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[i] Marina Malfatti: 'sono stanca'

  • Scritto da Elena Meynet

Uguali e diverse come le due Sorelle Materassi che interpretano con la regia di Maurizio Nichetti, anche Marina Malfatti (Teresa) e Simona Marchini (Carolina) affascinano per quel loro essere splendidamente attrici di teatro e non solo.
La Malfatti si muove, parla, sorride come una regina, aristocratica nel portamento quanto naturale sulla scena. Le sue frasi non tradiscono mai inquietudine, anche quando vorrebbe dire "basta, lasciatemi in pace" dalle sue labbra esce come un intercalare scaramantico "faccio teatro da quarant'anni", quasi a giustificare la sua bravura, il talento teatrale scoperto quasi per caso.

"Ero molto giovane - racconta - quando mi sono sposata e poi, dopo solo sei mesi, mi sono ritrovata sola. Qualcosa dovevo pur fare. Mi sarebbe piaciuto girare il mondo come giornalista e qualche articolo l'ho scritto, ma mi sembrò troppo faticoso. Mi sono invece trovata a studiare da attrice, per caso a Parigi, ed ora, dopo quarant'anni e tanti successi a teatro e in televisione, comincio ad essere un po' stanca".
Già da una stagione interpreta Teresa Materassi e, come spesso ama fare, inserisce negli spettacoli curati dalla sua Compagnia anche attori giovani: "Vedo che oggi fanno molta fatica - prosegue con fare materno -ma vengono a raccontarmi, e lo vedo anch'io, che anche nei provini non è più come una volta. Spesso i giovani attori si presentano, si mettono alla prova, ma il ruolo è già stato assegnato fin dall'inizio. Il teatro sta facendo molta fatica, possiamo anche parlare di crisi. Soffre ma non muore. Il contatto con il pubblico è introvabile altrove, passa dalle viscere. Invece adesso vediamo molto cattivo teatro, ma credo che dipenda soprattutto dalle brutte cose che si vedono in televisione, come i reality di cui si parla tanto".
La carriera di Marina Malfatti è costellata di grandi lavori e bei successi: "Ho girato film con i Taviani, ho fatto tanti gialli - ricorda ancora - ma la mia vita è soprattutto a teatro. Nel 1974 ho interpretato Malombra di Fogazzaro, che mi ha dato una popolarità immensa; è stata poi la volta di Elettra, con Diego Fabbro, che mi è valsa la Maschera d'argento. Trovo che sia un incontro fra l'eroina classica e la donna moderna, così come Antigone non è altro che un modo femminile per realizzarsi. Palazzeschi è stato una riscoperta: volevo riportare alla luce questo autore realista e surreale e la regia di Maurizio Nichetti interpreta bene questa esigenza". Anche le scenografie, infatti, ricordano certi dipinti di Giacomo Balla, con le loro cassettiere alte fino al soffitto, le scale contorte, l'essenzialità complessa del mobilio sul palcoscenico.
"Le Sorelle Materassi", in questa proposta originale, sta riscuotendo un enorme successo di pubblico fin dalla scorsa stagione: "Potremmo continuare anche per un altro anno, tante sono le richieste, ma comincio ad essere stanca - torna a dire Marina Malfatti - Faccio l'attrice da quarant'anni e mi sembra quasi il momento di cambiare". Intanto (per ora), la si aspetta ancora a teatro con nuove produzioni, come la spiritosa Gallina vecchia di Augusto Novelli, con la regia di Piero Maccarinelli, oppure il significativo Sarah di Erich-Emmanuel Schmitt che il prossimo maggio celebrerà ad Ivrea il centenario della morte di Giuseppe Giacosa con questo omaggio alla divina Bernardt con l'interpretazione di un'altra regina del palcoscenico.
Elena Meynet

Aosta, 6 dicembre 2006
Saison Culturelle - Teatro Giacosa

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