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Magic Valery e Ranieri Bustelli: “Stupire e divertire, come suggeriva il Mago dei Maghi”

  • Scritto da Enrico Zoi
Ranieri Bustelli era e forse è ancora Il mago dei maghi, ed è proprio questo il titolo che l'autrice del libro, Valeria E. Russo, docente, saggista, videomaker e appassionata di giochi di prestigio (in arte Magic Valery), ha scelto per il volume con dvd che ha dedicato al più grande illusionista italiano del secolo scorso, inventore del genere della “rivista magica”, originario di Tuscania, ma fiorentino di adozione.
Chiediamo a Valeria Russo: chi era Ranieri Bustelli e perché hai deciso di raccontarne la storia?
Ranieri Bustelli è stato il più grande illusionista italiano della metà del '900, famosissimo all'epoca della grande rivista italiana di Wanda Osiris e di Erminio Macario. Ed è stato il primo in Italia ad intuire che ci poteva essere uno spazio per una rivista magica sul modello delle grandi riviste magiche americane e dei grandi prestigiatori d'Oltre Oceano e ad avere capacità, passione e intuizione per la magia, nonché le attitudini imprenditoriali. Creò una vera e propria compagnia di giro, che calcò le scene dei più grandi teatri italiani, dalla Pergola di Firenze all'Adriano di Roma, fra gli anni '30 e gli ani '50 del secolo scorso. Un personaggio di primo piano nella cultura teatrale nazionale, non solo nella prestigiazione. Io gli ho dedicato questo documentario più libro Il mago dei maghi. La vita straordinaria di Ranieri Bustelli perché, nonostante la sua grandezza, non ci sono state finora né ricostruzioni biografiche, né della sua carriera artistica, a parte le due piccole ma importanti eccezioni di due libri di storia della magia, uno di Silvan e uno di Vinicio Raimondi, in cui qualche accenno c'era. Per il resto, Bustelli è stato un prestigiatore che, anche all'interno del suo stesso mondo, è stato noto, sì, ma anche dimenticato, messo da parte. Questo perché è vissuto in un'epoca pretelevisiva, avendo terminato la sua carriera alla metà degli anni '50: quando manca la testimonianza video, è più facile che la memoria si perda. È un po' quanto è accaduto con Totò, che ci ricordiamo soprattutto per i film, molto meno per il suo teatro. In Italia pochi hanno sentito parlare di Bustelli, ma tutti di Vittorio De Sica e di Ladri di biciclette. Ecco, uno dei manifesti affissi al muro da cui viene rubata la bicicletta è proprio del nostro mago dei maghi! Questo per testimoniare la sua importanza.

Cosa rendeva Bustelli unico o comunque particolare?
Portò il teatro della magia e dell'incredibile in un'Italia povera. Erano gli anni della guerra e del dopoguerra e c'era voglia di sognare. La rivista dava spettacolo, era il teatro del divertimento, della fantasmagoria dei costumi, delle belle donne. Lo spettacolo di Bustelli era molto ricco, con consistenti cambi di scena e una durata di due ore, e lui era uno che, nel suo mondo, sapeva fare tutto: grandi illusioni, numeri di mentalismo, magia comica. E poi era un gentleman, che appariva sula scena vestito come un prestigiatore classico, con cilindro e mantello. Stiamo parlando di un'epoca in cui, nell'immaginario collettivo, il mago per eccellenza era quello dei fumetti, Mandrake. E Bustelli è Mandrake in carne e ossa! Quindi il motivo del suo successo è legato alla sua maestria, alla ricchezza del suo repertorio e anche al fatto che allora i prestigiatori erano pochissimi e non c'era nemmeno un club magico, a differenza di oggi.

Come ne hai ricostruito la storia?
Il mio è stato un lavoro molto lungo, necessario a reperire i materiali, poiché la mia idea è stata fin dall'inizio quella di realizzare un documentario, testimoniando attraverso le parole di chi aveva visto la rivista e conosciuto Bustelli che tipo di spettacolo egli facesse: spettatori particolari come prestigiatori, in primis il Maestro Silvan, che lo conobbe all'inizio degli anni '50, quando era ancora giovane e si chiamava Saghibù: Sa per Savoldelli (il vero nome di Silvan), Ghi per Ghigi, altro suo maestro, e Bu per Bustelli. Il primo a cui ho pensato per il documentario è stato lui. Poi molti prestigiatori che hanno conosciuto Bustelli a Firenze, dove visse dal 1939. La prima fase di lavoro sul documentario sono state dunque le fonti orali, poi foto di scena, locandine, giornali, riviste, manifesti. Tutte fonti disseminate in archivi, biblioteche, collezioni private, o presso il Circolo Amici della Magia di Torino. L'apparato iconografico è venuto decisamente notevole e dà l'idea di un prestigiatore di primo livello dagli scenari strepitosi. E poi tanta rassegna stampa.

Qual era la sua magia o trucco numero uno?
Era eccelso in tutto, ma sarà ricordato per un numero assolutamente originale del suo spettacolo: l'apparizione di un neonato da un cilindro!

Insieme al documentario, c'è poi il libro.
Sì, un volume fotografico pubblicato anche grazie al contributo del Circolo Amici della Magia di Torino da Florence Art Edizioni. La postproduzione del dvd è stata resa possibile da Fondazione Sistema Toscana.

Parli di Bustelli con molto trasporto, ma, visto che hai un nome d'arte come Magic Valery, sei anche tu una maga?
Io ho due grandi passioni. La prima è il cinema e già da vari anni vi lavoro. La seconda è l'illusionismo, la magia, e faccio anche alcuni spettacoli per bambini, iscritta a tutte le associazioni e club. Del resto, il cinema è dall'inizio magia: pensiamo a Georges Méliès. Quanto al nome d'arte, beh, io mi chiamo Valeria e Magic Valery mi dava un tocco di internazionalità. Per i piccoli sono Magic Valery, per i grandi semplicemente Valery.

Qual è la situazione della magia oggi in Italia?
L'arte della prestigiazione ha avuto una grande trasformazione nel '900. Bustelli, nel suo laboratorio fiorentino nel quartiere delle Cure, è stato uno dei primi nel nostro Paese a creare e vendere giochi di prestigio, procurarsi i quali fino agli anni '50 era difficilissimo. Ecco perché per molti decenni i prestigiatori erano anche artigiani. Poi le cose sono cambiate con la presenza di case magiche e negozi specializzati via via aperti a un pubblico sempre più vasto. I prestigiatori di oggi hanno a disposizione vari canali. Esistono associazioni magiche molto quotate, come il Club Magico Italiano e vari circoli di magia, per cui è è più facile essere consigliati. Il problema non è usare un attrezzo magico, che ormai trovi anche su internet, ma stupire con la magia avendo coscienza di cosa sia uno spettacolo di questo tipo, che non si può avere se non consultandosi con altri prestigiatori. Un'occasione ghiotta in tal senso sarà nel luglio 2015, quando a Rimini si svolgerà il Fism - World Championships of Magic, le nostre Olimpiadi! Senza arrivare fin lì, chi vuole fare magia in Italia oggi può farlo e farlo bene, confrontandosi con altri prestigiatori, leggendo e cercando di capire quale personaggio si voglia mettere sulla scena: se si ha un carattere scherzoso è difficile fare il mentalista, se si è molto seri non si può fare il mago per bambini! E poi ci vuole una grande passione. Per fortuna ci sono anche tanto talent show su questo tema. È bello cercare di stupire in un mondo in cui l'elettronica non ci fa stupire quasi più di niente! Stupire e divertire, come suggeriva Bustelli.

@il_trillo

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