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[i] Fulvio Infante e La favola dei suoni: al liceo Galileo si fa lezione con Mimmo Cavallo e Beppe Dati

  • Scritto da Enrico Zoi

La favola dei suoni. Ha un titolo evocativo il percorso didattico che, dal 19 novembre 2013 ad aprile 2014, seguiranno gli studenti del Liceo ginnasio statale Galileo (storica scuola superiore del centro di Firenze): cinque incontri con parolieri e cantautori per approfondire tecniche e meccanismi necessari all'elaborazione di un testo con destinazione musicale nella forma canzone. Si inizia con Mimmo Cavallo e Beppe Dati. L'iniziativa è frutto della collaborazione fra il giornalista e produttore Giancarlo Passarella e uno dei docenti della scuola, Fulvio Infante.

Infante, il rapporto tra musica e parole attraverso la forma "canzone" è, in senso buono, una sorta di pozzo senza fondo. Perché si continua (giustamente) a indagare?
Semplicemente perché la canzone è una forma di comunicazione diretta e immediata – risponde Infante -, capace di suscitare emozioni, parlare al cuore e al cervello, a volte anche alla pancia di chi ascolta.

Che con l'avvento dei cantautori degli anni Sessanta il rapporto tra testo e musica sia mutato è indubbio, ma in che cosa consiste tale cambiamento?
In quanto forma di comunicazione, la canzone ha interpretato e veicolato i mutamenti della società. Dagli anni Sessanta è aumentata la voglia di partecipare e di esprimersi pubblicamente: di questo si sono fatti portavoce in particolare i cantautori.

E nell'ultimo mezzo secolo qual è stata la trasformazione più importante della forma canzone?
In Italia la trasformazione più importante che ha subito la forma canzone è stata senz’altro quella attuata dalla scuola genovese, che ha superato lo schema classico strofa+ritornello, ha abbandonato l’imperativo della rima e ha aperto il testo a argomenti disparati, non solo l’amore di coppia.

Gli studenti vedono l'esperienza della Favola dei suoni come un'occasione di ricreazione intelligente o come un momento di accrescimento nello studio della musica e della letteratura?
Stiamo iniziando ora quindi non so quale sarà l’impatto del ciclo di incontri La favola dei suoni. Spero sia l’occasione per riflettere ma anche per accendere delle passioni. Tra l’altro credo sia importante che i ragazzi, attraverso la voce degli autori, possano capire che creare una canzone “popolare” comporta professionalità e impegno.

Quali canzoni ascoltano gli adolescenti di oggi?
La generazione giovane attuale si caratterizza per una grande eterogeneità di gusti in campo musicale. Prevale forse l’hip-hop, ma c’è anche chi ascolta Francesco Guccini e Fabrizio De André. Nessuna tendenza domina come in certi periodi del passato.

Quali insegnamenti sta traendo lei, da professore, da questa esperienza?
Ogni attività che intraprendo mi arricchisce nel bene e nel male. Spero di ricevere anche attraverso l’organizzazione del percorso La favola dei suoni, realizzato con l’indispensabile supporto di Giancarlo Passarella, spunti proficui per migliorare la mia professione di docente.

Dopo Mimmo Cavallo il 19 novembre e Beppe Dati il 6 dicembre, si può avere qualche anticipazione sui prossimi nomi del programma di incontri?
Non posso anticipare nomi perché siamo in attesa di conferme, ma ci auguriamo di chiamare a intervenire autori e autrici italiani che praticano generi musicali diversi.

@il_trillo

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