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[r] No – I giorni dell'arcobaleno, di Pablo Larrain

  • Scritto da Enrico Zoi

No – I giorni dell'arcobaleno è il quarto film di Pablo Larrain, l'ultimo della trilogia da lui dedicata agli anni della dittatura cilena. Dopo il bellissimo Tony Manero (2008) e l'angosciante Post mortem (2010), la pellicola oggi in sala, tratta dal romanzo I giorni dell'arcobaleno di Antonio Skarmeta, ci porta nel 1988, quando Augusto Pinochet non può non assecondare le pressioni internazionali sottoponendo a referendum popolare il suo incarico di Presidente, frutto di un cruento colpo di stato ai danni del governo democratico di Salvador Allende. Con questa consultazione, i cileni devono decidere se affidare al dittatore altri otto anni di potere o mandarlo a casa, magari per gradi. È la prima volta da molto tempo in cui pure i partiti di opposizione possono accedere quotidianamente al mezzo televisivo, sebbene solo in uno spazio notturno e della breve durata di un quarto d'ora. Le possibilità di successo sono scarsissime, ma il fronte del NO, all'insegna di un semidisperato 'mai dire mai', accetta la sfida e arruola per la sua campagna un giovane pubblicitario dalle idee innovative, René Saavedra (l'attore messicano Gael García Bernal). Il coraggio e la creatività daranno ragione a lui e agli oppositori del dittatore: i SÌ saranno sconfitti.
Il film di Larrain, premio della Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2012 e candidato agli Oscar 2013 come Miglior Film Straniero, è solo in apparenza un racconto lineare di una partita persa in partenza e trasformata in vittoria grazie all'allegria e alla quasi-censura della tragica memoria degli anni del golpe. Lo stile narrativo, con il suo mixare immagini di repertorio con un girato fatto di soggettive, macchine da presa dell'epoca e conseguenti effetti vintage, ci conduce in una visione ai confini di quella stessa realtà che esso desidera rappresentare. Come a dire che le vicende, anche le più oggettive, possono accennare anziché spiegare, alludere piuttosto che delineare.
Certo, il trentaseienne regista di Santiago del Cile ci insegna la forza di chi non si arrende, l'energia vincente dei resistenti che non desistono e, da pesci piccoli, fanno un sol boccone di un mostro ben più grande e feroce di loro, nonché lo scatto di intelligenza di un'opposizione figlia dell'esperienza di Unidad Popular, e per questo legata a modi e percorsi dei primi anni '70, che sa però rigenerarsi e, a fine anni '80, decide di giocarsi il tutto per tutto con voci e mezzi nuovi.
Tuttavia, lo sguardo finale di René Saavedra, ottimamente interpretato da Gael García Bernal, è lo sguardo di un vincitore che non esulta, ma attraversa, composto ed emozionato, l'altrui esultanza insieme al figlioletto: un ibrido trionfatore, insieme protagonista e spettatore di una storia che siamo sicuri sia proprio una vittoria completa?
Del resto, è lo stesso libro di partenza di Skarmeta, il cui titolo viene ripreso nell'edizione italiana, a parlare di giorni e di arcobaleno: giorni, dunque un tempo limitato, per giunta dell'arcobaleno, ovvero di un fenomeno visivo e non di sostanza, limitato nel tempo, prodotto meraviglioso ed effimero di una serie di circostanze casuali. La vittoria che così ne deriva è solo parziale: sono state, sì, spostate le opinioni di un popolo e quindi l'asse politico, si è costretto il dittatore a cedere progressivamente il suo potere, si è riusciti ad aiutare la nascita di una democrazia (il che non è poco), ma, in fin dei conti, la rivoluzione nella stanza dei bottoni economici e finanziari non è avvenuta. Il mostro ha cambiato quasi solo la pelle: non più uomo nero, bensì una sorta di serpente arcobaleno.
La pellicola di Larrain si muove su questo binario a doppia velocità e trazione e il porre l'accento, nella sua lettura, su uno dei due versanti interpretativi non inficia l'altro, anzi forse lo integra e lo arricchisce. Come se fossimo colpiti e spinti da un vento nuovo di cinema politico.

No – I giorni dell'arcobaleno
di Pablo Larrain
Con Gael García Bernal, Alfredo Castro, Antonia Zegers, Luis Gnecco, Marcial Tagle, Néstor Cantillana, Jaime Vadell, Pascal Montero, Diego Muñoz, Manuela Oyarzún, Alejandro Goic, Christopher Reeve, Augusto Pinochet, Jane Fonda, Richard Dreyfuss.
Drammatico. Durata 110 min. Cile 2012.
In sala da giovedì 9 maggio 2013.

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