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Elena Torre e il segreto dei custodi della fede: l'importanza di custodire

  • Scritto da Enrico Zoi
La giornalista e scrittrice viareggina Elena Torre è di nuovo in libreria con il recentissimo Il segreto dei custodi della fede, ultimo di una lunga serie di saggi, racconti e romanzi. Laureata in Lettere moderne con indirizzo storico–artistico, ricordiamo, tra le sue opere, Storie dei cinque elementi, del 2012, scritto in coppia con la bolognese Anna Marani, con la quale ha già edito tre romanzi dedicati al commissario Vincenzo Biagini e al maresciallo Puccinelli. No spoiler, ma cosa significa il titolo e cosa racconta il tuo ultimo libro?
Non posso certamente svelare un segreto! Quello che posso dire è che mi affascina il verbo custodire nelle sue varie accezioni: da sorvegliare a prendersi cura, da proteggere da pericoli a conservare e ancora nutrire. Immaginare che oggi ci sia ancora chi si prende l’impegno di custodire qualcosa mi fa stare bene. Il libro si apre con un’aggressione ai danni di una nota scienziata nella sua casa di Ginevra mentre contemporaneamente, in un piccolo paesino della Toscana, a Camaiore, un giovane archeologo durante i lavori di riqualificazione di una vecchia pieve, scopre una carta su cui è tracciata una porzione della Via Francigena. Intanto nella vicina Lucca, in pieno centro storico, un violento fatto di sangue sconvolge gli abitanti: il cadavere del custode del Museo della Cattedrale viene trovato posizionato al centro della piazza del duomo come Il Matto, l’Arcano Maggiore dei Tarocchi.

Rispetto alla tua produzione letteraria precedente prevale la continuità o la novità? Penso soprattutto ai romanzi dedicati al commissario Biagini e al maresciallo Puccinelli.
La novità è che, a differenza della trilogia dedicata alle avventure del commissario Biagini e del maresciallo Puccinelli, scritta a quattro mani con la mia ‘socia’ Anna Marani, questa volta sono l’unica autrice; mentre la continuità è garantita dal fatto che, ad indagare sull’omicidio di Lucca, sarà chiamato proprio il commissario Vincenzo Biagini. Si tratta di un romanzo molto articolato e a parer mio coinvolgente.

C'è del mistero nel tuo libro: tu credi nel soprannaturale?
Credo nella natura e nella sua indiscussa perfezione. Ci sono cose che non siamo in grado né di vedere né di sentire e che pure esistono, come i raggi infrarossi o gli ultrasuoni, ma questo non significa che non facciano parte della nostra realtà. Penso che nell’invisibile ci sia un mondo che potrebbe risultarci familiare fra non molti anni, il tempo di evolvere tecnologicamente o personalmente. Credo nell’energia, certo, ed ho fede.

Come incidono sulla scrittura i nuovi linguaggi, le nuove tecnologie e i social e tu ne sei in qualche modo influenzata?
Come incidano sulla scrittura in sé non so dirtelo. Se questo accade nella mia prosa non ne sono cosciente. Ovviamente respirando in un presente dove ci si esprime in un certo modo viene quasi naturale utilizzare determinate espressioni. Di certo non amo abbreviazioni o storpiature. Neologismi come ‘googlare’ o ‘laikare’ mi fanno venire la pelle d’oca, ma anche ‘apericena’ non è da meno. Questo però non significa che non ne tenga conto quando devo far parlare personaggi di una generazione diversa dalla mia: sarebbe anacronistico leggere un dialogo di un diciassettenne che si esprime come un giovane dell’Ottocento.

Domanda simile ma sul versante editoriale: tra e-book e libro cartaceo, chi la spunterà?
Battaglia aperta ma anche di facile risoluzione dal momento che l’uno non esclude l’altro. Credo che, su un piatto della bilancia, a parità di contenuto, ci sia da una parte la praticità di avere un’intera biblioteca in pochi grammi e, dall’altra, il fascino indiscusso di un ‘oggetto’ che si annusa, si sfoglia si accarezza. Io tifo per il libro di carta, ma a spuntarla mi sa che sarà l’e-book.

Un sogno nel cassetto.
Ora che c’è più spazio visto che il sogno che stava lì dentro ha raggiunto il suo posto nel mondo della materia, vedo che ce ne sono molti altri pronti a farsi conoscere… poter continuare a pubblicare altre avventure con gli stessi protagonisti de Il segreto dei custodi della fede è sicuramente il più vicino, ma in generale potermi permettere il lusso di trascorrere il mio tempo facendo quello che amo con le persone e gli animali con cui ho scelto di vivere circondata dalla natura e dal silenzio. Questo è il cassetto per i desideri personali, poi c’è tutto quello che sogno per gli altri, ma è privatissimo!

@il_trillo

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