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[i] Tessa Bernardi: si gira Nocte, thriller tutto in una notte con un occhio a Dario Argento

  • Scritto da Enrico Zoi

Dopo aver esordito nella regia cinematografica con la commedia di costume in salsa toscana 10 ragazze, la fiorentina Tessa Bernardi torna dietro la macchina da presa per dirigere Nocte, un inquietante thriller dai risvolti insieme antropologici e sociologici che uscirà nelle sale l'anno prossimo ma le cui riprese si stanno concludendo in queste settimane. Nocte, una storia tra teatro e cinema.

Parlacene senza svelare come va a finire!
Nocte in latino significa nottetempo, perché la trama si svolge nell'arco di una notte, dalla sera alla mattina. È un thriller ambientato quasi tutto all'interno di un teatro e Nocte è anche il titolo dello spettacolo che dovrebbe essere messo in scena in quello spazio. È una storia sull'aggressività e sui conflitti in una situazione come l'attuale, in cui la gente impazzisce per niente. Lo vediamo ogni giorno: ci si picchia per un parcheggio! In questo clima di violenza latente, il governo, a causa della crisi, privatizza la sanità. Alla notizia le persone scendono in strada, scoppiano manifestazioni spontanee e tutta l'aggressività esplode. Il gruppo che sta preparando lo spettacolo all'interno del teatro ha spento cellulari e computer per la prova generale, così nessuno sa cosa sta succedendo fuori. E qui mi fermo!

Il titolo latino?
La scelta del latino nasce dal fatto che il titolo originario Nella notte non mi sembrava particolarmente incisivo: invece questa unica parola rimane certo più impressa. Il latino va sempre forte!

Un drastico cambio di rotta dopo la commedia di costume di 10 ragazze: i motivi?
La nostra casa di distribuzione, la Whiterose Pictures (piccola, ma molto attiva: infatti ci porterà anche al cinema), mi ha chiesto un thriller, secondo la loro tradizione. È un genere che a me è sempre piaciuto molto. Appartengo alla generazione degli anni '80, quando la televisione non aveva filtri e potevo vedere tutti i film sul piccolo schermo, anche L'ora del topo, la rassegna horror dei tempi mitici di Tele Libera Firenze! Nello stesso tempo, mi piaceva continuare a raccontare qualcosa sulla nostra società, non più dal punto di vista dello scherzo. In ogni caso, sono entrambi due generi di evasione, la commedia in un senso, il thriller nel senso del fiato sospeso. In ambedue i casi ho cercato di dire qualcosa: spero di esserci riuscita!

Come hai potuto condurre in porto questa produzione indipendente?
La distribuzione c'era, la troupe pure, ho riscritto un precedente progetto, troppo costoso, con questo a zero budget e ho messo in società gli attori, che, ricordo, sono Emanuela Mascherini, Claudio Corona, Aulo Sarti, Federica Bertolani, Daniele Ricci, Marta Rossi Romanelli, Giulio Neglia, Leonardo Venturi, Gabriele Tiziani, per lo meno quelli principali. Il film è di tutti: quindi, se va bene, va bene per tutti.

Quindi Nocte è anche un suggerimento di autoproduzione per il cinema indipendente in tempi di crisi?
L'alternativa è stare a casa ad aspettare. Io credo molto in una vignetta di Mafalda che si conclude così: 'Se desideri davvero qualcosa, comincia a farlo'. Per fortuna, il gruppo di lavoro creatosi con 10 ragazze era d'accordo con me ed era libero nel momento in cui ho proposto l'operazione, compresi alcuni ragazzi che studiano cinema a Roma e sono venuti volontariamente sul set. Una serie di contingenze ha reso possibile il progetto. Soprattutto devo ringraziare il Teatro Aurora di Scandicci (Firenze): è la location principale, il personaggio in più, insomma uno dei protagonisti del film. L'Aurora ci ha adottato! Per un mese ci hanno dato gli spazi e abbiamo mangiato alla loro pizzeria. Grazie anche al Comune di Scandicci che ci ha dato il patrocinio.

Ti piace il thriller: a chi ti ispiri?
Vengo dagli anni '80 ed ero appassionata del primo Dario Argento e dell'intera produzione italiana di quegli anni, molto interessante anche dal punto di vista tecnico, con innovazioni alle quali altri si sono ispirati e che noi abbiamo apprezzato in un secondo tempo perché siamo un po' esterofili: riscopriamo noi stessi quando gli altri ci lodano!

Nocte sta fra teatro e cinema: tu cosa ami di più?
Sono molto differenti. Nel teatro crei la realtà insieme agli attori, ma tutto si svolge qui e ora: c'è una realtà oggettiva, in cui dobbiamo raccontare una storia, dimostrando bravura nel far sì che il pubblico accetti la nostra proposta e dimentichi la realtà oggettiva in cui ci troviamo. Nel cinema, la realtà si costruisce: a seconda dell'inquadratura che faccio e dell'emotività che creo con la fotografia e con la musica, io definisco agli spettatori cosa esiste e cosa non esiste. Per la megalomania del regista è bello il cinema!

Un sogno nel cassetto.
Il sogno nel cassetto lo sto quasi realizzando: sto scrivendo un progetto nuovo con Alessandro Paci, che riprenderà il vecchio filone dei film a episodi e sarà brillante, affrontando temi impegnati. Anche in questo caso ci sarà una nuova evoluzione.

@il_trillo

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