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[r] Claudio Cerasuolo: Nero su bianco

  • Scritto da Laura Costa Damarco

Claudio Cerasuolo, Nero su bianco
Priuli&Verlucca, Ivrea (TO) , 2004
384 pagine, 9,9 euro

La copertina del libroClaudio Cerasuolo, ex capitano d'aviazione, giornalista, redattore della cronaca giudiziaria prima al Gazzettino di Venezia, dove è nato, poi a La Stampa per oltre vent'anni, ha esordito nella narrativa nel 1994 con Partita a tre. Lo scenario del secondo romanzo, Il sosia, edito nel 1996, è torinese e raffigura uno spaccato impietoso della macchina giudiziaria italiana, lenta, imperfetta, ma capace di stritolare tutto ciò che trova sulla sua strada. Nel 2001 pubblica il suo terzo libro, Il corniciaio di Amsterdam che gli vale subito i riconoscimenti del pubblico e della critica. Il sodalizio con Priuli & Verlucca, editori, nato dalla collaborazione alla rivista Pagine del Piemonte, si consolida nel 2002 con la pubblicazione del quarto romanzo, Delitti d'autore; la straordinaria somiglianza del protagonista, il brigadiere Soro, con un eroe realmente vissuto ha attirato all'autore l'attenzione e la stima del Centro Studi della Polizia di Stato.

Sesso, gastronomia, stupri, pestaggi, un delitto con relative indagini, depistaggi, vicoli ciechi e, infine, scoperta dell'assassino: nell'ultimo libro di Claudio Cerasuolo compaiono tutti gli lementi del giallo d'aiutore, quelli cui ci hanno abituato - pur nella profonda diversità di stili e di temperamento - Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli.

Niente di nuovo, allora?
Direi proprio il contrario perché il romanzo Nero su bianco risulta, invece, fresco, vivace, di gradevolissima lettura, con pagine ora sapide ora emozionanti, con i profili dei personaggi che emergono gradualmente, e significativamente, fino a fissarsi indelebili nella memoria del lettore.
E non solo i profili dell'avvocato Carlo Serra, il protagonista, penalista in ascesa, cuoco eccellente, intrigante seduttore, o della bionda Stefania Dettori, "la più bella avvocatessa di Torino", non solo avvenente e inquietante femmina, ma anche abile e decisa professionista... I profili dei personaggi minori sono talora persino più incisivi nella loro essenzialità: basti pensare al vociante Massimo, con il banchetto della frutta a Porta Palazzo, pronto a commentare, celebrare o deprecare il multietnico vortice di ambulanti, clienti, spacciatori, che affollano il grande mercato di Torino, centro di prodotti, di scambi e di malavita... o alla procace Angela Lupo, la giunonica infermiera accusata di circonvenzione di incapace dagli eredi legittimi di un vecchio signore, rimasti a bocca asciutta e adeguatamente inveleniti.
Tutta la vicenda si dipana nell'arco di poco più di due mesi intorno all'assassinio di un'anziana prostituta, ma poiché il protagonista è un avvocato penalista, seguito puntualmente dall'Autore in tutti i suoi spostamenti dall'ufficio, al palazzo di Giustizia, al Tribunale, negli uffici dei gip e dei giudici, al carcere delle Vallette, il lettore compie un'autentica full immersion nel mondo torinese degli avvocati, della giustizia e della criminalità.
Un mondo indubbiamente più grigio e ripetitivo di quanto non risulti dalle pagine del Cerasuolo che, spostando abilmente l'attenzione dagli impegni professionalii alla vita privata del suo eroe, imprime al libro un ritmo serrato, avvincente e brioso e sospinge il lettore di capitolo in capitolo regalandogli il sottile, delizioso, autentico piacere della lettura.-
Indimenticabili, ad esempio, le pagine dedicate ai due innamorati, Carlo e Stefania, nell'elegante albergo di Saluzzo durante la magica nevicata, pagine sottolineate dal forte contrappunto creato dalla breve sosta dell'avvocato Serra, sempre a Saluzzo, nell'umido carcere della "Vecchia Castiglia", di fronte all'infreddolito e desolato Mabronk, appena condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione.
Da evidenziare, infine, l'insistenza dell'Autore sulla necessità di nutrire sempre un sano dubbio nei confronti delle apparenze, che spesso conducono molto lontano dalla realtà. Bianco e nero esiestono solo nella sfera dei colori, anzi dei non-colori!, non nel mondo degli uomini, dove bene e male, giusto e ingiusto, menzogna e verità sono sempre alquanto sfumati e difficilmente definibili in modo apodittico.
Laura Costa Damarco

@il_trillo

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