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[i] Sandro Lombardi: “Il teatro è corpo e parola. La prossima stagione? Non si sa come di Pirandello"

  • Scritto da Enrico Zoi

Di Sandro Lombardi, originario di quella Poppi dalle cui mura si ammira la piana di Campaldino, nell'Aretino, quella della nota battaglia cui prese parte anche Dante, i letterati ricorderanno l'attività di scrittore, in particolare il romanzo Gli anni felici (2004), gli spettatori del bel teatro il suo ricco percorso sul palco, spesso insieme a Federico Tiezzi, i cinefili il suo inquietante ruolo di piromane in Ivo il tardivo (Alessandro Benvenuti, 1995). E molte altre cose. Ho sempre pensato che, data l'intensità e la grande poliedricità della tua attività teatrale e letteraria, l'arte della parola scritta e/o recitata attraversasse la tua persona e soprattutto la tua anima e la tua coscienza come un sistema cardiovascolare. Mi sbaglio?
No, non ti sbagli. Anche se risalgo agli anni del teatro gestuale, ricordo che avevo bisogno di interiorizzare un testo, delle parole alle quali associare gli impulsi necessari ad agire sulla scena. Spesso gli attori distinguono fra teatro del corpo e teatro della parola. È una distinzione fuorviante: la voce, strumento mediante cui passa la parola, fa parte del corpo, è corpo. È attraverso la voce che la parola (il verbo) s'incarna.

Teatro, poesia, scrittura letteraria e non solo, cinema. Cosa ti spinge a dedicare la tua creatività alternativamente a ognuna di queste espressioni artistiche? Le occasioni che ti offre l'insieme delle proposte lavorative, la tua ricerca personale o tutti e due i fattori?
Certamente mi sento aperto alle opportunità, alle occasioni, intese in senso montaliano come momenti in cui si apre un varco alla conoscenza.

Quando leggi per tuo piacere personale, quali libri preferisci?
Poesia, narrativa.

Ultime notizie dal tuo fronte artistico?
Dopo i reading su Sant'Agostino per il Meeting di Rimini e su Marcel Proust per il Festival della Mente di Sarzana, e All'ombra delle fanciulle in fiore per Radio3, per la stagione 2014-2015 sto preparando Non si sa come, di Luigi Pirandello.

Un sogno nel cassetto?
Moltissimi ma, come mi sveglio, svaniscono e con entusiasmo abbraccio la realtà.

@il_trillo

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