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[i] Joe Vescovi: “Ritorna Atlantide dei Trip come non l'avete mai sentito, nel ricordo di Wegg Andersen"

  • Scritto da Enrico Zoi

1972: il vinile di Atlantide, long playing dei Trip fra i più belli del progressive italiano, è una delle migliori notizie musicali dell'annata. 11 giugno 2013: la Sony Music celebra i quarant'anni dello storico album con l'attesissimo digipack celebrativo, una legacy edition in doppio cd e doppio vinile, comprendente il disco concept del 1972, rimasterizzato, e la registrazione del tour dei Trip Live in Tokyo 2011. All'epoca di Atlantide, la band angloitaliana è composta da Arvid Wegg Andersen (basso e voci), scomparso poco più di un anno fa, Furio Chirico (batteria) e Joe Vescovi (tastiere, voci). Come è nato questo digipack del quarantennale?
È stata un'idea fortuita – risponde Joe Vescovi -, nel senso che siamo stati guidati dal caso. Da tempo, la Sony Music ha reclutato tutto ciò che aveva l'Rca, passando attraverso la fase Bmg, nel 1987, poi Sony Bmg, quindi solo Sony. Pur continuando a ricevere le royalties dei primi tre album dei Trip, avevo perso i contatti con la Sony, ma lo storico impresario romano Pino Tuccimei, tramite il direttore marketing Sony Paolo Maiorino, appassionato di prog, mi ha messo in contatto con Renato Meli, ex bassista di Enrico Ruggeri, altro amante del prog e vecchio fan dei Trip. Pensa il caso: io conosco Meli da trent'anni, senza sapere che fosse alla Sony! Insomma, il tutto nasce tra il 25 marzo e l'11 giugno di quest'anno: un mese e mezzo per il quarantennale di Atlantide, al quale abbiamo aggiunto il bonus del Live in Tokyo 2011, che è pure l'ultimo nostro concerto con Andersen. Abbiamo fatto le corse per rimasterizzare, mixare, ecc., ma poi è uscito un lavoro davvero notevole: ne è valsa la pena.

C'è un tour in previsione?
Per ora no, non c'è stato tempo di organizzarlo. Adesso ci dedichiamo alla promozione. Però abbiamo un importante concerto il 2 agosto al Piper di Viareggio, sempre tramite Tuccimei, con il quale stiamo cercando di rimettere in piedi quello storico tempio della musica prog, e non solo. Un tour italiano partirà senz'altro in autunno, in collaborazione con la Sony. Poi ci saranno eventi all'estero: l'anno prossimo andremo a due festival, Portogallo e Messico, e torneremo in Giappone.

La situazione del prog oggi: chi lo ascolta? Chi lo suona?
I gruppi storici di un tempo, dalla Pfm al Banco, ci sono quasi tutti, sebbene alcuni siano da risistemare, come La Nuova Idea: sto spronando Paolo Siani a rimettere insieme la band, come ha già fatto Il Rovescio della Medaglia. Ci sono comunque anche delle formazioni nuove: a Viareggio il 2 agosto ci saranno dei ragazzi di Firenze, Le Porte Non Aperte, sui vent'anni di età; a Genova c'è Il Tempio delle Clessidre. Insomma, c'è movimento, anche se la maggior parte siamo sempre noi delle band storiche: siamo partiti prima e la sappiamo un po' più lunga, ma io sono contento se vengono fuori gruppi emergenti.

Un sogno nel cassetto?
Riportare il prog a com'era negli anni '70, benché, con i tempi che corrono, sia molto difficile da realizzare. In ogni caso, non dico di arrivare alle folle oceaniche, come i 55mila di Parco Lambro, ma almeno far capire ai giovani che, oltre alle discoteche, esiste altro. Sto comunque notando che il nostro pubblico attuale ha un'età media fra i 35 e i 50 anni e che cresce la minoranza di giovani interessati. La cosa andrebbe spinta, ci vorrebbe l'aiuto dei mass media e questo oggi un po' manca. Ci si sta riuscendo, ma si fatica un po'.

@il_trillo

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