spazio del mercato dei film, storicamente il principale segnale del gap con i grandi festival europei. Voi in che direzione andrete?
In questo devo dire che Locarno è stato lungimirante, riservando da tempo al mercato uno spazio importante e soprattutto autonomo dalla rassegna vera a propria. Durante le proiezioni, il Festival ha la sua parte industry ben strutturata, con tre giorni di picco i cui si concentrano incontri e dibattiti. E al mercato giova anche la sezione “Open Doors”, con cui ogni anno viene puntato l’occhio su una precisa area geografica tramite proiezioni, approfondimenti e anche il conferimento di borse di studio.

Locarno è però storicamente il festival open: il pubblico ha la sensazione di poter trovare davvero film da ogni parte del mondo.
Una caratteristica che non dovremo mai perdere. L’attrattiva principale del nostro Festival è proprio la sua totale apertura. Il pubblico apprezza perché percepisce che le nostre scelte artistiche avvengono in piena autonomia, lontano dalle logiche impositive che spesso condizionano il mercato del grande schermo.

@il_trillo

per scrivere a iltrillodeldiavolo.it invia una mail a info@iltrillodeldiavolo.it o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".