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[i] Alessandro Baricco: “Due o tre anni dedicati alla nuova Scuola Holden, ma non vivo senza scrivere”

  • Scritto da Enrico Zoi

Alessandro Baricco è in giro per l'Italia. Non per promuovere un suo libro, bensì per annunciare la nuova Scuola Holden. Storytelling & Performing Arts, che, compiendo vent'anni, diventa più grande non solo di età, ma anche per sede, attività, corsi e numero di iscritti. La partenza è fissata per l'8 ottobre 2013 e i termini per le iscrizioni sono già aperti: c'è tempo infatti fino al 21 giugno. Sul sito della Scuola, c'è scritto che 'si diventa grandi'. In che senso?
Che finora abbiamo preso trenta ragazzi e invece ne accoglieremo duecento all'anno, che abbiamo una sede nuova, molto più grande, come più grandi saranno sogni e pensieri.

Dunque crescono pure le materie?
Sì, perché, da una scuola di narrazione, la Holden diventerà in tutto e per tutto una vera scuola di cinema, teatro, serialità, crossmedia, giornalismo e anche scrittura.

Il primo termine utilizzato per la scuola è lo storytelling e, tra gli esempi portati sul sito per spiegarne il significato, si va dai punti vendita dell'Ikea al teatro di Giorgio Strehler. Cosa unisce queste due entità all'apparenza molto distanti fra loro?
Sono tutte narrazioni. Anche Ikea deve raccontare se stessa: il suo collocare i salotti prima delle cucine o dopo il bagno è un linguaggio preciso, racconta una storia e un certo modo di stare al mondo. E ciò avviene con un linguaggio armonico e coerente. Quella è una narrazione. Poi uno può anche scrivere Cent'anni di solitudine: è un'altra cosa, ma sempre narrazioni sono.

Il Baricco docente come comincia una lezione alla Scuola Holden?
Dipende! Alle lezioni della Scuola Holden si può anche essere in pochi, le classi sono piccole, quindi, se mi trovo davanti trenta ragazzi, se non meno, inizio in modo molto naturale: stiamo facendo un lavoro insieme, ci mettiamo lì e partiamo.

E il Baricco scrittore cosa fa quando inizia a scrivere il suo prossimo libro?
Non ho abitudini nella vita, nessuna, quindi ogni volta cambio.

Dopo l'8 ottobre, una volta partiti i nuovi corsi, a parte insegnare cosa farà?
Per due o tre anni voglio seguire la scuola. Come è successo vent'anni fa quando abbiamo aperto la sua prima versione, all'inizio bisogna curarla, come i bambini.

Quindi, solo quello?
Naturalmente non vivo senza scrivere, quindi qualcosa di sicuro scriverò!

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