A+ A A-

Intercity Festival 2012, anno 25°, Dimitri Milopulos: "A teatro anche contro la crisi"

  • Scritto da Enrico Zoi

Assolo nature di Glims&GlomsL'Intercity Festival di Sesto Fiorentino, anche quest'anno ospitato dallo spazio suggestivo e un po' anomalo del Teatro della Limonaia, compie 25 anni e, dal 29 settembre al 19 novembre 2012, presenta un'edizione in un certo senso antologica di quella proposta internazionale che da sempre lo caratterizza.
«Sarà un festival diverso quest'anno – spiega il direttore artistico Dimitri Milopulos - È un anniversario e cercheremo di dare l'idea di quanto accade in più Paesi, non in uno solo come di solito».


Quali avete scelto?
Nel 2012 ne abbiamo cinque: Italia, Finlandia, Inghilterra, Norvegia, Olanda. Ci muoviamo fra l'uno e l'altro cercando gli spettacoli più belli, senza proporre stavolta nuove produzioni. Per la prima volta presentiamo uno spettacolo che viene dall'Italia, diretto da Alessandro Macchia, su un testo di Jon Fosse: Sogno d'autunno, da Intercity Oslo. Il gruppo Bambie rappresenta l'Olanda, con il suo micidiale teatro fisico (pensi che si stiano davvero ammazzando, anche se non è così!). Dalla Finlandia arrivano i Whs, i quali, con movimenti contro natura, portano in scena una sorta di magia che sfida le leggi della gravità. C'è poi Tim Crouch, che avrebbe dovuto aprire la rassegna il 21 settembre ma slitterà al 18 e 19 novembre per problemi di salute, di fatto chiudendola. Crouch è uno dei più grandi artisti del teatro britannico: in questo caso lavorerà su Shakespeare, con lo spettacolo I, Malvolio, rivisitazione per tutte le età.
Sempre dall'Inghilterra torna Claire Dowie, che rappresenta il movimento lesbico del suo Paese e che a questo punto apre il festival il 29 settembre: il suo H to He è una specie di viaggio conoscitivo all'interno dell'uomo che è in lei.
Anche il cinema quest'anno si tinge di inglese, con una carrellata, il 26 e 27 settembre di film targati UK che hanno fatto la storia del cinema. Dalla Finlandia giunge la danza dei Glims & Gloms, con un assolo di balletto classico con un ragazzo che balla nudo in scena, facendo dimenticare il consueto accostamento tra nudità e sesso: resta il puro godimento del movimento del corpo. Per la seconda volta per Intercity torna dalla Norvegia la Jo Strömgren Kompani. Lui è uno dei maggiori artisti internazionali: a Intercity 2012 porterà A tribute to Ping Pong, un insieme di teatro/danza. E poi letture e incontri.

Dunque è una specie di Intercity Follies?
Sì, un'antologia di Paesi per festeggiare il quarto di secolo: non è scontato arrivare a 25 anni!

Già, come ci si arriva?
Come abbiamo iniziato: abbiamo iniziato perché eravamo curiosi, volevamo aprire una finestra, un collegamento tra l'Italia e l'estero, per cercare di arricchire il nostro teatro importando il meglio di quanto succede oltre i confini. Per fare questo non si antepone mai noi stessi, ma si sta nel retroscena, cercando di diventare servitori: tutto il resto, stipendi compresi, diventa secondario. Così ci si arriva!

Tu giungi a Firenze dalla Grecia molti anni fa.
Sì, venni qui per studiare e incontrai il teatro nel 1985, nella fattispecie Barbara Nativi. Lavorando insieme negli anni siamo cresciuti tutti, ognuno in maniera diversa, seguendo ciascuno i propri mestieri. Io partii come scenografo e grafico, mentre Barbara faceva la regista. Poi nacque il Festival, intorno al Festival il Teatro della Limonaia, e poi giravamo l'Italia con spettacoli come Le Cognate, L'importanza di chiamarsi Ernesto e altre creazioni. Poi purtroppo Barbara sette anni fa è morta e da allora mi sono ritrovato in una situazione molto difficile, perché gli avvoltoi stanno sempre intorno! Però il nostro progetto artistico è stato più forte di loro, mi ha tenuto su e, con l'aiuto dei più stretti collaboratori che continuano a starmi vicino, sono riuscito a far sì che niente sia andato perso e, anzi, tutto sia cresciuto.

Quindi si può?
Si può, tutto si può!

Allora, se tutto si può, ce l'avrai un sogno nel cassetto!
In questo momento il sogno è superare la crisi, non in maniera solo personale, ma come struttura, come teatro. Vedo tanto malessere intorno a me e anche qua dentro, perché comunque la crisi c'è, è inutile negarlo. Dall'estero arrivano solo minacce, dal governo pure, quindi il futuro è incerto. Se oggi c'è un sogno nel cassetto è sopravvivere e continuare.

Anche perché da gennaio parte la stagione.
Sì, ma quella è ancora da fare! Però ci sono spettacoli in progettazione. Li sto costruendo adesso.

Cartellone.

@il_trillo

per scrivere a iltrillo.eu invia una mail a info@iltrillo.eu o contattaci sui nostri profili "Twitter""Facebook".