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[r] Massimo Ranieri e Maurizio Scaparro portano Viviani Varietà alla Pergola di Firenze

  • Scritto da Enrico Zoi

Siamo nel 1929, l'anno della Grande Crisi. Tutti, come vedremo, sulla stessa barca, anzi sul piroscafo Duilio, in cui Massimo Ranieri/Raffaele Viviani e il regista Maurizio Scaparro, con il loro Viviani Varietà, percorrono l’Atlantico da Napoli a Buenos Aires. Insieme al capocomico, la sua compagnia di attori e musicisti.


La traversata è lunga e deve incrociare Tropico del Cancro ed Equatore: proprio in occasione del passaggio sulla ipotetica linea che taglia in due in orizzontale il nostro mondo, il gruppo di teatranti occupa il primo atto di Viviani Varietà provando lo spettacolo destinato a cercare fortuna in America e il secondo nell'autentico debutto di fronte al pubblico degli emigranti imbarcati sul Duilio per festeggiare la notte in qui l’Equatore sarà intersecato dalla sua prua.
Massimo Ranieri e Maurizio Scaparro realizzano un mosaico in cui le pietruzze musicali e recitative provenienti dal repertorio di Raffaele Viviani superano i loro stessi confini e assumono la dimensione dell'affresco popolare, accogliendo e riunendo nelle sale di terza classe del Duilio il popolo vivo e sofferente: scugnizzi, ambulanti, prostitute, clandestini, la povera gente insomma che, ben oltre e più profondamente che nei Promessi Sposi manzoniani, diviene protagonista insieme ai suoi spettatori.
Lo sfondo è l'oceano immenso e blu, il teatro è la sala del piroscafo che vi si affaccia, le canzoni sono le più famose di Viviani: So Bambenella ‘e coppa ‘e quartiere, Lavvannarè, O guappo ‘nnammurato, O Sapunariello. Gli interpreti, oltre al gigantesco, perfetto e inarrivabile Massimo Ranieri, a proposito del quale fatichiamo assai ad essere oggettivi e ce ne importa il giusto, si accompagnano di volta in volta le prove, tutte ottime, degli altri attori/cantanti/ballerini e dei maestri dell'orchestra.
Popolare, abbiamo detto. Ed è assolutamente vero. Aggiungiamo un aggettivo: attuale. Sì, perché, per completare con raffinatezza e concretezza la costruzione scenica di questo bellissimo spettacolo, Scaparro, Ranieri e tutti gli altri ci dicono chiaramente che la crisi è anche la nostra, che il pubblico del Duilio siamo noi e che se il teatro e la cultura davano comunque una speranza alle persone di quella fine degli anni '20 e inizio dei '30 del '900, di un decennio cioè che avrebbe partorito i fantasmi di King Kong, terribili dittature e la seconda guerra mondiale, altrettanto essi possono fare oggi, in quest'attualità di confine, come i Tropici e l'Equatore, tra un presente nebuloso e incerto e un domani ignoto, ma che sarà comunque un domani, “un altro giorno”, per dirla conla  Rossella O'Hara di Via col vento, altra figlia di quel periodo storico e proprio della terra meta del Duilio di Viviani.
Sovviene, fra i tanti, il ricordo di un'altra imbarcazione, di quasi quarant'anni fa, La nave, di Giorgio Gaber: “Avanti avanti avanti, si può spingere di più, insieme nella vita a testa in su”.
E nasce dal cuore un commento: “Sì, stasera siamo stati a teatro!”

dal 9 al 14 aprile 2013
Teatro della Pergola
FIRENZE

Massimo Ranieri in Viviani Varietà

Fondazione Teatro della Pergola e Compagnia Gli Ipocriti, in collaborazione con 75° festival del Maggio Musicale Fiorentino

Poesie, parole e musiche del Teatro di Raffaele Viviani, in prova sul piroscafo Duilio in viaggio da Napoli a Buenos Aires nel 1929, Di Raffaele Viviani.
Elaborazione musicale Pasquale Scialò.
Regia di Maurizio Scaparro.

Con Ernesto Lama, Roberto Bani, Angela De Matteo, Mario Zinno, Ivano Schiavi, Gaia Bassi, Rhuna Barduagni, Antonio Speranza, Simone Spirito, Martina Giordano.
L’orchestra: Massimiliano Rosati, chitarra; Ciro Cascino, pianoforte; Luigi Sigillo, contrabbasso; Donato Sensini, fiati; Mario Zinno, batteria. Elaborazione musicale Pasquale Scialò.

esti a cura di Giuliano Longone Viviani.
Scene e costumi Lorenzo Cutùli.
Movimenti coreografici Franco Miseria e Massimo Ranieri

Prossime date.

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